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I legami di Pirlo con una società di scommesse russa lo escludono dall’incarico con l’Italia

Isaac Saliba
Scritto da Isaac Saliba

Le trattative per nominare la leggenda del calcio italiano, Andrea Pirlo, commissario tecnico della nazionale italiana maschile si sono arenate. Secondo quanto riportato, uno dei principali ostacoli nelle discussioni sarebbe stato rappresentato dai legami del 47enne con una società di scommesse russa, con la quale aveva stipulato un accordo per ricoprire il ruolo di ambasciatore globale del marchio.

I legami di Pirlo con una società di scommesse russa

Il rapporto di Pirlo con la società di scommesse russa Fonbet sarebbe stato preso in considerazione nelle discussioni sulla sua candidatura. Alcuni membri del Parlamento italiano e figure di primo piano della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) sarebbero stati coinvolti nella valutazione del ruolo di Pirlo presso l’operatore di scommesse.

Pirlo aveva firmato un accordo per diventare ambasciatore di Fonbet nell’ottobre del 2025. L’intesa era finita sotto la maggiore attenzione pubblica in seguito a un’apparizione programmata e organizzata dal bookmaker allo Stadio Lužniki di Mosca. La visita di Pirlo, durante la quale era accompagnato da un’altra icona del calcio italiano, Marco Materazzi, aveva suscitato critiche e sollevato preoccupazioni legate al conflitto in corso tra Russia e Ucraina.

In una dichiarazione pubblicata su Instagram, Pirlo ha precisato che la sua presenza all’evento non aveva alcuna natura politica, spiegando che «la collaborazione professionale» in questione era nata nell’ambito della sua “esperienza lavorativa” negli Emirati Arabi Uniti e che “è esclusivamente di natura commerciale e sportiva”.

Pirlo è attualmente l’allenatore dello United FC di Dubai, squadra che compete nella UAE Pro League. Ha assunto l’incarico dopo alcune esperienze da allenatore nel campionato italiano, tra cui una stagione alla Juventus, e in quello turco. Ha lasciato il club dopo aver vinto la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, nonché dopo la prima mancata conquista del titolo di Serie A della società in nove stagioni consecutive.

Pirlo ha affermato che attribuire un significato politico alla collaborazione significherebbe attribuirgli convinzioni che non ha mai espresso e che non rispecchiano la sua persona.

“Mi dispiace che una decisione di natura sportiva sia stata trascinata così rapidamente in un dibattito pubblico che ha finito per attribuirmi significati e intenzioni che non mi appartengono”, ha scritto.

Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, ha dichiarato che il calcio italiano ha un disperato bisogno di “una rivoluzione culturale, etica e manageriale”, aggiungendo però che la possibile scelta di nominare Pirlo sarebbe andata “esattamente nella direzione opposta”.

L’ambasciatore russo in Italia, Aleksey Paramonov, ha affermato che è stato “rattristante” vedere Pirlo “ostracizzato”, nonostante il suo “straordinario contributo allo sport mondiale e all’immagine dell’Italia nel mondo”.

Le implicazioni generali per l’Italia e per il calcio

Il mancato concretizzarsi della nomina di Pirlo ha inoltre portato Paolo Maldini, un’altra leggenda del calcio italiano e per lungo tempo compagno di Pirlo sia in nazionale sia nel Milan, a dimettersi dal ruolo di direttore tecnico della FIGC.

È stato inoltre riferito che la decisione di contattare Pirlo come candidato all’incarico sia arrivata dopo i tentativi falliti di convincere Pep Guardiola e Carlo Ancelotti, due allenatori ampiamente considerati tra i migliori di tutti i tempi.

In questo contesto, Maldini avrebbe sostenuto con forza la candidatura di Pirlo e avrebbe interpretato il rifiuto di procedere con la sua scelta come un mancato sostegno da parte della federazione. Maldini era stato confermato nel ruolo di direttore tecnico soltanto l’11 luglio e si è dimesso ufficialmente il 27.

La situazione si è verificata dopo la mancata qualificazione dell’Italia al terzo Mondiale consecutivo, segnando uno dei periodi peggiori nella leggendaria storia calcistica del Paese, nonostante la vittoria del Campionato Europeo nel 2020, ottenuta battendo l’Inghilterra in finale.

Le sponsorizzazioni legate alle scommesse sono diventate molto diffuse nel mondo del calcio. Numerose squadre di vertice dei principali campionati nazionali presentano marchi di iGaming sulle divise da gara, mentre molti ex calciatori hanno successivamente ricoperto il ruolo di ambasciatori di marchi di scommesse.

In definitiva, questa situazione potrebbe rappresentare un incentivo per gli operatori di scommesse e per i potenziali ambasciatori dei marchi ad adottare controlli più rigorosi nella valutazione di possibili partnership commerciali nel settore delle scommesse sportive e, più in generale, dell’iGaming.

Anche nei campionati in cui sono previste restrizioni su questo tipo di sponsorizzazioni, le società calcistiche hanno cercato di individuare alternative equivalenti. È il caso della Lazio, squadra della Serie A italiana, che ha raggiunto un accordo con la piattaforma di mercato delle previsioni Polymarket, un’intesa che, a sua volta, ha suscitato diverse polemiche.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato sulla pagina inglese di SiGMA News il 28 luglio 2026.

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