La Francia fa un passo avanti verso una stretta sul gioco per i giovani tra i 18 e i 25 anni. Nel testo della proposta di legge sull’organizzazione, la gestione e il finanziamento dello sport professionale, adottato dall’Assemblea nazionale (Assemblée nationale) il 29 giugno 2026, compare una disposizione che potrebbe incidere direttamente sul settore del gioco e delle scommesse online.
La misura attribuirebbe all’Autorité nationale des jeux (ANJ), il regolatore pubblico del settore del gioco e delle scommesse in Francia, la possibilità di limitare non solo depositi e puntate, ma anche l’ammontare delle perdite a cui questa fascia di giocatori può essere esposta.
Cosa prevede il testo sui limiti di perdita
Il cuore della novità è contenuto nell’articolo 10-quater (Article 10 quater) del testo adottato dall’Assemblée nationale nell’ambito della proposta di legge sull’organizzazione, la gestione e il finanziamento dello sport professionale. La disposizione modifica l’articolo L. 320-11 del Code de la sécurité intérieure, inserendo un riferimento esplicito alle “perdite” tra gli elementi suscettibili di limitazione.
In base al testo, l’ANJ potrebbe limitare, con decisione motivata, e per un periodo massimo di un anno, l’ammontare delle perdite che i giocatori tra i 18 e i 25 anni possono sostenere presso gli operatori interessati. Si tratta di un passaggio rilevante perché sposta l’attenzione dalla sola capacità di deposito o di puntata al risultato economico effettivo dell’attività di gioco. In altre parole, il legislatore francese guarda al rischio concreto di perdita, considerandolo un indicatore centrale nella tutela dei consumatori più giovani.
Secondo il testo adottato dall’Assemblée nationale, l’entrata in vigore della disposizione è prevista per il 1° gennaio 2027. Il documento pubblicato è tuttavia indicato come testo provvisorio. La formulazione definitiva, infatti, dipenderà dalla prosecuzione dell’iter legislativo.
Il ruolo dell’ANJ
La misura rafforzerebbe il ruolo dell’ANJ nella prevenzione del gioco eccessivo. L’autorità avrebbe infatti la possibilità di intervenire con una decisione motivata per limitare l’esposizione dei giovani giocatori alle perdite, entro un arco temporale massimo di un anno.
Per gli operatori, l’eventuale entrata in vigore della norma potrebbe comportare nuovi obblighi operativi e tecnici. Per esempio, sistemi di monitoraggio più precisi, gestione dei limiti individuali e procedure dedicate alla fascia d’età 18-25 anni. Il punto centrale sarà capire come, nei successivi atti applicativi, verranno definiti i criteri concreti per l’attivazione dei limiti e le modalità di controllo da parte degli operatori.
Giovani adulti al centro della nuova tutela
La fascia d’età coinvolta è considerata particolarmente esposta ai rischi legati al gioco eccessivo o problematico. Il testo non introduce un divieto di gioco per i giovani maggiorenni, ma prevede strumenti più stringenti per contenere l’esposizione economica.
Un altro elemento importante riguarda l’aumento dei limiti imposti. Per i giocatori tra i 18 e i 25 anni, l’eventuale incremento dei limiti potrà avvenire solo dopo un periodo stabilito da decreto, non inferiore a due settimane. La logica è evitare modifiche impulsive e immediate, soprattutto quando un utente tenta di aumentare rapidamente la propria capacità di gioco dopo una fase di perdita.
Una stretta che guarda alla prevenzione
La proposta si inserisce in un quadro più ampio di attenzione al gioco responsabile e alla tutela dei consumatori vulnerabili. Negli ultimi anni, in diversi mercati europei, il tema dei limiti di deposito, puntata e perdita è diventato uno dei più dibattuti nelle politiche di regolamentazione del gambling.
Nel caso francese, la novità più significativa è l’attenzione specifica rivolta ai giovani adulti. Non si tratta solo di controllare quanto un utente può versare su un conto di gioco, ma di intervenire sul livello massimo di perdita sostenibile, con l’obiettivo di ridurre i rischi prima che diventino problematici.
Se confermata nel testo finale, la misura potrebbe rappresentare un precedente importante anche per altri mercati europei, dove il dibattito sulla tutela dei giocatori e dei giovani, in questo caso specifico, è destinato a restare centrale.
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