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Bingo, AGCM segnala possibili criticità sulla normativa del settore

Manfredi Bertelli
Scritto da Manfredi Bertelli

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha inviato una segnalazione al Parlamento italiano sulla normativa che disciplina il gioco del bingo. L’Antitrust ha voluto evidenziare dubbi e criticità sul quadro regolatorio delle concessioni.

Contesto della normativa

Come riportato da Agimeg, al centro della segnalazione c’è l’articolo 10, comma 9-septies, del decreto-legge 16/2012, modificato dalla legge di Bilancio 2025. La legge stabilisce alcuni parametri economici fondamentali per il bingo. Tra questi: il prelievo erariale (quota delle giocate dovuta allo Stato), il montepremi e il compenso per il controllore incaricato della gestione dei dati di gioco. Il prelievo erariale è fissato all’11 per cento e il montepremi deve essere compreso tra il 70 e il 71 per cento del prezzo delle cartelle acquistate dai giocatori.

Il nodo concorrenza e le concessioni

L’Antitrust ha anche voluto sollevare il tema della concorrenza. Il timore dell’autorità è che alcune regole possano limitare la concorrenza nel mercato del bingo. Per esempio, se le concessioni vengono prorogate senza nuove gare pubbliche, non ci sarà spazio per nuovi operatori. Al contrario, quelli già presenti mantengono una posizione di vantaggio.

L’AGCM non vuole che il settore resti bloccato. Vuole assistere a un processo di evoluzione costante, che dia importanza al settore del bingo e ai nuovi concorrenti che vogliono entrare a far parte di questo mondo. Perciò, la durata delle concessioni, le eventuali proroghe e le condizioni di accesso al mercato restano temi fondamentali per garantire un equilibrio tra il controllo pubblico e la concorrenza tra i vari gestori.

Conseguenze per gli operatori

Quello che succederà agli operatori già attivi non si può sapere. Però, un eventuale intervento normativo può sicuramente causare cambiamenti in termini di sostenibilità economica e di programmazione degli investimenti. Se infatti le condizioni cambiano con frequenza, gli operatori possono avere più difficoltà a pianificare nuove attività, ad assumere personale e a partecipare alle future gare pubbliche per ottenere le concessioni dallo Stato.

L’obiettivo principale dell’Antitrust è preservare il controllo pubblico sul gioco legale online. Per questo motivo, se il Parlamento intervenisse, dovrebbe mettere al primo posto la posizione degli operatori che richiedono un mercato tutelato ed economicamente affidabile.

Il bingo come tema centrale

Il settore del bingo diventa quindi un tema centrale a livello istituzionale. La segnalazione da parte dell’AGCM è stata mandata direttamente al Senato della Repubblica, poi assegnata alla Commissione Finanze del Senato, dove è registrata come Atto n. 1129.

L’Autorità richiede il supporto del Parlamento in relazione ad aspetti che riguardano il funzionamento del mercato del bingo. Negli anni, infatti, ci sono stati dubbi sulla concorrenza tra i vari operatori, che hanno portato alla nascita di un settore complesso e non sempre coerente.

La normativa invia un forte segnale a un settore, caratterizzato da interventi normativi e da molteplici tentativi rivoluzionari. La normativa quindi rappresenta un passaggio fondamentale nel campo del gioco online in Italia, poiché dà potere al Parlamento di intervenire nel caso in cui sia necessario.

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