La proposta di revisione delle leggi sul turismo del Nepal entra in una nuova fase dopo la presentazione degli emendamenti al disegno di legge sul turismo 2081 del Paese.
Secondo quanto riportato da The Tourism Times, una testata mediatica locale nepalese, 58 membri della Camera dei rappresentanti hanno presentato emendamenti riguardanti la supervisione dei casinò, le norme sulla proprietà, i requisiti in materia di antiriciclaggio e gli investimenti esteri, evidenziando l’ampia portata delle modifiche necessarie prima che la normativa possa essere approvata.
Gli emendamenti sono stati accettati dal Presidente della Camera dei rappresentanti Dol Prasad Aryal e passeranno ora alla fase di esame da parte della commissione parlamentare competente, dove saranno discussi e integrati.
Al centro dell’attenzione la supervisione dei casinò
Diversi parlamentari hanno richiesto l’istituzione di un’Unità indipendente di regolamentazione dei casinò sotto il Ministero della Cultura, del Turismo e dell’Aviazione Civile, che sostituirebbe il Dipartimento del Turismo come principale autorità di regolamentazione.
Gli emendamenti proposti prevederebbero inoltre che gli operatori di casinò rendano noti i titolari effettivi finali (ultimate beneficial owners) che detengono almeno il 10% delle società autorizzate, mentre i trasferimenti di proprietà richiederebbero l’approvazione delle autorità di regolamentazione. I parlamentari stanno inoltre chiedendo misure di protezione più solide contro il riciclaggio di denaro, tra cui sistemi obbligatori di identificazione della clientela (KYC), responsabili della conformità alle norme antiriciclaggio, segnalazioni di transazioni sospette e monitoraggio in tempo reale da parte dell’Unità di intelligence finanziaria del Nepal.
Le proposte si basano sui recenti sforzi del Nepal per rafforzare i controlli contro i reati finanziari nel proprio settore del gioco.

Modifiche alla proprietà e alle licenze
Gli emendamenti propongono inoltre modifiche alla proprietà e al sistema di concessione delle licenze dei casinò. Alcuni parlamentari hanno suggerito di fissare un limite del 49% alla proprietà straniera, mentre altri vogliono che i casinò possano operare esclusivamente in hotel o resort con almeno il 25-30% di proprietà locale.
Un’altra proposta prevederebbe che le società che gestiscono più casinò con un’unica licenza debbano costituire entità separate oppure mantenere una sola licenza entro un periodo di transizione. Nel frattempo, alcuni parlamentari della Provincia di Madhesh hanno proposto di rimuovere le restrizioni sulle licenze per i casinò, con alcuni che suggeriscono la creazione di zone dedicate ai casinò o villaggi dei casinò in seguito a studi di fattibilità.
Riforme più ampie nel settore del turismo
L’ultimo disegno di legge va oltre la regolamentazione dei casinò. Tra le proposte relative all’alpinismo figurano requisiti di qualificazione più severi per gli scalatori dell’Everest, inclusa la necessità di aver già raggiunto in precedenza vette nepalesi ad alta quota.
I parlamentari nepalesi hanno inoltre proposto un quadro normativo per il visto da nomade digitale, che consentirebbe ai lavoratori da remoto impiegati da aziende straniere di soggiornare temporaneamente in Nepal, nel rispetto di requisiti relativi a reddito, tasse e assicurazione. Tra le ulteriori categorie turistiche proposte per essere incluse figurano il glamping, il turismo astronomico, il turismo del benessere, il turismo agricolo, il turismo indigeno, il turismo del tè, il turismo legato al lavoro da remoto e il turismo virtuale.
Diversi parlamentari hanno inoltre chiesto la creazione di un’Autorità autonoma per il turismo del Nepal con funzioni separate di regolamentazione e promozione.
Proseguono le più ampie riforme sui casinò
La revisione parlamentare arriva dopo il recente aumento delle tariffe annuali delle concessioni per i casinò terrestri in Nepal. Come riportato in precedenza da SiGMA News, la Legge finanziaria per l’anno fiscale 2026-27 ha aumentato la royalty annuale per i casinò completi da 50 milioni di rupie nepalesi (323.693 dollari) a 55 milioni di rupie nepalesi (356.062 dollari), mentre la tariffa per i mini casinò che operano con macchine da gioco elettroniche è raddoppiata, passando da 15 milioni di rupie nepalesi (97.108 dollari) a 30 milioni di rupie nepalesi (194.216 dollari).
L’aumento delle royalty ha suscitato preoccupazioni tra gli operatori dei mini casinò, i quali hanno affermato che l’incremento dei costi, combinato con l’aumento delle spese operative, potrebbe compromettere la sostenibilità di alcune strutture di gioco elettronico.
I rappresentanti del settore hanno dichiarato che i casinò terrestri restano strettamente collegati al comparto turistico del Nepal, poiché la maggior parte di essi opera all’interno di hotel e resort che accolgono visitatori stranieri. Hanno inoltre avvertito che eventuali chiusure potrebbero avere ripercussioni sull’occupazione e sulle entrate fiscali del governo, oltre che sulle entrate derivanti dalle royalty.
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