Il gruppo di vigilanza FairPredicts lancia una campagna pubblicitaria contro la piattaforma di prediction market Kalshi, accusando l’azienda di fuorviare gli utenti sul reale funzionamento delle operazioni di trading. La campagna comprende cartelloni pubblicitari a Washington D.C., annunci sui mezzi di trasporto, promozioni sui social media e un sito web intitolato “Kalshi Lies”.
La disputa ruota attorno alla questione se gli utenti stiano davvero negoziando tra loro oppure contro market maker istituzionali che dispongono di vantaggi finanziari e tecnologici significativi. I critici sostengono che il problema sollevi interrogativi sulla trasparenza, sull’equità e sulla regolamentazione all’interno del settore in crescita dei prediction market.
FairPredicts si definisce un gruppo di vigilanza dedicato a mettere in luce le discrepanze tra le promesse fatte dalle piattaforme di prediction market e il loro reale funzionamento. Nonostante le ingenti spese pubblicitarie, non ha ancora rivelato le proprie fonti di finanziamento.
La campagna “Kalshi Lies” spiegata
Attraverso annunci in stile parodia, la campagna “Kalshi Lies” di FairPredicts critica pubblicamente i prediction market, sostenendo che gli utenti retail in realtà negoziano contro grandi società istituzionali dotate di molte più risorse, e non tra loro.
Secondo la campagna, aziende che gestiscono la liquidità (come Susquehanna e Jump Trading) distribuiscono la maggior parte dei loro ricavi a un gruppo estremamente ristretto di clienti. FairPredicts descrive questi mercati come sbilanciati a favore degli insider piuttosto che dei normali utenti, citando prove che indicherebbero che solo lo 0,1% dei partecipanti ottiene ricompense significative.
You aren't trading against your neighbor. You're trading against trillion-dollar market makers.
— FairPredicts (@FairPredicts) May 20, 2026
Our ad campaign is live across Washington, DC highlighting the TRUTH about Kalshi. pic.twitter.com/mgB1Nr3fbz
La difesa di Kalshi
Kalshi si è difesa dalle critiche sostenendo che i prediction market funzionano in modo diverso rispetto ai casinò o ai bookmaker. L’azienda afferma di non fissare le quote né di trarre profitto direttamente dalle perdite degli utenti; il suo ruolo sarebbe invece quello di facilitare il trading tra i partecipanti, ricavando commissioni sulle transazioni.
I market maker svolgono un ruolo centrale nei prediction market fornendo liquidità e garantendo che le operazioni possano essere eseguite senza intoppi. Kalshi sostiene che questa sia una pratica standard in tutte le borse finanziarie e afferma che i market maker istituzionali rappresentano solo una piccola parte della sua attività. L’azienda sottolinea inoltre che tutte le borse finanziarie si basano sui market maker e considera i prediction market come mercati dell’informazione, non come prodotti di gioco d’azzardo.
La portavoce di Kalshi, Elisabeth Diana, ha dichiarato:
“Come qualsiasi mercato finanziario, incluso il mercato azionario, i market maker sono uno standard del settore perché aiutano ad avviare la liquidità. Ma nella maggior parte dei mercati liquidi, i market maker istituzionali non rappresentano una grande percentuale del volume. Su Kalshi, si tratta di circa il 7% o meno.”
I critici restano comunque scettici, sottolineando che, indipendentemente dal quadro giuridico, per molti consumatori il trading su risultati sportivi o elettorali “sembra” scommettere. Dal punto di vista politico, questa percezione è rilevante mentre i legislatori affrontano le preoccupazioni del pubblico riguardo al gioco d’azzardo. Kalshi sta inoltre affrontando questioni legali in diverse giurisdizioni, sollevando dubbi su quale normativa si applichi ai suoi contratti: le leggi statali sul gioco o la regolamentazione finanziaria federale. Il futuro dei prediction market potrebbe dipendere dall’esito di queste controversie.
DraftKings entra nella disputa
Il cofondatore di DraftKings, Matt Kalish, ha intensificato il dibattito criticando apertamente Kalshi sui social media. Ha affermato che, mentre i market maker istituzionali controllano la maggior parte dell’attività, la piattaforma inganna i consumatori facendo loro credere di operare in un contesto peer‑to‑peer.
Le sue osservazioni sono state prese sul serio per via della sua esperienza nella costruzione di un grande bookmaker. Tuttavia, potrebbero esserci conflitti di interesse, dato che diversi analisti hanno osservato che anche DraftKings ha mostrato interesse per i prediction market. Kalish ha espresso preoccupazioni riguardo alla sezione di trading di Kalshi, prevedendo che avrebbe sfruttato vantaggi informativi a discapito degli utenti retail, e ha sollevato dubbi sulla possibilità che i dati degli utenti possano essere condivisi con i fornitori di liquidità.
KALSHI IS “NOT THE HOUSE”
— Matt Kalish (@mattkalish) May 21, 2026
*BUT*
Kalshi have a very friendly 🙂 in house market maker called “Kalshi Trading” integrated with Kalshi that *could* but def WOULD NOT use all their data to decide if they want to cherry pick tasty bets from app normies like me to profit but def DONT
Crisi regolatoria attorno ai prediction market
Negli Stati Uniti, le autorità di regolamentazione stanno esercitando una forte pressione sui prediction market. Durante una recente audizione al Senato, i legislatori hanno iniziato a interrogare piattaforme come Kalshi, chiedendosi se si tratti davvero di luoghi di trading o semplicemente di siti di gioco d’azzardo con un’apparenza finanziaria. I contratti offerti da queste piattaforme coprono un’ampia gamma di temi, dalle elezioni ai risultati sportivi, fino ai dati economici, aumentando ulteriormente il livello di preoccupazione. Senatori di entrambi gli schieramenti hanno espresso timori riguardo al rischio di insider trading, manipolazione e possibili conseguenze sull’integrità sportiva. Il loro punto di fondo era piuttosto semplice: per l’americano medio, questi contratti somigliano più a scommesse che a investimenti.
A complicare ulteriormente il quadro, la campagna di FairPredicts ha scelto proprio questo momento per mandare in onda annunci che mettono in dubbio l’equità di questi mercati, aggiungendo ulteriore rumore a un dibattito già molto acceso.
Le criticità sono diventate più difficili da ignorare a causa di casi concreti. Secondo alcune segnalazioni, candidati politici avrebbero scommesso sulle proprie elezioni, mentre un militare sarebbe stato scoperto a utilizzare un’altra rete per negoziare informazioni riservate. I sostenitori dei prediction market sostengono che la soluzione non sia un divieto totale, ma una regolamentazione più rigorosa, poiché problemi simili esistono anche nei mercati finanziari tradizionali. A loro avviso, una regolamentazione migliore risolverebbe le vulnerabilità senza eliminare quello che considerano uno strumento utile per prevedere eventi reali.
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