Il tribunale ordina il blocco di 537 siti di scommesse illegali nella Provincia di Buenos Aires
La Sezione Giudiziaria di San Isidro, nell’ambito della giurisdizione della Provincia di Buenos Aires, in Argentina, ha disposto il blocco di 537 siti di scommesse illegali per violazione dell’articolo 301 bis del Codice Penale argentino, che punisce l’esercizio non autorizzato delle attività di gioco d’azzardo. Il procedimento è stato promosso dalla Camera Argentina dei Casinò, delle Sale Bingo e delle Strutture Annesse e dall’Istituto Provinciale delle Lotterie e dei Casinò.
Indagini sulle attività di gioco d’azzardo non autorizzate a Buenos Aires
Sotto la direzione del dottor Patricio Ferrari, la Procura specializzata nei reati informatici della Sezione Giudiziaria di San Isidro ha ottenuto l’ordinanza di blocco di 537 siti web utilizzati per attività non autorizzate di gioco d’azzardo e scommesse online. L’indagine riguarda presunte violazioni dell’articolo 301 bis del Codice Penale, che in Argentina sanziona l’esercizio non autorizzato delle attività di gioco d’azzardo.
L’inchiesta è stata costruita sulla base delle prove raccolte dopo che la Camera Argentina dei Casinò, delle Sale Bingo e delle Strutture Annesse aveva lanciato l’allarme. La Camera aveva infatti segnalato un numero crescente di siti di gioco privi di licenza, operanti senza alcuna supervisione e sprovvisti dei controlli e delle certificazioni necessari a garantire la trasparenza e la casualità dei risultati di gioco.
Il ruolo dell’Istituto Provinciale delle Lotterie e dei Casinò
Una parte significativa dell’indagine, dal punto di vista del settore regolamentato, è stata condotta dall’Istituto Provinciale delle Lotterie e dei Casinò, l’ente pubblico responsabile dell’amministrazione e della vigilanza sulle attività di gioco d’azzardo nella Provincia di Buenos Aires dal 1992. L’istituto opera con risorse proprie e regolamenti interni, in base al Decreto 1170/1992 e alla Legge Provinciale 11.536, che lo designano quale autorità competente per tutte le questioni relative ai casinò e alle lotterie nella provincia.
Il suo presidente, Gonzalo Atanasof, ha riassunto l’obiettivo dell’operazione: «Ogni sito illegale che riusciamo a bloccare rappresenta un punto di accesso in meno a un circuito clandestino che non tutela i giocatori, non verifica l’identità degli utenti e consente l’accesso ai minori».
Il procuratore Ferrari ha dichiarato che casi come questo possono produrre risultati solo se la collaborazione tra soggetti pubblici e privati prosegue nel tempo. Ha spiegato che il blocco di un singolo sito, da solo, ha un’efficacia limitata, se tribunali, operatori del settore e autorità di regolamentazione non continuano a lavorare insieme in modo costante.
Carenze nella verifica dell’identità, problemi nei prelievi e rischi per i minori
L’indagine ha accertato che molti di questi siti adottano procedure inadeguate per la verifica dell’identità degli utenti, rendendo più facile l’accesso dei minori e favorendo il loro coinvolgimento nel gioco d’azzardo online fin dalla giovane età.
L’inchiesta ha inoltre evidenziato modelli operativi nei quali la possibilità di riscuotere premi o vincite è fortemente limitata, aumentando il danno economico per gli utenti che hanno già effettuato scommesse su queste piattaforme.
Inoltre, la Procura ha avvertito che le organizzazioni che gestiscono questi siti reclutano spesso adolescenti e giovani affinché ricevano o movimentino i fondi derivanti dalle scommesse, ad esempio accettando bonifici o prelevando denaro contante in cambio di piccole commissioni. Questa pratica li coinvolge progressivamente in strutture criminali legate alle attività di gioco d’azzardo illegale.
Alla luce di questi rischi, le autorità hanno sottolineato la necessità di rafforzare le misure di prevenzione rivolte alle famiglie, agli istituti scolastici e alla comunità nel suo complesso.
Un blocco tecnico che richiede un monitoraggio costante
L’Ente Nazionale delle Comunicazioni, l’autorità argentina di regolamentazione delle telecomunicazioni, ha eseguito materialmente il blocco dei siti collaborando con i fornitori di servizi Internet per impedirne l’accesso. Sia la Procura sia l’Istituto Provinciale hanno riconosciuto che non si tratta di una soluzione definitiva. Nuove piattaforme illegali continuano infatti a comparire, rendendo necessario un monitoraggio costante per contrastarne la diffusione.
Le indagini sono tuttora in corso con l’obiettivo di identificare i responsabili e adottare ulteriori misure di contrasto per interromperne le attività.
La rimozione di 537 domini non risolve completamente il problema, ma rappresenta soltanto un’istantanea di un mercato che opera al di fuori del quadro normativo e che si ricostituisce ogni settimana sotto nuovi nomi.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla pagina spagnola di SiGMA News il 21 luglio 2026.
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