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Calcio, Juventus - Milan, Assoutenti denuncia violazione del Decreto Dignità e sollecita l’intervento dell’Agcom

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Il big match di Serie A tra Juventus e Milan, andato in scena il 5 ottobre davanti a un pubblico televisivo di oltre 1,9 milioni di spettatori, non si è giocato soltanto sul terreno di gioco. Durante l’intervallo, infatti, le immagini trasmesse hanno sollevato una bufera che rischia di avere conseguenze ben più ampie del risultato sportivo. Un contenuto firmato da Oddschecker, dedicato alle quote dei principali siti di scommesse, è stato infatti trasmesso tra il primo e il secondo tempo.

La denuncia di Assoutenti

A sollevare il caso è stata Assoutenti, l’associazione nazionale dei consumatori, che ha parlato senza mezzi termini di violazione palese dell’art.9 del cosiddetto “Decreto Dignità”. La normativa, introdotta nel 2018, vieta espressamente qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, collegata al gioco d’azzardo e alle scommesse.

“Si tratta di una violazione evidente e inaccettabile, avvenuta durante uno degli eventi sportivi più seguiti nel nostro Paese”, ha dichiarato il presidente Gabriele Melluso. “Non serve alcuna ulteriore istruttoria: la violazione è chiara, pubblica e documentata dalle immagini trasmesse. Chiediamo quindi all’Agcom un intervento immediato e sanzioni esemplari nei confronti dei responsabili, a tutela dei consumatori e nel rispetto della legge”.

Non un caso isolato

Secondo Assoutenti, quanto accaduto non rappresenta un episodio isolato. La stessa associazione ha ricordato come contenuti simili si registrino anche in altri sport, dal tennis a diverse discipline minori, attraverso modalità di comunicazione che – seppure mascherate – finiscono per aggirare il divieto.

Il problema, denuncia Melluso, non è soltanto la presenza di pubblicità occulta, ma l’impatto sociale che tali messaggi possono produrre. In un contesto così seguito dal pubblico, e in particolare da una fascia giovanile molto esposta, la trasmissione di contenuti che normalizzano le scommesse costituisce un rischio significativo per la collettività.

I rischi per i giovani e la critica alle campagne di sensibilizzazione

Assoutenti ha inoltre criticato con forza l’efficacia delle campagne promosse dall’industria del betting per sostenere il “gioco responsabile”. Secondo l’associazione, simili iniziative rappresentano soltanto un pannicello caldo, incapace di contrastare i danni concreti legati al rischio di dipendenza.

“È inaccettabile che l’evento sportivo più seguito d’Italia diventi veicolo di messaggi che normalizzano il gioco e le scommesse”, ha proseguito Melluso. “La diffusione di tali contenuti, soprattutto in un contesto di grande popolarità, alimenta un problema che colpisce in modo particolare i più giovani, i più vulnerabili al condizionamento e alla dipendenza”.

Il ruolo dell’Agcom e le possibili sanzioni

Ora la palla passa all’Agcom, chiamata a verificare l’accaduto e a stabilire eventuali sanzioni. L’Autorità, competente in materia di comunicazioni e pubblicità, si trova di fronte a un caso emblematico che potrebbe segnare un precedente rilevante per il settore.

La richiesta di Assoutenti è chiara: applicare con fermezza le disposizioni del Decreto Dignità, evitando zone grigie o interpretazioni elastiche. Solo un intervento rapido e deciso, sostiene l’associazione, può tutelare i consumatori e riaffermare il principio di legalità.

Una battaglia di principio

Al di là dell’episodio specifico, la vicenda si inserisce in una battaglia più ampia che coinvolge il rapporto tra sport, comunicazione e mercato delle scommesse. Da una parte, le società di betting cercano nuovi spazi per promuovere i propri servizi; dall’altra, le istituzioni e le associazioni dei consumatori cercano di difendere le norme e proteggere i cittadini dai rischi connessi al gioco d’azzardo.

Assoutenti ha ribadito il proprio impegno nel vigilare affinché la legge venga rispettata e ha invitato media e operatori sportivi a promuovere un’informazione libera da qualsiasi legame con il mondo delle scommesse.

L’attenzione resta alta e i prossimi passi dell’Agcom saranno decisivi per capire se il match più visto d’Italia resterà anche il simbolo di una sfida ben più importante: quella per un’informazione sportiva realmente indipendente e rispettosa delle regole.

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