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Nasce la Balkan Gaming Federation, per contrastare il gioco illegale

Jefferson Mendoza
Scritto da Jefferson Mendoza
Tradotto da Mara Armenante

Sette associazioni nazionali del settore del gioco provenienti dai Balcani occidentali si sono unite per formare la Balkan Gaming Federation (BGF), una nuova coalizione nata per far progredire l’industria del gaming in tutta la regione.​

Un Memorandum di Cooperazione è stato recentemente firmato a Belgrado durante un incontro ospitato dall’Association of Gaming Operators of Serbia (AGOS), con il co-sponsorship dell’Association of Online Gaming and Gambling Operators (AOGGAB) della Bulgaria.​

Una piattaforma regionale unificata​

L’accordo riunisce associazioni che rappresentano operatori, fornitori e aziende tecnologiche di Serbia, Bulgaria, Croazia, Romania, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina e Macedonia del Nord. Pur mantenendo intatte le strutture nazionali, la federazione coordinerà politiche, conformità e attività commerciali a livello regionale.​

L’industria del gaming nei Balcani ha registrato una crescita rapida negli ultimi anni, trainata dai settori online in forte espansione di Serbia e Romania. La Serbia, ad esempio, ha generato oltre 214 milioni di euro (247 milioni di dollari) nel 2024 e ha visto i giochi sviluppati nel Paese essere scaricati quasi 300 milioni di volte in tutto il mondo.​

Questa espansione è sostenuta da un forte afflusso di talenti, dall’aumento dell’occupazione e da una crescente presenza di investimenti internazionali. Per esempio, l’occupazione nel settore è aumentata del 98 per cento nel 2023, raggiungendo 4.300 professionisti, in parte grazie alla migrazione di talenti da Russia, Ucraina e Bielorussia. Inoltre, sono attive circa 150 aziende e team, con il 57 per cento impegnato nello sviluppo di proprietà intellettuali originali, secondo quanto riportato da diversi media.​

La missione della BGF è quella di mettere in comune competenze e risorse per combattere il gioco illegale, affrontare la concorrenza sleale, facilitare lo scambio di best practice regolatorie e coordinare attività di lobbying congiunte su questioni legislative.​

Costruire partnership e visibilità​

Oltre alla cooperazione regolatoria, la federazione punta anche a promuovere partnership commerciali transfrontaliere, organizzare eventi regionali e lanciare iniziative di marketing congiunte per aumentare la visibilità dei Balcani occidentali all’interno del settore europeo del gaming.

Come parte dell’agenda dell’incontro, i partecipanti hanno inoltre approfondito analisi di mercato, concordato un’identità di brand provvisoria e istituito canali di comunicazione internazionale per organizzare iniziative future.

(Fonte: European Gaming & Betting Association)

Contesto del settore​

La coalizione è stata avviata dalle associazioni serbe e bulgare, in linea con le riforme regolatorie in corso nella regione. I Paesi partecipanti rappresentano mercati del gioco molto diversi tra loro.​

In Serbia e Romania, i settori del gioco online sono solidi e attraggono operatori internazionali come Bet365, Evoke e Superbet (attraverso l’acquisizione di Maxbet). Nel frattempo, Croazia e Bulgaria hanno sviluppato industrie di casinò terrestri consolidate, che ora stanno espandendosi anche nel digitale.​

Inoltre, la Bosnia ed Erzegovina, a causa del suo ambiente regolatorio frammentato, rappresenta una sfida per la BGF. Infine, il Montenegro sta attualmente affrontando dibattiti in corso sulle riforme fiscali previste.​

Tra gli sviluppi regolatori recenti figurano il divieto in Bulgaria delle scommesse sportive per i calciatori e il personale delle squadre nazionali, insieme a un programma di autoesclusione esteso a un anno che ha già registrato 54.000 iscrizioni dal marzo 2025. La Croazia si sta preparando a lanciare un analogo programma nazionale di autoesclusione.​

Connessioni europee​

Un punto chiave della discussione è stato il rapporto tra la BGF e EUROMAT (European Gaming and Amusement Federation), che rappresenta operatori e produttori del settore terrestre in tutta Europa.​

Alcuni membri della BGF appartengono già a EUROMAT, ma il consenso è stato quello di posizionare la BGF come un cluster balcanico distinto. In altre parole, rimanere collegati alle linee guida europee pur mantenendo una propria identità regionale.

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