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Scommesse illegali sui social: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli accoglie l’esposto del Codacons

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Il mondo delle scommesse illegali si sposta sempre di più verso i social network, sfruttando piattaforme di largo consumo come Telegram e Instagram. A segnalare l’escalation di pratiche illecite è stato il Codacons, che nei giorni scorsi ha depositato un esposto presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). L’intervento dell’associazione dei consumatori ha portato l’Autorità ad avviare verifiche mirate, con l’obiettivo di accertare la violazione della normativa italiana che regola la pubblicità e la promozione del gioco d’azzardo.

L’esposto del Codacons

La denuncia del Codacons, datata 15 settembre, ha posto l’accento su un fenomeno ormai diffuso: i cosiddetti “guru delle scommesse”, figure che operano attraverso canali privati a pagamento e che promettono vincite sicure. Questi soggetti, sfruttando l’attrattiva di pronostici e sistemi di gioco vincenti, costruiscono una narrazione ingannevole. Le loro strategie di comunicazione si basano su un meccanismo preciso: mostrare esclusivamente le scommesse andate a buon fine, cancellando invece le perdite. Un comportamento che alimenta false aspettative, soprattutto tra i più giovani, categoria particolarmente esposta e vulnerabile di fronte a queste dinamiche.

Le prime verifiche di ADM

Dopo la segnalazione, la Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha avviato un’analisi dei contenuti circolanti sui canali indicati. I primi riscontri hanno confermato la presenza di messaggi e materiali promozionali che possono configurare una violazione della normativa vigente. In particolare, si parla di possibili irregolarità legate al Decreto Dignità (articolo 9 del Decreto Legge 87/2018) e al Decreto Balduzzi (articolo 7 del Decreto Legge 158/2012), due pilastri normativi che disciplinano con rigore la pubblicità del gioco con vincita in denaro.

Il coinvolgimento dell’AGCOM

La comunicazione ufficiale inviata al Codacons chiarisce la posizione dell’Agenzia. ADM ha infatti ritenuto opportuno trasmettere i materiali sospetti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), chiamata a esprimersi sulla conformità dei contenuti diffusi. L’attenzione si concentra non solo sulle eventuali violazioni di legge, ma anche sul rispetto delle linee guida contenute nella Delibera AGCOM n. 132/19/CONS, che regolano nel dettaglio le pratiche di comunicazione commerciale in materia di gioco d’azzardo.

Giovani e vulnerabilità digitale

Il cuore della questione non riguarda soltanto la violazione della normativa, ma anche la tutela dei consumatori. La diffusione di contenuti ingannevoli sui social network colpisce in primo luogo i giovanissimi, sempre più presenti su piattaforme come Telegram e Instagram. La promessa di facili guadagni, sostenuta da una comunicazione costruita ad arte, si rivela un fattore di forte rischio. Il gioco d’azzardo, presentato come strada rapida verso il successo economico, diventa così un pericoloso strumento di manipolazione.

La risposta delle istituzioni

La presa in carico dell’esposto da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rappresenta un segnale importante. L’intervento istituzionale, unito al coinvolgimento dell’AGCOM, indica la volontà di contrastare con decisione un fenomeno che si muove al confine tra gioco legale e pratiche fuorilegge. In un mercato regolamentato come quello italiano, la difesa dei consumatori passa anche dalla capacità delle Autorità di intervenire con rapidità sui nuovi canali di diffusione digitale.

Una battaglia in corso

Il caso sollevato dal Codacons dimostra come la lotta contro le scommesse illegali non possa limitarsi agli operatori tradizionali. Oggi le vere sfide si giocano nei luoghi virtuali frequentati quotidianamente dagli utenti. L’azione congiunta tra ADM e AGCOM si inserisce in un quadro più ampio di controllo e prevenzione, volto a garantire che le regole fissate dal legislatore non vengano aggirate sfruttando le falle del sistema social.

La vicenda mette in luce un nodo cruciale: la regolamentazione del gioco legale deve necessariamente adattarsi all’evoluzione delle piattaforme digitali. La crescita dei “guru delle scommesse” dimostra come il confine tra intrattenimento e inganno possa diventare sottile, soprattutto quando ad essere coinvolti sono utenti inesperti. La risposta delle istituzioni italiane segna un passo avanti, ma la sfida resta aperta. Contrastare le scommesse illegali online significa non solo far rispettare la legge, ma anche proteggere la parte più fragile della comunità digitale.

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