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Il cambiamento degli equilibri nel reclutamento dei talenti

Jefferson Mendoza
Scritto da Jefferson Mendoza
Tradotto da Mara Armenante

Le regole per trovare talenti sono cambiate negli ultimi anni. I candidati che cercavano stipendi elevati e opzioni di lavoro da casa venivano facilmente accontentati: purtroppo, quei giorni sono finiti. Oggi il processo è diventato un campo di battaglia fatto di negoziazioni, compromessi e aspettative da ricalibrare.

Attingendo alla sua esperienza in mercati diversi, Corelia Morgan Cooper, fondatrice di CMC Consulting, ha parlato in esclusiva con SiGMA World durante AIBC Eurasia 2026 a Dubai. Osserva uno dei cambiamenti più significativi nel reclutamento attuale: la dinamica di potere tra candidati e datori di lavoro.

“Cinque anni fa, tutto era a favore del dipendente”, spiega. “Un candidato poteva chiedere 100.000 dollari e il lavoro completamente da remoto, e spesso i clienti accettavano senza esitazione.”
Oggi, però, il mercato è molto più competitivo. I candidati devono essere pronti a negoziare. “Lo stipendio che desideri non è necessariamente lo stipendio che otterrai”, avverte Cooper.

Lavoro da remoto: un tema divisivo

Il mercato globale del lavoro nel 2026 si sta stabilizzando, ma in modo irregolare: la disoccupazione resta stabile al 4,9%, mentre la qualità dei posti di lavoro ristagna. Inoltre, le aziende assumono sempre più oltre confine: il 63% recluta ormai in almeno cinque Paesi. Secondo diverse piattaforme di recruiting, flessibilità, trasparenza e lavoro ibrido restano elementi chiave per attrarre talenti.

Eppure, il dibattito sul lavoro da remoto rimane aperto. Mentre alcuni dipendenti insistono per lavorare completamente da casa, molte aziende resistono. “Si tratta di trovare il giusto equilibrio”, afferma Cooper. Ritiene che il lavoro ibrido sia il miglior compromesso, anche se comporta delle sfide. In alcune regioni, alcuni uffici stanno introducendo requisiti più rigidi di presenza, secondo l’Indeed Hiring Lab.

Per i neolaureati, lavorare da casa può risultare isolante. Senza colleghi vicini, perdono l’opportunità di imparare i ritmi del business e di costruire amicizie.

Ripensando ai suoi inizi, Cooper ricorda: “Durante i miei primi 100 giorni nel reclutamento, i miei pitch migliori sono nati in un ufficio con 100 persone. Fare quella prima chiamata da sola, a casa, sarebbe stato terrificante.”
Sottolinea che la camaraderie e lo spirito di squadra, pur essendo replicabili online, non sono mai davvero la stessa cosa rispetto allo stare fianco a fianco e condividere l’esperienza lavorativa.

Costruire aziende senza perdere la propria identità

Quando le viene chiesto quali siano gli ingredienti chiave per una crescita sostenibile, Cooper sottolinea l’importanza di essere onesti riguardo alla fase del ciclo di vita in cui si trova un’azienda. “Un’azienda che si trova al quinto anno della sua fase di crescita può permettersi talenti migliori, benefit e strutture più solide”, osserva. “Ma trasparenza e fiducia restano le basi del successo.”

Il ruolo dell’IA nelle risorse umane

La tecnologia sta trasformando il reclutamento, in particolare l’IA. Cooper ne evidenzia l’efficienza: “Scrivere una job description richiedeva due o tre ore. Ora può essere fatta in pochi secondi.”
Avverte però dal rischio di affidarsi troppo allo strumento: “L’IA è intelligente solo quanto la domanda che le poni. È fondamentale usare il proprio giudizio per adattare i risultati dell’IA alla tua azienda.”

Consiglia inoltre ai candidati di non delegare completamente all’IA la creazione del proprio CV. “Se lo fai, il tuo CV sembrerà identico a centinaia di altri. Deve essere personalizzato su di te.”

Opportunità e rischi all’orizzonte

Guardando al futuro, Cooper vede una crescita rapida nell’HR tech e nelle startup. I dipendenti spesso ricoprono più ruoli, acquisendo rapidamente competenze diverse. Il loro lavoro influisce in modo visibile sulla traiettoria dell’azienda. Inoltre, prosperano grazie alla sperimentazione, all’agilità e alle nuove idee.

Ma Cooper invita anche alla prudenza. Passare da un’azienda consolidata a una startup comporta dei rischi. “Alcune persone diventano amministratori delegati in tre o quattro anni con percorsi di crescita incredibili”, afferma. “Ma per ogni storia di successo, molte startup falliscono. È importante valutare la propria situazione personale prima di fare quel salto.”

Sotto lo skyline di San Paolo sta emergendo una nuova frontiera. Dal 6 al 9 aprile 2026, BiS SiGMA South America trasformerà la capitale del gaming latinoamericano in un crocevia di innovazione, conversazioni coraggiose e occasioni di valore. È un appuntamento da non lasciarsi sfuggire.

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