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CozmoPlay svela il processo creativo dietro il successo dei suoi giochi

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Un viaggio nel processo creativo e tecnico di CozmoPlay, dove ogni pixel prende vita e diventa emozione. Dalla scintilla creativa alla realizzazione del format finale.

La nascita di un’idea nel mondo iGaming

C’è un momento preciso, quasi impercettibile, in cui un’idea inizia a prendere forma. È un’intuizione che nasce da un dettaglio, da un suono, da un colore. È in quel momento che comincia il viaggio del team di CozmoPlay, un laboratorio di creatività dove ogni gioco è costruito come un piccolo universo narrativo.

Dietro lo schermo, dietro le luci e i suoni che conquistano il giocatore, c’è un gruppo di professionisti che lavora con la stessa passione di un regista e la precisione di un artigiano digitale. Il Creative Lead Francesco Maietich ci accoglie nel suo quartier generale per raccontare come un semplice concept si trasforma in un’esperienza interattiva.

La scintilla: osservare il mondo per creare mondi nuovi

Tutto parte dall’osservazione. Prima ancora di aprire un software o disegnare un personaggio, CozmoPlay studia. Il progetto che stiamo raccontando nasce dentro un konbini giapponese, quei minimarket che sono un’icona culturale a Tokyo e nel resto del Giappone.

Il team entra davvero in un negozio, osserva gli scaffali, i suoni, le luci, persino l’odore del cibo pronto. Quella immersione sensoriale diventa il punto di partenza di un lavoro di ricerca profonda, una “ricerca sensibile”, come la definisce Maietich.

“Vogliamo creare un prodotto autentico, anche se non siamo giapponesi – dice – perché un gioco deve essere credibile anche per chi conosce quella realtà”.

Dal caos all’idea: il concept prende forma

Dopo la ricerca arriva il momento della sintesi visiva. Eugenia, senior 2D artist, traduce tutto ciò che il team ha raccolto in un linguaggio visivo. Bozze, schizzi, mockup, colori: il caos si organizza in una visione.

Ogni dettaglio, dal font di un titolo di vincita al colore di un’insegna, contribuisce a definire il tono narrativo del gioco. È la fase in cui tutto si decide: i personaggi, le atmosfere, l’emozione da trasmettere. Da quel momento in poi, l’idea entra nella pipeline produttiva e non è più solo un’intuizione: diventa progetto.

Dal disegno al volume: il 3D costruisce la scena

Quando il disegno è pronto, tocca al reparto 3D. Alberto, senior 3D artist, traduce il concept in geometrie, texture e materiali. Qui il gioco comincia a prendere corpo, letteralmente. In Blender, ogni modello viene costruito, illuminato, testato. Ogni superficie riflette la luce come nella realtà, ogni piega o ombra racconta qualcosa.

Uno dei protagonisti del progetto è Crockzilla, una creatura fatta di pollo fritto. Non basta modellarla: bisogna “sentirla”. Alberto lavora sulla texture fino a far percepire la croccantezza della pelle e la brillantezza dell’olio fritto, come se si potesse quasi annusarla. “È un lavoro che richiede tempo, settimane – spiega Alberto – perché ogni asset deve sembrare vivo prima ancora di muoversi”.

L’anima del gioco: l’animazione come racconto

E poi arriva il momento in cui tutto prende vita. È qui che entra in scena Canahmet Yilmaz, senior animator, o come ama definirsi, “colui che dà respiro alle immagini”.

Le sue animazioni non servono solo a muovere personaggi, ma a generare emozione. Ogni frame è pensato per stimolare una reazione: stupore, sorpresa, divertimento. L’ispirazione viene direttamente dagli anime giapponesi, con i loro impact frame e i tagli rapidi che danno ritmo all’azione.

“Non animiamo solo per bellezza – racconta – ma per far sentire al giocatore una ricompensa visiva. Anche una semplice esplosione deve dare soddisfazione”.

In pochi secondi di animazione convivono settimane di lavoro, tra VFX, effetti di luce e timing perfetti. È un equilibrio delicato, che separa un gioco comune da un’esperienza memorabile.

La prova del motore: dove l’arte incontra la tecnica

Ogni immagine, ogni animazione, ogni suono deve funzionare dentro un motore di gioco. È qui che entra in gioco Robert, technical designer, il ponte tra creatività e ingegneria.

Il suo compito è integrare ogni elemento nel motore di CozmoPlay, testare frame rate, sincronizzazione, coerenza tra design e codice. È lui che assicura che ciò che il team immagina possa realmente essere giocato.

“Non diamo limiti alla creatività – spiega – ma le diamo forma. La libertà funziona solo se è costruita su regole solide”.

Il suono dell’emozione: la musica come identità

Ma un gioco non vive solo di immagini. La colonna sonora è l’elemento invisibile che unisce tutto. A Roma, nel suo studio, Manuel, il compositore, lavora a stretto contatto con la direzione creativa per creare un tema che resti nella mente.

La sua missione è sempre più ambiziosa: scrivere una melodia che il giocatore possa canticchiare anche dopo aver spento il gioco. “Voglio che la musica sia un’emozione riconoscibile – spiega – un filo rosso che accompagni l’esperienza e la renda memorabile”.

Il tempo della creazione: quando l’arte incontra la gestione

Creare un gioco richiede tempo, coordinazione e ritmo. Maietich spiega che la produzione di un titolo richiede in media tra un mese e un mese e mezzo, ma può arrivare a due quando si verificano imprevisti. Il segreto è lavorare in flussi paralleli, dove ogni reparto prosegue senza interrompere l’altro.

Eugenia chiude un concept mentre Alberto modella, Canahmet anima e Robert integra. È un meccanismo complesso, ma anche un’orchestra perfetta: ogni strumento suona in sincronia, sotto la guida di una direzione che conosce il valore del tempo e della fiducia.

Dietro la tecnica, l’umanità

Dietro ogni gioco ci sono persone, non solo algoritmi. Nella sede di CozmoPlay, ogni giornata comincia con una colazione insieme. È un gesto semplice, ma profondo. “Mangiare insieme è il più antico dei rituali umani – racconta Maietich – e costruisce legami autentici”.

Nel loro ufficio virtuale, colleghi collegati da diverse città e nazioni si incontrano, parlano, condividono spazi digitali come se fossero reali. È una dimensione umana che diventa parte integrante del processo creativo.
La leadership qui non è comando, ma supervisione. Il compito del Creative Lead è custodire la visione e allargare i confini, permettendo a ogni talento di imprimere la propria firma.

Il risultato: un universo pop e ironico

Quando tutto si unisce – concept, 3D, animazione, musica e tecnica – nasce qualcosa di unico. Questo gioco ambientato nel konbini giapponese è una commedia visiva, un piccolo universo ipercolorato dove mech e mostri di pollo fritto convivono tra scaffali e luci al neon.

Ogni simbolo ha un valore, ogni animazione una logica narrativa. Dalle parodie degli spot televisivi alle sequenze in stile Tokusatsu, tutto contribuisce a creare un’esperienza leggera, ironica e sorprendentemente coerente. È un omaggio alla cultura pop giapponese, ma anche alla libertà creativa di chi osa giocare con le regole.

Verso Roma: la creatività si fa spettacolo

Ogni Expo porta con se una novità strabiliante. Dal 3 al 6 novembre alla Fiera di Roma, CozmoPlay presenterà la sua installazione interattiva per SiGMA Central Europe. Un arco monumentale di luci e pannelli animati accoglierà i visitatori, con i personaggi dei giochi che prenderanno vita davanti ai passanti. Ci sarà anche la tradizionale Ruota della Fortuna, aggiornata con nuovi gadget e grafiche.

“Ogni evento è una sfida – conclude Maietich – e ci piace sorprenderci e sorprendere i nostri visitatori e partner ogni volta. È così che teniamo viva la nostra energia creativa”.

Il metodo dietro la magia

Raccontare il processo creativo di CozmoPlay significa entrare nel cuore pulsante dell’iGaming. Ogni gioco è una piccola architettura fatta di visione, ricerca, tecnica e cuore. Dalla prima idea raccolta in un konbini di Tokyo fino al rendering finale, tutto passa attraverso una filiera dove ogni dettaglio conta.

È qui che il gaming smette di essere puro intrattenimento e diventa cultura visiva: un linguaggio capace di unire mondi, persone e tecnologie in un solo grande racconto.

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