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Gioco pubblico in Italia: riforme, pubblicità e nuovi equilibri secondo il lobbista Giuseppe Volpe

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Il settore del gioco pubblico italiano è al centro di profonde trasformazioni economiche e normative: tra spinte al cambiamento, pressioni politiche e nuovi equilibri, si gioca il futuro di un comparto fondamentale per il Paese. Giuseppe Volpe, lobbista e managing partner di Cuiprodest, offre una visione lucida sulle riforme, la pubblicità e i nuovi assetti in un’intervista esclusiva a SiGMA News.

Le sue parole tracciano un quadro dettagliato: il settore, pur subendo cambiamenti radicali, mostra una notevole adattabilità e individua nuove opportunità di dialogo istituzionale.

Riforme in corso e scenario politico

L’attuale scenario è segnato da un’intensa attività legislativa. Dopo l’avvio della riforma del gioco online, l’attenzione si concentra ora sul riordino del gioco fisico, considerato uno dei passaggi più complessi del settore.

Secondo Volpe, il contesto politico gioca un ruolo determinante. La campagna elettorale, di fatto, è già iniziata dopo il referendum di marzo. È accompagnata da un riassetto interno del governo guidato da Giorgia Meloni. Il tutto avviene in vista delle elezioni previste per la primavera del 2027.

“Normalmente, continua il lobbista Volpe, una riforma così complessa come quella del gioco fisico avrebbe richiesto tempi più lunghi. Tuttavia, il fattore economico modifica radicalmente il contesto. La riforma potrebbe generare circa 2,5 miliardi di euro di entrate prima della prossima legge di bilancio, una leva che rende l’intervento particolarmente appetibile per l’esecutivo”.

Volpe ha pochi dubbi: “proprio per questa ragione, il processo verrà probabilmente accelerato. La necessità di reperire risorse in vista dell’ultima legge di bilancio prima delle elezioni potrebbe spingere il governo a procedere rapidamente, anche a costo di comprimere i tempi di confronto”.

Il nodo della pubblicità e il confronto europeo

Un altro tema centrale riguarda la regolamentazione della pubblicità del gioco, uno dei punti più controversi dell’attuale impianto normativo italiano.

Il divieto introdotto negli ultimi anni continua a suscitare dibattito, soprattutto se confrontato con l’approccio europeo. Volpe evidenzia come la posizione italiana entri in contrasto con quella della Commissione europea, che ha più volte sottolineato i rischi legati all’assenza di comunicazione al mercato legale.

Il problema è evidente soprattutto nel segmento online. Nuovi operatori autorizzati che entrano nel mercato italiano non hanno la possibilità di informare i consumatori della propria presenza, neanche attraverso forme di comunicazione neutra o informativa.

Secondo Volpe, questa situazione rischia di produrre un effetto inverso: la riduzione della visibilità dell’offerta legale può favorire indirettamente quella illegale, meno soggetta a regolamentazione e controllo.

In questo contesto si inseriscono le recenti linee guida dell’AGCOM, che introducono un approccio più equilibrato promuovendo la comunicazione sul gioco responsabile. L’obiettivo è trovare un punto di sintesi tra la necessità di informare e quella, prioritaria, di tutelare i giocatori da comportamenti a rischio.

Un settore resiliente e in trasformazione

Nonostante le incertezze normative e le pressioni regolatorie, il settore del gioco pubblico continua a dimostrare una notevole resilienza.

Volpe suggerisce di guardare l’attuale situazione senza allarmismi. Le riforme recenti, in particolare quella relativa al gioco online, hanno rappresentato una notevole fonte di stress per l’industria. Tuttavia, non ne hanno compromesso la tenuta complessiva.

Anche il settore fisico, secondo il managing partner di Cuiprodest, seguirà una dinamica analoga: dapprima un periodo di adattamento, poi una fase di stabilizzazione del mercato.

Un elemento chiave di questa trasformazione è l’evoluzione dei modelli di business. La distinzione tra gioco fisico e online sta perdendo importanza, lasciando spazio a modelli più ibridi.

La convergenza dei canali richiede la revisione delle categorie analitiche e delle strategie normative, favorendo un mercato sempre più integrato e dinamico.

FACT – Forum for Accountability, Compliance, Transparency – promosso da Cuiprodest, mira a rafforzare il dialogo tra operatori e istituzioni in questo contesto complesso.

Giuseppe Volpe sottolinea che FACT non è un’associazione, ma un forum operativo e inclusivo, nato per stimolare un dialogo concreto su temi circoscritti. Il modello si fonda sulla selezione di priorità, sulla costituzione di posizioni condivise tra operatori e sulla loro presentazione alle istituzioni.

Il processo prevede anche una fase di revisione, alla luce dei feedback ricevuti, fino alla definizione di un documento finale di sintesi. Un approccio volto a superare la frammentazione del settore e a costruire una rappresentanza più efficace.

Dialogo e adattamento: la chiave per il futuro del settore

L’intervista a Giuseppe Volpe restituisce l’immagine di un settore in movimento, chiamato a confrontarsi con sfide complesse ma anche con nuove opportunità.

Tra riforme imminenti, tensioni sulla pubblicità e trasformazioni dei modelli di business, il gioco pubblico italiano si avvia a una fase di ridefinizione. In questo contesto, la capacità di costruire un dialogo strutturato con le istituzioni e di adattarsi ai cambiamenti emerge come il vero fattore strategico.

Strumenti come FACT, pur rimanendo sullo sfondo rispetto alle grandi dinamiche regolatorie, potrebbero contribuire a migliorare la qualità del confronto e a rendere più efficiente il processo decisionale.

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