Kristof Szucs, co‑fondatore e responsabile principale di Kyborg.ai, ha individuato tre punti di attrito persistenti nella regolamentazione del gioco in Europa nel 2026: la portabilità ancora bloccata dell’autoesclusione tra diverse giurisdizioni, il divario di monitoraggio tra operatori terrestri e operatori online, e le strutture di governance che si sono dimostrate efficaci contro le combine sportive.
In un’intervista esclusiva con SiGMA News, Szucs ha inoltre analizzato il potenziale dei mercati predittivi nella regione CEECA e spiegato perché è improbabile che il primo soggetto europeo ad entrare in questo settore sia un operatore di gioco.
Portabilità dell’autoesclusione in Europa
La Commissione Europea discute di autoesclusione transfrontaliera dal 2014. Oggi, GAMSTOP (il registro nazionale di autoesclusione del Regno Unito), la Malta Gaming Authority (MGA), la GGL tedesca (l’Autorità federale di regolamentazione del gioco, istituita nel 2021) e la maggior parte delle altre giurisdizioni europee continuano a gestire sistemi di esclusione separati. Szucs sostiene che la sfida tecnica sia secondaria rispetto a un problema strutturale più profondo.
«L’autoesclusione fa parte dell’infrastruttura di identità dell’operatore, insieme a KYC, verifica dell’età, controlli sui pagamenti e monitoraggio AML delle transazioni. E la maggior parte di questi moduli è stata costruita separatamente e integrata in modo piuttosto blando», afferma.
Per collegare i sistemi di UKGC e MGA, sarebbe necessaria una specifica tecnica unificata che definisca campi dati, periodi di conservazione e intervalli di aggiornamento. Senza questi standard, osserva Szucs, la portabilità resta più una promessa che un vero strumento di controllo.
Cita anche una questione di responsabilità ancora irrisolta: se un operatore con licenza MGA accetta un giocatore britannico autoescluso a causa di un errore nel trasferimento dei dati, chi è responsabile dal punto di vista regolatorio? Finché questo nodo non sarà sciolto, afferma, non ci saranno progressi significativi.
Cosa possono imparare i casinò terrestri dagli operatori online?
Szucs individua nel monitoraggio continuo il vantaggio più evidente che gli operatori online hanno rispetto ai casinò terrestri. Le piattaforme remote vengono osservate quasi in tempo reale attraverso i loro sistemi e i flussi informativi dei regolatori. Le sedi fisiche, invece, si basano ancora principalmente su ispezioni periodiche.
Cita il caso dello Stadtcasino Baden in Svizzera, dove quindici giocatori hanno superato i limiti di puntata da 100.000 CHF per un periodo prolungato senza attivare alcun allarme. «Non è stato un errore dello strumento. È stato un errore dell’architettura di monitoraggio, qualcosa che non sarebbe potuto accadere a un operatore online», afferma.
Altre pratiche che sarebbe utile implementare anche in un contesto terrestre includono:
controlli AML a livello di singola transazione applicati al momento del deposito, invece che in riepiloghi a fine giornata; interventi di gioco responsabile sequenziali (come limiti, pause temporanee e strumenti di autoesclusione) attivati da schemi comportamentali e non solo quando il giocatore si presenta alla cassa.
Tuttavia, resistenze commerciali e culturali restano significative. Storicamente, i giocatori di alto valore nei casinò terrestri hanno apprezzato la discrezione, e gli operatori temono che un monitoraggio troppo visibile possa spingere questi clienti verso giurisdizioni meno regolamentate.
Strumenti di gioco responsabile: complementari, non in competizione
Szucs afferma che i limiti di deposito e le analisi comportamentali basate sull’IA non sono soluzioni in competizione. I limiti di deposito e gli altri strumenti che permettono ai giocatori di impostare in anticipo restrizioni di spesa o di tempo possono rendere più difficile prendere decisioni impulsive. Gli studi mostrano che, quando applicati in modo obbligatorio, possono ridurre i danni.
Le analisi comportamentali svolgono una funzione diversa: mirano a identificare tempestivamente l’emergere di schemi comportamentali a rischio. Questo aiuta gli operatori a intervenire prima che diventino necessari limiti rigidi. Al momento, circa il 30 per cento delle organizzazioni dell’Europa occidentale utilizza strumenti di analisi comportamentale, con percentuali ancora più basse nella maggior parte delle altre regioni.
Szucs avverte che esiste il rischio che gli operatori promuovano strumenti di IA per ridurre l’attrito dell’utente invece che per rafforzare la tutela del giocatore. I limiti di deposito oggi obbligatori offrono protezione solo quando il settore del gioco è regolamentato correttamente. L’esperienza della Germania evidenzia il problema: se esistono limiti severi applicati solo al canale autorizzato, l’attività può spostarsi verso operatori non autorizzati.
Governance, non rilevamento, il fattore decisivo nella lotta alle combine sportive
Kristof Szucs distingue chiaramente i Paesi che hanno ridotto le combine sportive da quelli che non ci sono riusciti. Il modello italiano lavora a stretto contatto con il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e con la Guardia di Finanza. Nel Regno Unito, la Sports Betting Integrity Unit collabora con la Gambling Commission per coordinare la condivisione di informazioni tra bookmaker e organismi sportivi. Szucs afferma che entrambi i modelli funzionano perché le informazioni sulle scommesse, i fascicoli della polizia e le sanzioni sportive vengono condivise in un unico sistema invece di essere riportate separatamente.
Un altro elemento importante è garantire che gli operatori rispettino le condizioni della loro licenza. Se schemi di scommesse anomali non vengono segnalati rapidamente, la licenza potrebbe essere revocata invece di una semplice multa. Questo cambierebbe rapidamente il modo in cui le segnalazioni vengono effettuate. Il monitoraggio dovrebbe inoltre concentrarsi sui movimenti delle quote e sull’attività di mercato prima delle partite, invece di analizzare i risultati a posteriori. Sistemi come l’Universal Fraud Detection System di Sportradar e il quadro dell’IBIA (International Betting Integrity Association) si basano proprio su questo principio.
Szucs conclude che la maggior parte dei problemi persistenti in quest’area deriva da fallimenti di governance, non di rilevamento. I dati necessari, di norma, esistono già. Il fattore decisivo è se federazioni, regolatori e leghe siano politicamente pronti ad agire una volta identificati gli schemi. Un’architettura di conformità pratica, una chiara attribuzione delle responsabilità e pipeline di governance integrate superano costantemente soluzioni tecniche frammentate o sistemi di segnalazione volontaria.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta in russo il 27 maggio 2026.
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