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La deputata statunitense Titus avverte che i contratti sportivi minacciano le leggi sul gioco

Sudhanshu Ranjan
Scritto da Sudhanshu Ranjan
Tradotto da Mara Armenante

La deputata del Nevada Dina Titus (come mostrata nell’immagine in evidenza) ha chiesto un controllo federale più rigoroso sulle piattaforme di prediction market come Kalshi e Polymarket, sostenendo che stanno offrendo prodotti simili alle scommesse sportive al di fuori delle tradizionali normative sul gioco.

Intervenendo alla Conference on Gambling & Risk Taking presso il Bellagio di Las Vegas, Titus ha affermato che l’industria del gioco dovrebbe smettere di limitarsi a reagire e restare sulla difensiva, mentre gli operatori di prediction market si espandono nei contratti legati allo sport e in altri prodotti assimilabili alle scommesse.

La questione ruota attorno al fatto che le piattaforme di prediction market debbano essere soggette alla supervisione federale della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) oppure regolamentate come operatori di gioco dalle autorità statali e tribali. I regolatori, gli operatori di scommesse e i gruppi del gioco tribale sostengono che queste piattaforme sfruttino lacune nella normativa sulle commodity per evitare le regolamentazioni statali sul gioco, le licenze e la tassazione.

La battaglia regolatoria si intensifica

I regolatori del gioco hanno espresso preoccupazione per i prediction market perché si collocano a metà tra il trading finanziario e le scommesse sportive tradizionali. I bookmaker autorizzati a livello statale devono rispettare rigidi requisiti di verifica dell’età, tassazione, gioco responsabile e tutela dei consumatori. Le piattaforme di prediction market, invece, sostengono di essere disciplinate dalla normativa federale sulle commodity e supervisionate dalla CFTC, non dalle autorità statali del gioco.

Molti regolatori considerano questo un vuoto normativo, poiché i contratti su eventi come il Super Bowl somigliano a vere e proprie scommesse sportive. Con miliardi di dollari che continuano a transitare su piattaforme come Kalshi, alcuni stati hanno avviato cause legali e ordinanze di cessazione delle attività, sostenendo che questi prodotti violino le leggi vigenti sul gioco.

I punti chiave emersi alla conferenza del Bellagio

Dina Titus ha avvertito i partecipanti alla conferenza del Bellagio riguardo ai prediction market e al loro impatto sul settore regolamentato del gioco. Ha affermato che l’industria non può più contare sul silenzio per evitare l’attenzione del governo, poiché le nuove tecnologie di scommessa stanno emergendo più rapidamente di quanto le autorità riescano a reagire.

Titus ha dichiarato: “Un tempo il settore del gioco si limitava a giocare in difesa e a tenere la testa bassa, sperando che il governo federale non intervenisse con tasse e regolamentazioni. Con la diffusione del gioco, le nuove tecnologie e le diverse minacce per il settore, il gioco non può più permetterselo.”

Al centro delle sue preoccupazioni c’era la tutela dei consumatori. I bookmaker autorizzati devono rispettare standard rigorosi, dal rilevamento di attività sospette al blocco degli utenti minorenni, fino alla conformità alle norme antiriciclaggio. Titus ha sottolineato che i prediction market non sempre rispettano gli stessi standard, un problema reale quando sono in gioco soldi veri. Ha inoltre espresso dubbi sul fatto che la CFTC disponga delle competenze e delle risorse necessarie per supervisionare adeguatamente questi prodotti. A suo avviso, garantire l’integrità delle scommesse sportive non è un compito che possa essere svolto da una sola agenzia: richiede una stretta collaborazione tra regolatori, operatori di scommesse e leghe sportive, che devono lavorare insieme, non uno contro l’altro.

Legge per Mercati Equi e Integrità Sportiva

Dina Titus ha presentato il Fair Markets and Sports Integrity Act (Legge per Mercati Equi e Integrità Sportiva), una proposta di legge rivolta alle piattaforme di prediction market che offrono contratti sportivi. Il disegno di legge impedirebbe alle piattaforme regolamentate dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission) di elencare prodotti che assomigliano a scommesse sportive o giochi da casinò, a meno che non rispettino le regole di licenza statali.

I sostenitori affermano che questa misura è necessaria per mantenere solide le basi delle scommesse sportive regolamentate, oggi legali in 38 stati e a Washington, D.C. Il concetto è semplice: ogni piattaforma di scommesse deve essere soggetta agli stessi standard in materia di tassazione, tutela dei consumatori e gioco responsabile; e nessuna piattaforma dovrebbe ottenere un trattamento di favore.

Anche gli operatori del gioco tribale sostengono la proposta, esprimendo preoccupazione sul fatto che i prediction market possano mettere a rischio gli accordi tribali esistenti e le intese di esclusività nel settore del gioco.

Titus inquadra la questione in termini di equità, sostenendo che se due società offrono lo stesso tipo di prodotto di gioco, devono essere soggette alle stesse restrizioni. Con l’aumento delle preoccupazioni riguardo al rischio di insider trading e manipolazione del mercato, la proposta sta ottenendo un sostegno bipartisan e potrebbe modificare il modo in cui vengono regolamentati il gioco e i prediction market.

Riforma della tassazione sul gioco

Alla conferenza, Dina Titus ha anche sostenuto una riforma della tassazione sul gioco attraverso il Fair Bet Act. Il disegno di legge mira a ripristinare la deduzione completa delle perdite di gioco, dopo che modifiche federali l’hanno ridotta al 90%, una misura che, secondo i critici, finisce per tassare i giocatori su denaro che in realtà non hanno mai incassato.

Titus sta inoltre spingendo per aumentare a 5.000 dollari la soglia di segnalazione fiscale per le vincite alle slot machine, riducendo così gli oneri sia per i casinò sia per i giocatori. Inoltre, vuole eliminare l’imposta federale dello 0,25% sulle scommesse sportive, sostenendo che sia ormai obsoleta e difficile da giustificare.

La reputazione del Nevada

Il Nevada è da tempo considerato il punto di riferimento nella regolamentazione del gioco, una reputazione conquistata con rigore. Il suo sistema di licenze stringente, la supervisione diretta e un impegno concreto verso la fiducia del pubblico hanno fissato lo standard per tutti gli altri. Secondo Titus, le persone si sentono sicure nel scommettere perché credono che il sistema sia equo, che ci sia sempre qualcuno a vigilare e che, quando le regole vengono violate, esistano conseguenze reali.

Ha avvertito che i prediction market potrebbero minare questa fiducia operando senza molte delle tutele richieste ai bookmaker tradizionali. Titus ha paragonato il sistema regolatorio del Nevada agli arbitri sportivi, che lavorano dietro le quinte per garantire equità. I dirigenti del settore affermano che l’innovazione deve avvenire all’interno delle regole esistenti, mentre trasparenza, monitoraggio e licenze restano elementi fondamentali per il settore del gioco.

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