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Svezia accorcia a 10 giorni la pausa dal gioco

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy
Tradotto da Mara Armenante

La Svezia ha aggiunto un periodo di autoesclusione di 10 giorni a Spelpaus, il suo programma nazionale per l’autoesclusione dal gioco d’azzardo, per verificare se un allontanamento più breve dal gioco possa convincere un numero maggiore di giocatori ad aderire al sistema di tutela prima che i problemi legati al gioco si aggravino.

La nuova opzione offre ai giocatori un’alternativa più breve rispetto ai periodi di sospensione già disponibili attraverso il servizio gestito dall’autorità di regolamentazione.

In dichiarazioni rilasciate a SiGMA News, l’autorità di regolamentazione ha collegato la decisione all’incarico ricevuto dal Governo nel 2023 riguardante Spelpaus e ha affermato che la modifica «deve essere considerata un primo passo per rispondere alla richiesta emersa riguardo alle opzioni di autoesclusione disponibili su Spelpaus».

Questa novità riflette un diverso approccio all’intervento: alcuni giocatori potrebbero decidere di ricorrere prima agli strumenti di tutela se il primo passo da compiere appare meno impegnativo.

Una soglia più bassa per l’autoesclusione

Fino a oggi, Spelpaus è stato strutturato attorno a periodi di autoesclusione di lunga durata. La nuova opzione introdotta dall’autorità di regolamentazione, tuttavia, riconosce un problema ben noto a chi si occupa di gioco responsabile. Alcuni giocatori sono consapevoli di aver bisogno di una pausa, ma esitano quando il periodo minimo di autoesclusione previsto è percepito come un impegno eccessivo.

L’Autorità svedese per il gioco d’azzardo (Spelinspektionen) ha dichiarato a SiGMA News che il periodo minimo di un mese «sembrava un passo troppo grande per alcuni giocatori, anche quando avevano bisogno soltanto di una breve pausa». Il periodo di 10 giorni, ha aggiunto, è «abbastanza breve da risultare accessibile, ma sufficientemente lungo da non essere una misura puramente simbolica: una volta confermato, non può essere revocato prima della scadenza, proprio come avviene per le opzioni di durata maggiore».

L’autorità ha spiegato che l’introduzione della nuova opzione è stata motivata dai risultati di un’indagine, secondo cui «circa la metà degli intervistati ha dichiarato di desiderare ulteriori opzioni per la durata dell’autoesclusione», mentre diversi utenti hanno descritto il periodo minimo di un mese come «un ostacolo, una decisione percepita come troppo impegnativa».

Questo rende la pausa di 10 giorni uno strumento pensato per uno specifico momento. Può essere utile, ad esempio, durante un fine settimana successivo all’accredito dello stipendio, dopo una serie di perdite consistenti o in un breve periodo nel quale un giocatore si rende conto del rischio di continuare a giocare, ma non è ancora pronto ad autoescludersi per un mese o più.

La Autorità svedese per il gioco d’azzardo (Spelinspektionen) ha spiegato che la pausa di 10 giorni è pensata «per rispondere a un diverso momento di necessità, piuttosto che a una diversa tipologia di giocatore». È rivolta a chi riconosce di avere bisogno di «un’interruzione immediata e completa», ma potrebbe esitare ad assumere l’impegno di un’intera autoesclusione di un mese.

L’autorità di regolamentazione ha inoltre precisato che la nuova opzione «non è destinata a sostituire i periodi di autoesclusione più lunghi per coloro che presentano problemi di gioco già consolidati», nei cui casi una tutela efficace continua a dipendere dalla disponibilità di periodi di esclusione di maggiore durata.

Cosa dicono gli utenti sull’interruzione del gioco

Le ricerche condotte sugli utenti di Spelpaus aiutano a comprendere perché anche un periodo di autoesclusione più breve possa avere un impatto significativo. Uno studio qualitativo del 2025, pubblicato su JMIR Human Factors, ha intervistato 15 persone che avevano utilizzato Spelpaus. Lo studio ha rilevato che la decisione di autoescludersi era spesso legata a difficoltà economiche, tensioni familiari, perdita di controllo e alla necessità di interrompere l’impulso a giocare.

Un partecipante ha descritto il valore dell’impossibilità di revocare il blocco: «L’aspetto positivo è proprio questo: è uno stop. Non puoi fare una telefonata, non puoi semplicemente cambiare idea, perché ormai è uno stop».

Un altro ha raccontato il senso di sollievo mentale provato una volta perso l’accesso al gioco: «Puoi rilassarti perché hai affidato il controllo a qualcos’altro… una volta che ho scelto di autoescludermi, non posso più farci nulla… e questo mi dà una grande tranquillità mentale, non devo più pensarci».

Secondo l’Autorità svedese per il gioco d’azzardo (Spelinspektionen), il rapporto alla base dello studio ha inoltre rilevato che «la maggior parte delle persone che scelgono l’autoesclusione prende questa decisione senza una lunga riflessione», un risultato che sostiene l’idea di abbassare la soglia di accesso al sistema, anziché rendere il primo passo più difficile.

Per gli operatori, l’insegnamento è concreto: la durata rappresenta solo uno degli aspetti dell’autoesclusione, mentre un altro elemento fondamentale è quanto sia semplice o complicato accedere allo strumento. Anche un blocco di soli 10 giorni può interrompere il gioco impulsivo se è totale, immediato e impossibile da revocare prima della scadenza.

Tuttavia, la stessa ricerca evidenzia anche un rischio al termine del periodo di autoesclusione. Un partecipante ha affermato: «Dopo la fine dell’autoesclusione, la pubblicità ha ricominciato ad arrivare. È come un promemoria. Così si può facilmente ricominciare a giocare!».

Questo rischio potrebbe essere particolarmente rilevante dopo una pausa di soli 10 giorni. Un cliente che torna a giocare dopo una breve autoesclusione potrebbe aver utilizzato lo strumento durante quello che l’autorità di regolamentazione ha definito «un periodo finanziariamente rischioso», oppure come primo passo prima di valutare una forma di tutela di più lunga durata.

Il segnale per il mercato

La decisione della Svezia arriva mentre l’Autorità svedese per il gioco d’azzardo (Spelinspektionen) sta anche rafforzando le modalità con cui gli operatori verificano i clienti attraverso Spelpaus. A partire da agosto 2026, gli operatori in possesso di licenza dovranno utilizzare le proprie credenziali e l’interfaccia tecnica corretta per consultare il registro.

Nel loro insieme, questi due sviluppi vanno nella stessa direzione. La Svezia vuole rendere l’accesso all’autoesclusione più semplice per i clienti e, allo stesso tempo, agevolare i controlli da parte dell’autorità di regolamentazione.

L’Autorità svedese per il gioco d’azzardo (Spelinspektionen) ha dichiarato a SiGMA News che monitorerà il livello di utilizzo della nuova opzione di 10 giorni e verificherà se verrà impiegata come misura autonoma oppure «come passaggio iniziale verso periodi di autoesclusione più lunghi».

L’autorità ha spiegato che l’opzione di 10 giorni rientra nell’approccio già adottato per valutare l’efficacia di Spelpaus, che comprende «indagini periodiche», le statistiche del registro delle autoesclusioni e studi di follow-up sulle ragioni che spingono le persone ad autoescludersi. Tali studi analizzano inoltre se i giocatori continuino a giocare durante il periodo di autoesclusione, «anche su siti privi di licenza».

L’esito di questa iniziativa potrebbe avere rilevanza anche al di fuori della Svezia. Se l’opzione più breve riuscirà ad attirare giocatori che altrimenti non avrebbero utilizzato Spelpaus, potrebbe rafforzare le argomentazioni a favore di strumenti di autoesclusione con una soglia di accesso più bassa. Se invece molti utenti torneranno rapidamente a giocare, l’attenzione si sposterà sul modo in cui gli operatori gestiscono i clienti al termine di un breve periodo di autoesclusione.

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