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Blaise Matuidi sostiene la svolta tecnologica nell’era digitale dello sport

Jenny Ortiz-Bolivar
Scritto da Jenny Ortiz-Bolivar
Tradotto da Mara Armenante

L’ex centrocampista del Paris Saint-Germain e della nazionale francese Blaise Matuidi ritiene che il calcio debba abbracciare l’innovazione mentre entra in una nuova era digitale. Parlando in esclusiva con SiGMA World all’AIBC Eurasia 2026 di Dubai, Matuidi, oggi fondatore di un fondo di venture capital, spiega come costruire ponti tra sport e tecnologia, incoraggiando al tempo stesso le nuove generazioni a pensare oltre il campo, rappresenti la strada da seguire.

Matuidi, campione del mondo 2018, ha riflettuto sulla sua transizione dal calcio d’élite all’imprenditoria e sul motivo per cui la tecnologia è ora al centro delle sue ambizioni.

Dalla gloria calcistica a un nuovo scopo professionale

Matuidi, che ha vissuto una carriera ricca di successi con il Paris Saint-Germain, la Juventus e la nazionale francese, ha affermato che il suo percorso post-calcio è guidato da un senso di responsabilità.

«Ho avuto la fortuna di vivere una grande carriera», ha detto in francese. «Ora sento il desiderio di dare l’esempio alla nuova generazione, che è talentuosa ma a volte non pensa al domani, non programma il futuro».

«È mio dovere trasmettere ciò che ho imparato. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutato e sostenuto, e ora voglio restituire qualcosa ai giovani che magari non hanno la stessa opportunità», ha aggiunto.

Per Matuidi, l’imprenditoria non è semplicemente una seconda carriera, ma la continuazione del suo ruolo di leader, questa volta fuori dal campo.

Costruire un ponte tra sport e tecnologia

Nel 2022, Matuidi ha lanciato Origins Fund, un fondo di venture capital dedicato alle aziende tecnologiche ad alto potenziale. «Abbiamo creato questo fondo per educare gli atleti a diventare imprenditori», ha spiegato. «Volevamo costruire un ponte tra il mondo dello sport e quello dell’imprenditoria».

Il fondo riunisce atleti e founder esperti, sfruttando una portata social complessiva di circa 160 milioni di follower per sostenere le aziende in portafoglio. «Oggi la visibilità è fondamentale», ha detto Matuidi. «I social media sono un aspetto importante e, grazie alla nostra visibilità come atleti, possiamo mettere in luce le aziende in cui investiamo».

Tra i suoi investimenti figurano iniziative dedicate al benessere mentale, tra cui Moka Care, che supporta la salute mentale dei dipendenti: un tema che, secondo Matuidi, risuona profondamente con gli atleti. «La salute mentale è un argomento delicato oggi», ha osservato. «Per noi atleti svolge un ruolo importante nelle nostre vite. È importante darle visibilità e creare impatto».

Filantropia e accademie per la prossima generazione

Oltre agli investimenti, Matuidi ha dichiarato di essere ancora impegnato nello sviluppo di base, attraverso accademie negli Stati Uniti e in Congo rivolte ai bambini a partire dagli otto anni. «Ho questo desiderio di trasmettere e restituire qualcosa ai giovani», ha detto. «Cerco di sostenerli, aiutarli e portare tutta la mia esperienza».

Ha descritto l’iniziativa come una missione personale e una fonte di realizzazione. Pur restando il calcio al centro, Matuidi ha sottolineato le lezioni di vita più ampie che lo sport può offrire. «Il calcio è anche un’educazione alla vita», ha detto. «Speriamo che diventino non solo ottimi atleti, ma soprattutto brave persone».

(Fonte: SiGMA World)

Il calcio incontra le nuove industrie

Matuidi ha affrontato anche il tema dei legami sempre più stretti tra il calcio e i settori emergenti, come la tecnologia e l’intrattenimento digitale, evidenziando il suo ruolo di ambasciatore globale del Paris Saint-Germain.

«È un piacere viaggiare per il mondo con il club e sentirmi ancora parte della famiglia», ha detto. «È un onore avere questo riconoscimento».

Quanto all’evoluzione dello sport, è stato chiaro: «Siamo in una nuova era: l’era della tecnologia. Viviamo in questo mondo e ci adattiamo ai suoi cambiamenti».

Ora pienamente immerso nel mondo tech, Matuidi vede l’innovazione non come una tendenza, ma come un cambiamento essenziale. «Sono appassionato», ha detto. «La tecnologia mi entusiasma, ed è per questo che per me tutto questo è naturale».

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