Blockchain in Italia: la visione dell’on. Marcello Coppo tra regolamentazione, innovazione e sfide globali
La blockchain in Italia non è più un tema di nicchia. Il quadro normativo è già in gran parte pronto, il settore cresce e le istituzioni hanno avviato un dialogo diretto con gli operatori. Ma, secondo l’on. Marcello Coppo, deputato di Fratelli d’Italia e presidente dell’Intergruppo parlamentare Digital Asset Blockchain e Bitcoin, servono più apertura culturale, una regolamentazione meno rigida e un’azione mirata per distinguere gli innovatori seri dai truffatori.
Regolamentazione blockchain in Italia: quadro solido ma troppa prudenza
Coppo ritiene che l’Italia parta avvantaggiata: il Decreto FinTech ha già “sdoganato” la tokenizzazione e fissato regole per l’uso di tecnologie DLT. “La legge c’è e va applicata – sottolinea – ma alcuni organismi di controllo mantengono un approccio eccessivamente diffidente”.
Il riferimento è diretto alla Consob e al suo presidente, Paolo Savona, che secondo Coppo ha espresso posizioni assimilabili a una “obiezione di coscienza” verso alcuni strumenti legati alla blockchain. “Il problema – spiega – è che un organo di vigilanza non può andare contro la normativa in vigore”.
Il vincolo più grande viene comunque dall’Europa, con il MiCA, che garantisce norme certe ma impone vincoli e costi che rischiano di penalizzare le piccole imprese, soprattutto sulle stablecoin, per cui è richiesto il deposito delle garanzie in conti bancari.
Dialogo tra istituzioni e operatori blockchain in Italia
Il convegno del 13 giugno in Parlamento, organizzato dall’Intergruppo, ha registrato il tutto esaurito, con accrediti di alto profilo. “L’obiettivo – afferma l’on. Coppo – è distinguere chi sfrutta la blockchain per frodare da chi lavora onestamente e può portare ricchezza al Paese”.
Resta però una sfida culturale: “Serve più informazione – dice – perché gran parte dei pregiudizi nasce da un racconto superficiale che associa la blockchain solo a truffe e scam”.
Oltre la finanza: esempi pratici di applicazione della blockchain
Il parlamentare italiano Coppo cita casi ed esempi d’uso concreti della blockchain in Italia e nel mondo:
- Certificazioni, sicurezza e trasferimenti di valore: transazioni globali in 15 minuti, indipendentemente dai sistemi bancari.
- Gestione dell’energia: mining come strumento per utilizzare energia in eccesso, dal surplus rinnovabile in Europa a progetti idroelettrici in Africa.
- Sviluppo locale: investimenti in infrastrutture elettriche e sostegno a piani strategici come, per esempio, un “Piano Mattei per lo sviluppo dell’Africa”.
Tokenizzazione: opportunità per professionisti e imprese italiane
Notai, avvocati e commercialisti possono diventare “oracoli” della blockchain, certificando atti e dati tokenizzati. Con gli smart contract, si potrebbero semplificare passaggi generazionali nelle aziende familiari e snellire processi fiscali, con controlli automatizzati e trasparenti.
MiCAR e competitività: la sfida al 2027
Entro fine legislatura (in Italia prevista per il 2027), Coppo prevede piccoli aggiustamenti alla normativa italiana, ma auspica che a livello europeo il MiCAR venga modificato per essere meno “bancocentrico” e più adatto alle startup. “I requisiti attuali favoriscono i grandi operatori e rischiano di escludere progetti validi di dimensioni ridotte”.
Bitcoin come riserva di valore globale
Sul piano geopolitico, Coppo interpreta l’apertura di leader e banche come segnale che Bitcoin si stia avviando a diventare l’“oro digitale” del XXI secolo: un asset sicuro, incorruttibile, decentralizzato e limitato a 21 milioni di unità, destinato a diventare riferimento tra le valute mondiali.
Educazione e consapevolezza per un’adozione sicura della blockchain in Italia
Il messaggio finale dell’onorevole è chiaro: “Informatevi da fonti serie, state lontani da chi promette guadagni miracolosi. Bitcoin è una cosa seria; gran parte del resto è ludopatia”.
Secondo Coppo, il futuro della blockchain in Italia dipenderà dalla capacità di creare una rete di professionisti che guidi cittadini e imprese verso scelte consapevoli, così da sfruttare appieno il potenziale di questa tecnologia.
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