La Major League Soccer (MLS) ha imposto il divieto a vita agli ex calciatori Derrick Jones e Yaw Yeboah dopo un’indagine che ha accertato la violazione delle rigide norme sul gioco d’azzardo della lega.
La misura disciplinare arriva a seguito di un’indagine sulle attività di scommessa durante la stagione 2024, quando i due erano compagni di squadra nei Columbus Crew. I dirigenti della lega hanno confermato che i giocatori avevano piazzato scommesse riguardanti eventi di gara, violando le politiche di integrità della MLS.
L’indagine accerta una scommessa su un’ammonizione
Secondo quanto riferito dalla MLS, Jones e Yeboah avevano scommesso, durante una partita dell’ottobre 2024, sul fatto che Jones avrebbe ricevuto un cartellino giallo. Jones è stato effettivamente ammonito nel corso di quella gara.
L’indagine ha inoltre rilevato elementi che suggeriscono che i due possano aver condiviso informazioni sulla scommessa con altre persone. Tuttavia, la lega ha precisato che non vi è alcuna indicazione che l’attività di scommessa abbia influenzato il risultato complessivo della partita.
Il Commissioner della MLS, Don Garber, ha sottolineato l’impegno della lega nel tutelare l’integrità delle competizioni.
“La Major League Soccer resta ferma nel suo impegno per l’integrità delle partite”, ha dichiarato Garber. “La lega continuerà a far rispettare le proprie politiche, a rafforzare i programmi educativi e a sostenere l’eliminazione delle scommesse sui cartellini gialli in tutti gli stati, per proteggere l’integrità della nostra competizione a beneficio di club, giocatori e tifosi.”
I giocatori non erano più sotto contratto MLS
Nessuno dei due giocatori era sotto contratto con una squadra della MLS al momento in cui sono state imposte le squalifiche. Yeboah, 28 anni, era stato svincolato dal Los Angeles FC all’inizio di gennaio mentre l’indagine era ancora in corso. Da allora ha firmato un contratto con il Qingdao Hainiu F.C., club della Chinese Super League, raggiunto il mese scorso.

Jones, 29 anni, ha visto l’opzione sul suo contratto non essere esercitata dai Columbus Crew a novembre e, all’inizio di marzo, risulta ancora senza un club professionistico. Entrambi i giocatori erano già stati posti in congedo amministrativo durante la revisione condotta dalla lega.
Scandali legati alle scommesse nello sport statunitense
La MLS ha già affrontato in passato casi disciplinari legati al gioco d’azzardo. Nel 2024, la lega ha rescisso il contratto di Felipe Hernandez, centrocampista dello Sporting Kansas City, dopo ulteriori violazioni in materia di scommesse. In seguito alla rescissione, a Hernandez è stato vietato di firmare con un altro club MLS fino al 2026 e attualmente è ancora senza squadra.
Il problema delle irregolarità legate alle scommesse ha coinvolto negli ultimi anni diverse grandi leghe sportive nordamericane.
Nel 2024, la Major League Baseball (MLB) ha imposto il divieto a vita a Tucupita Marcano dei San Diego Padres, dopo aver accertato che aveva piazzato scommesse su mercati legati al baseball.
Nel frattempo, la National Basketball Association (NBA) ha bandito a vita l’ex ala dei Toronto Raptors, Jontay Porter, dopo che aveva fornito informazioni riservate sulle partite a scommettitori e successivamente si era dichiarato colpevole di accuse federali di frode telematica.
Nell’ottobre dello scorso anno, la NBA è stata scossa da un grave scandalo che ha portato all’arresto del capo allenatore dei Portland Trail Blazers, Chauncey Billups, della guardia dei Miami Heat, Terry Rozier, e dell’ex giocatore e assistente allenatore NBA, Damon Jones.
Secondo i documenti depositati in tribunale, Rozier, Jones e altri imputati avrebbero avuto accesso a informazioni non pubbliche in possesso di giocatori o allenatori NBA, informazioni che, secondo i procuratori, sarebbero state trasmesse a complici in cambio di pagamenti o accordi di condivisione dei profitti. Billups, Rozier e Jones si sono dichiarati non colpevoli. Lo scandalo ha infine portato la NBA a introdurre misure più rigorose per la tutela dell’integrità delle scommesse in tutte le sue 30 squadre.
Anche lo sport universitario è stato colpito, con la National Collegiate Athletic Association (NCAA) che di recente ha dichiarato diversi giocatori di basket universitario non idonei a scendere in campo, a seguito di indagini su manipolazioni legate alle scommesse e presunti schemi di “point-shaving” (ovvero ridurre volontariamente il margine di punti per influenzare le scommesse).
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