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IGE 2026 a Roma: tra regolazione, innovazione e sostenibilità; il futuro del gaming italiano

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Il 14 e il 15 aprile, Italian Gaming Expo & Conference 2026 ha riportato al centro del dibattito nazionale uno dei settori più complessi e strategici dell’economia italiana: quello del gioco pubblico. La manifestazione, ospitata a Roma, si è confermata come un crocevia per istituzioni, operatori e stakeholder, chiamati a confrontarsi su regolazione, innovazione e sostenibilità in un contesto in continua evoluzione.

L’edizione 2026 ha messo in luce le principali direttrici di sviluppo: da un lato, la crescita e la trasformazione digitale del settore; dall’altro, la necessità di rafforzare il quadro normativo, superando criticità ormai strutturali.

Legalità e gioco responsabile: il ruolo delle istituzioni

Alessio Crisantemi (nella foto), patron della manifestazione, ha dato il benvenuto a tutti gli ospiti presenti, illustrando il percorso di IGE che, giunta alla terza edizione, registra una crescita di interesse nel settore.

Ad aprire i lavori è stato Mario Lollobrigida, Direttore Centrale Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha ribadito la centralità di un principio fondamentale: il gioco pubblico deve restare un sistema regolato, trasparente e orientato alla tutela dei consumatori.

Nel suo intervento, Lollobrigida ha sottolineato che il comparto costituisca una componente rilevante delle entrate dello Stato e dell’economia nazionale. Tuttavia, questa dimensione economica richiede un equilibrio costante tra esigenze di controllo, sicurezza e responsabilità.

Particolare attenzione è stata dedicata al contrasto dell’illegalità, che continua a rappresentare una minaccia concreta per il mercato regolato. Parallelamente, è emersa l’importanza di promuovere una cultura del gioco responsabile, attraverso strumenti di prevenzione e una collaborazione attiva tra istituzioni e operatori.

In questo scenario, l’Agenzia punta a rafforzare i sistemi di monitoraggio e di tracciabilità, accompagnando l’evoluzione del settore con strumenti tecnologici sempre più avanzati.

Gaming e innovazione: un’industria in espansione

Accanto alla dimensione regolatoria, IGE 2026 ha evidenziato il ruolo del gaming come settore industriale in crescita. Giorgio Maria Tosi Beleffi, in rappresentanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha descritto il comparto come uno spazio in cui tecnologia e creatività si incontrano, generando valore economico e innovazione.

I dati confermano questa tendenza: nel 2024 il mercato italiano dei videogiochi ha raggiunto un valore di circa 2,4 miliardi di euro, con una crescita significativa negli ultimi anni. Le imprese attive nel settore sono circa 200 e registrano un aumento del fatturato e dell’occupazione, a conferma di un ecosistema in consolidamento.

Il gaming si conferma quindi non solo come intrattenimento, ma anche come leva di sviluppo industriale e di innovazione, con ricadute che vanno oltre il settore stesso.

Riordino del gioco fisico: una riforma non più rinviabile

Il tema più dibattuto durante l’evento è stato, senza dubbio, quello del riordino del gioco pubblico terrestre. Il panel dedicato ha evidenziato criticità profonde, legate soprattutto alla frammentazione normativa.

Ettore Rosato, deputato del partito Azione, ha espresso una posizione netta, sottolineando che il sistema italiano è in ritardo e che le regolamentazioni locali hanno creato un quadro disomogeneo e difficile da gestire.

La coesistenza di concessioni nazionali e regole territoriali differenti – tra distanze, orari e autorizzazioni – genera incertezza per gli operatori e complica l’azione amministrativa. Una situazione che, secondo Rosato, richiede un intervento organico e una maggiore coerenza normativa.

Limiti delle misure attuali e ruolo della tecnologia

Nel dibattito è intervenuto anche Geronimo Cardia, presidente di Acadi Confcommercio, che ha criticato l’efficacia di strumenti come i distanziometri e le limitazioni orarie.

Secondo Cardia, queste misure non riescono a raggiungere l’obiettivo di tutela dei giocatori e rischiano di produrre effetti distorsivi, spingendo parte della domanda verso canali alternativi.

La proposta è puntare su soluzioni tecnologiche più avanzate, in grado di monitorare i comportamenti di gioco e intervenire in modo mirato. Un approccio che riflette l’evoluzione del settore verso modelli sempre più digitalizzati e integrati.

Allo stesso tempo, è stato sollevato il tema della sostenibilità economica delle future gare: costi eccessivamente elevati o un’eccessiva concentrazione potrebbero penalizzare una parte significativa degli operatori.

La sfida politica: scadenza agosto 2026

A delineare il quadro normativo è stato Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio del Senato, che ha collocato il riordino del gioco nell’ambito della più ampia riforma fiscale avviata dal Governo.

La scadenza indicata è prevista per agosto 2026. Entro questa data dovrà essere completato il processo di riforma, pena il rischio di un rinvio che prolungherebbe l’incertezza del settore.

Calandrini ha evidenziato come il modello già adottato per il gioco online possa costituire una base di partenza per il comparto terrestre, grazie a sistemi di controllo e di responsabilizzazione degli operatori più avanzati.

Un passaggio decisivo sarà il confronto con gli enti territoriali, chiamati a contribuire alla definizione di una normativa più uniforme e coerente.

Tra mercato, legalità e tutela sociale

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’IGE 2026 riguarda il ruolo del gioco legale quale presidio di legalità. In assenza di un’offerta regolata ed efficiente, la domanda tende a spostarsi verso circuiti non autorizzati, con conseguenze negative sia per lo Stato sia per i cittadini.

Il riordino del settore assume quindi una valenza che va oltre l’economia, toccando temi di sicurezza, controllo e tutela sociale. È in questo equilibrio che si gioca il futuro del comparto.

IGE come punto di confronto

L’Italian Gaming Expo & Conference si conferma un momento di sintesi fondamentale per il settore del gaming in Italia. Il confronto tra istituzioni, politica e operatori ha evidenziato una consapevolezza diffusa: il comparto è destinato a crescere, ma ha bisogno di regole chiare e di strumenti adeguati per farlo in modo sostenibile.

Le sfide emerse durante i talks sono complesse, ma anche indicative di un settore in evoluzione. Digitalizzazione, tutela dei giocatori, lotta all’illegalità e riforma normativa rappresentano i pilastri su cui costruire il futuro.

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