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La Cambogia amplia la repressione contro le truffe con raid nei casinò

Rajashree Seal
Scritto da Rajashree Seal
Tradotto da Mara Armenante

Nel pieno dell’ampia repressione della Cambogia contro le reti di truffe online, le autorità hanno effettuato un nuovo raid in un casinò presumibilmente collegato ad attività di cybercriminalità, mentre i vertici politici hanno lanciato avvertimenti contro funzionari accusati di proteggere sindacati del crimine e attività di gioco illegale.

L’ultimo intervento ha riguardato lo Ying Huang Casino, noto anche come Caesar Palace Casino, a Sihanoukville, dopo accuse che collegavano la struttura a operazioni di truffa online.

Secondo il quotidiano locale Khmer Times, il raid è stato condotto dalla polizia militare provinciale insieme ai funzionari della Commissione per la Gestione del Gioco Commerciale della Cambogia e della task force nazionale contro le truffe online.

La polizia militare provinciale ha dichiarato che 66 sospetti sono stati arrestati durante l’operazione, tra cui 64 cittadini cinesi e due cambogiani.

Gli investigatori hanno sequestrato 62 computer, 428 telefoni cellulari, un’arma da fuoco con munizioni, 25 passaporti e diversi documenti di identità. Le autorità hanno inoltre scoperto computer, monitor e apparecchiature di comunicazione nascosti in aree non completate dell’edificio, tra cui piani e stanze ancora in costruzione, dove l’attrezzatura era stata riposta in sacchetti di plastica, borsoni e scatole di cartone.

Circa 40 agenti della polizia militare provinciale hanno partecipato all’operazione. Tre cittadini cinesi identificati come presunti capi della rete sono stati successivamente trasferiti al tribunale provinciale per i procedimenti legali.

Hun Sen chiede azioni contro i funzionari complici

Il raid di Sihanoukville arriva mentre la leadership cambogiana aumenta la pressione sulle autorità affinché intensifichino le operazioni contro le truffe online e contro i funzionari accusati di esserne coinvolti. L’ex primo ministro e attuale presidente del Senato, Hun Sen, ha recentemente chiesto misure più severe contro i funzionari pubblici collegati a operazioni di frode online e attività di gioco illegale.

In dichiarazioni riportate dall’agenzia statale cinese Xinhua, Hun Sen ha affermato che le autorità devono perseguire penalmente e confiscare i beni dei dipendenti pubblici coinvolti nelle truffe.

«La repressione delle truffe online deve procedere parallelamente alla punizione dei funzionari implicati e al licenziamento di chi non rispetta gli ordini», ha dichiarato.

Hun Sen ha inoltre avvertito che governatori provinciali, comandanti della polizia militare e capi della polizia che non applicano le direttive governative dovrebbero essere rimossi dall’incarico.

«Non avrete successo limitandovi a colpire i truffatori online senza prendere di mira i funzionari complici e coloro che non eseguono gli ordini», ha aggiunto.

Hun Sen ha inoltre avvertito che la Cambogia deve colpire sia le operazioni di truffa sia le reti che le sostengono, avvertendo che l’inazione potrebbe creare un “grave disastro” e rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale.

Il primo ministro avverte i funzionari coinvolti nelle reti di protezione

Il primo ministro cambogiano Hun Manet ha a sua volta aumentato la pressione sulle autorità locali, sulla polizia e sulla polizia militare affinché intensifichino le operazioni contro le frodi telecom e le truffe informatiche.

Secondo il media sinofono The Cambodia China Times, Hun Manet ha avvertito, in una registrazione audio interna circolata sui social il 25 maggio, che i funzionari sospettati di tollerare o proteggere le operazioni di truffa sarebbero stati oggetto di indagini e sanzioni.

Il primo ministro ha dichiarato che il governo ha ricevuto informazioni affidabili secondo cui alcuni funzionari provinciali, capi distretto, capi villaggio, agenti di polizia e membri della polizia militare sarebbero coinvolti nella protezione delle attività di truffa informatica.

«Scegliete: volete restare in carica o volete continuare a ricevere benefici privati dalle bande di truffatori?», ha detto Hun Manet.

Ha inoltre avvertito le amministrazioni locali di non scaricare la responsabilità sul governo centrale, affermando che ogni provincia deve rispondere delle attività criminali nel proprio territorio.

«Non passate la palla al governo centrale. Se il governo centrale dovrà intervenire, non avrò scelta», ha dichiarato.

Hun Manet ha anche respinto l’idea che un’applicazione più rigorosa della legge possa danneggiare l’economia cambogiana, affermando che il Paese non ha mai fatto affidamento sulle truffe informatiche. Durante una riunione di gabinetto del 22 maggio, avrebbe dichiarato che le frodi telecom stanno danneggiando la sicurezza pubblica, l’immagine nazionale e la reputazione internazionale della Cambogia.

Revocata la licenza del casinò di Poipet

Le autorità cambogiane hanno intensificato in parallelo le attività di controllo contro le proprietà di casinò presumibilmente collegate a operazioni di truffa online in tutto il Paese.

All’inizio del mese, i regolatori hanno revocato la licenza del KMH Paradise Tower Casino and Hotel di Poipet dopo un’indagine su presunte attività di truffa online, episodi di tortura e possesso illegale di armi.

L’operazione è stata condotta dal Segretariato Generale della Commissione per la Gestione del Gioco Commerciale della Cambogia, dalla Polizia Nazionale e dal Comando Unificato dell’Amministrazione Provinciale di Banteay Meanchey, a seguito di un’ispezione del 7 maggio.

Durante il raid, le autorità hanno arrestato sette persone, tra cui una donna, e sequestrato una grande quantità di dispositivi elettronici ritenuti collegati alle operazioni di truffa. Tra gli oggetti confiscati figurano 176 telefoni cellulari, 92 computer desktop all‑in‑one, 45 monitor, 45 CPU e 39 laptop.

Le indagini del Dipartimento Anticrimine Informatico e del Dipartimento contro il Gioco d’Azzardo Commerciale Illegale hanno stabilito che Mai Chan Entertainment Co., Ltd., operatore del casinò, aveva violato l’Istruzione CGMC n. 003/26 relativa alle attività di truffa online. La licenza del casinò è stata quindi revocata.

La campagna nazionale si amplia

Le operazioni di Poipet e Sihanoukville rientrano nella più ampia repressione nazionale della Cambogia contro frodi online, cybercriminalità e attività legate al gioco illegale.

Secondo dati governativi citati da Xinhua, tra luglio 2025 e metà aprile 2026 le autorità cambogiane hanno effettuato oltre 250 raid contro centri di truffa online. I funzionari hanno inoltre identificato 91 casinò presumibilmente utilizzati per facilitare operazioni di truffa digitale.

Nello stesso periodo, le autorità hanno espulso 13.039 cittadini stranieri di 33 nazionalità per presunti legami con operazioni di frode online.

I dati governativi mostrano anche che oltre 241.000 persone hanno lasciato volontariamente la Cambogia tra metà gennaio e il 19 aprile 2026, mentre le misure di applicazione della legge si intensificavano.

La repressione si è concentrata in particolare sui principali hub dei casinò (Poipet, Koh Kong, Bavet e Sihanoukville) dove le autorità hanno aumentato ispezioni e attività di monitoraggio per impedire che le strutture venissero utilizzate per operazioni di cybercriminalità.

All’inizio del mese, le autorità hanno ispezionato due proprietà di casinò precedentemente sigillate nella provincia di Koh Kong, Koh Kong International e Long Bay Entertainment, per verificare che elettricità, acqua e servizi internet fossero ancora disconnessi dopo gli ordini di chiusura.

I funzionari hanno inoltre controllato l’installazione di telecamere di sorveglianza per evitare che i siti venissero riutilizzati per truffe online o altri reati correlati.

Entra in vigore una legge più severa contro le truffe

La campagna di applicazione della legge in Cambogia coincide con l’introduzione di una normativa più rigorosa contro le frodi online e le operazioni di cybercriminalità.

Una nuova legge anti‑truffa è entrata in vigore il 6 aprile, dopo l’approvazione definitiva del Senato e il consenso reale.

In base alla normativa, gli operatori di truffe che causano vittime possono essere condannati a 15–30 anni di carcere o all’ergastolo. I capi delle organizzazioni possono ricevere da 5 a 10 anni, con pene più severe nei casi che coinvolgono violenza, tratta di esseri umani, lavoro forzato o detenzione illegale.

La Cambogia ha introdotto la legge nell’ambito di un più ampio sforzo per rafforzare i controlli sul settore del gioco commerciale, in risposta alle crescenti preoccupazioni internazionali sulle operazioni di truffa nel Sud‑Est asiatico.

Durante la visita del Ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Phnom Penh ad aprile, le autorità cinesi hanno chiesto un’applicazione più rigorosa contro il gioco d’azzardo transfrontaliero e le operazioni di frode online che coinvolgono cittadini cinesi.

Le autorità cambogiane hanno ribadito che la campagna nazionale contro le truffe proseguirà, mentre regolatori, forze dell’ordine e amministrazioni provinciali rafforzano la cooperazione per smantellare le reti di cybercriminalità che operano attraverso infrastrutture di casinò in tutto il Paese.

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