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Bookmaker, rivoluzione in vista: scambio libero delle scommesse aperte

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy

Un nuovo studio ha proposto un modello in stile trading per l’iGaming che consentirebbe ai giocatori di acquistare e vendere tra loro posizioni di scommessa aperte, creando quello che gli autori descrivono come un mercato secondario all’interno della stessa piattaforma di un bookmaker.

Lo studio, Model for diversifying iGaming through financial derivatives, firmato da Petko Iliev e Daniela Orozova, sostiene che l’iGaming stia andando oltre il suo ruolo tradizionale di intrattenimento, mentre il comportamento orientato al profitto diventa un motore sempre più forte della partecipazione dei clienti. «I cosiddetti “prediction markets”,che in sostanza rappresentano ciò che sono le piattaforme di iGaming, stanno iniziando a “riconfezionare” le scommesse tradizionali come se fossero asset finanziari», scrivono gli autori.

La proposta parte da una funzione familiare dei bookmaker, il “cash-out”, e la spinge oltre. Oggi un giocatore che vuole chiudere una scommessa live o non ancora definita può ricevere un’offerta di cash-out dal bookmaker. Se accetta, la scommessa viene chiusa in anticipo e la posizione si considera conclusa. Nel modello proposto, invece, un altro cliente potrebbe acquistare quella posizione, pagando un prezzo negoziato, mentre l’operatore ospita la transazione e applica delle commissioni.

In termini semplici, un cliente ottiene un prezzo di uscita migliore rispetto all’offerta di cash‑out del bookmaker. Un altro ottiene esposizione alla parte restante della scommessa a un costo inferiore rispetto al piazzare una nuova puntata. Il bookmaker perde una parte del margine, ma guadagna un nuovo prodotto, commissioni aggiuntive e potenzialmente un maggiore coinvolgimento.

Gli autori affermano che l’elemento mancante nel modello attuale dei bookmaker è la possibilità per un giocatore di subentrare nella posizione di un altro. «Attualmente, le piattaforme di iGaming non offrono la possibilità a un cliente di chiudere una scommessa vendendola a un altro cliente che cerca di trarre profitto dagli stessi eventi», si legge nello studio.

Un costo controllato per i bookmaker

Il documento testa il modello attraverso simulazioni costruite attorno a tre partecipanti: lo scommettitore iniziale, l’acquirente della posizione aperta e il bookmaker. I risultati suggeriscono che entrambi i clienti ottengono un beneficio moderato. Il guadagno del Giocatore 1 varia dallo 0,5 per cento all’1,5 per cento, mentre quello del Giocatore 2 varia dallo 0,5 per cento all’1,0 per cento.

Di conseguenza, il profitto del bookmaker cala di circa l’1 per cento – 1,5 per cento, anche se lo studio sostiene che si tratta di un costo paragonabile a quello che gli operatori già accettano quando finanziano promozioni o lanciano nuovi prodotti.

Il modello non viene presentato come uno scambio libero e senza limiti. Gli autori sottolineano che il bookmaker manterrebbe il controllo perché la rivendita sarebbe consentita solo quando una scommessa è già idonea al cash‑out. Ciò significa che gli operatori non creerebbero nuove passività sconosciute, ma aprirebbero una finestra di rivendita controllata attorno a quelle già esistenti.

I ricercatori riconoscono inoltre che la regolamentazione non è ancora allineata. «Al momento, non esiste un quadro legale o regolamentare consolidato applicabile a transazioni P2P (peer‑to‑peer) del tipo proposto dall’innovazione», scrivono.

I prediction markets offuscano il confine

I prediction markets stanno già mettendo alla prova il confine tra finanza e gioco d’azzardo, soprattutto negli Stati Uniti. Queste piattaforme permettono agli utenti di acquistare e vendere posizioni legate alla probabilità di eventi futuri, dalle elezioni ai dati economici, fino ai risultati sportivi. Questo le fa assomigliare in parte a borse finanziarie e in parte a prodotti di scommesse, motivo per cui sono diventate un tema sensibile per i regolatori del gioco e per gli operatori di sportsbook.

È per questo che il modello proposto da Iliev e Orozova è destinato ad attirare l’attenzione dei dirigenti dei bookmaker. Non trasformerebbe un operatore in un prediction market come Kalshi o Polymarket, ma introdurrebbe alcuni degli stessi concetti, tra cui liquidità, gestione delle posizioni, formazione dei prezzi e meccanismi di uscita anticipata.

Per gli operatori, questa sovrapposizione potrebbe indicare una nuova opportunità commerciale. Un mercato di rivendita controllato dal bookmaker potrebbe offrire ai giocatori parte della flessibilità tipica del trading, mantenendo però l’attività all’interno di un ambiente regolamentato di scommesse. Consentirebbe ai clienti di uscire o acquisire esposizione senza trasformare il bookmaker in una piattaforma di scambio completamente aperta.

La ricerca non presenta il modello come pronto per un lancio immediato. Offre un quadro su come potrebbe funzionare un mercato di questo tipo e su dove potrebbero collocarsi i rischi. Per un settore che osserva i prediction markets avvicinarsi sempre più allo sport, questo potrebbe essere sufficiente per avviare una discussione seria.

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