Il The Venetian Resort Las Vegas è stato multato per 7,2 milioni di dollari per non aver impedito le attività di gioco d’azzardo del bookmaker condannato Matthew Bowyer. La sanzione rientra in un accordo transattivo più ampio da 34 milioni di dollari imposto a diversi operatori dal Nevada Gaming Control Board (NGCB, Consiglio di Controllo del Gioco del Nevada) nel 2025.
Resorts World Las Vegas ha ricevuto la sanzione più elevata, pari a 10,5 milioni di dollari, seguito da MGM Resorts International con 8,5 milioni di dollari e Caesars Entertainment con 7,8 milioni di dollari. Tutte le multe derivano da accordi raggiunti con l’NGCB in relazione a violazioni degli obblighi di conformità normativa.
L’NGCB ha da tempo adottato una linea rigorosa contro il gioco illegale, le carenze nei sistemi antiriciclaggio e i titolari di licenze non idonei. Le recenti azioni dell’autorità si sono inoltre estese ai mercati previsionali, alle piattaforme crypto e ai principali operatori di casinò.
Il caso Bowyer
Le autorità di regolamentazione hanno stabilito che il Venetian ha consentito a Bowyer di effettuare puntate per milioni di dollari e di depositare circa 22,3 milioni di dollari tra il 2019 e il 2021, quando la struttura era ancora di proprietà di Las Vegas Sands. Secondo quanto riferito, il personale aveva identificato Bowyer come bookmaker illegale già nel 2019, ma non gli aveva imposto il divieto di accesso fino al marzo 2024, dopo l’emersione di nuove informazioni.
Nel 2022, Apollo Global Management ha acquisito il Venetian e il Palazzo per 6,25 miliardi di dollari. L’acquisizione prevedeva che la società si assumesse la responsabilità degli asset, delle passività e delle sanzioni normative. Inoltre, la sua strategia di investimento comprende il miglioramento dei servizi offerti agli ospiti, l’ampliamento dell’offerta d’intrattenimento e il rafforzamento della cultura della conformità normativa. La società ha inoltre effettuato investimenti durante la crisi causata dalla pandemia, prevedendo una forte ripresa del turismo a Las Vegas.
La risposta del settore
Il rappresentante legale Greg Brower ha dichiarato che il Venetian non rilascerà commenti fino a quando l’NGCB non esaminerà formalmente la sanzione nel mese di agosto.
Il presidente dell’NGCB, Mike Dreitzer, ha sottolineato le più ampie lezioni in materia di conformità normativa in una dichiarazione: “Abbiamo sentito e visto, in modo molto chiaro, che esistevano limiti e criticità riguardo all’antiriciclaggio. Il settore lo ha compreso e ha abbracciato con decisione questa cultura della conformità e la necessità di mettere la conformità prima del commercio. Crediamo che queste normative produrranno cambiamenti concreti”.
Per gli investitori, le loro valutazioni sono influenzate meno dall’entità delle sanzioni e più dalla certezza degli accordi raggiunti, dalle riforme nella governance e dalla sicurezza delle licenze. Nel caso dello Stato del Nevada, le multe sono consistenti ma difficilmente influenzeranno gli investimenti a lungo termine. Piuttosto, evidenziano il ruolo essenziale della cultura della conformità nel sostenere la fiducia nel mercato.
Modernizzazione normativa
Il mese scorso è stata completata l’iniziativa di modernizzazione normativa dell’NGCB, un processo che si riflette anche nelle sanzioni applicate. Avviato nel luglio 2025, il programma ha introdotto 43 progetti finalizzati a rafforzare i sistemi tecnologici e le misure di tutela contro il riciclaggio di denaro. Si tratta inoltre di una delle riforme più ampie realizzate dall’organo di controllo negli ultimi anni.
A livello globale, i casinò continuano a essere sottoposti a controlli per la mancata applicazione di misure antiriciclaggio, con le autorità di regolamentazione che impongono multe, accordi vincolanti e persino minacce di revoca delle licenze per ridurre i rischi associati alle transazioni in contanti ad alto volume e alle piattaforme di scommesse online.
Gli schemi di mancata conformità presentano caratteristiche ricorrenti, tra cui la vulnerabilità legata al denaro contante, dove grandi somme vengono movimentate rapidamente e spesso in modo anonimo. Inoltre, a causa di procedure di adeguata verifica insufficienti, gli operatori spesso non riescono a controllare o monitorare adeguatamente i giocatori VIP o ad alto rischio.
Nel frattempo, i rapporti dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) evidenziano come i casinò online basati sulle criptovalute nel Sud-est asiatico alimentino la criminalità transnazionale. Il cosiddetto “modello Vancouver” rappresenta un esempio in Canada, dove i cartelli criminali riciclano miliardi di dollari attraverso i casinò.
Rimani sempre informato ed entra a far parte della più grande community iGaming al mondo con il conto alla rovescia delle Top 10 News di SiGMA. Iscriviti QUI per ricevere aggiornamenti settimanali dall’autorità di riferimento mondiale dell’iGaming e offerte esclusive riservate agli iscritti.



