Il governo del Regno Unito ha avviato una consultazione sulle modifiche proposte alle tariffe applicate dalla Commissione per il Gioco d’Azzardo (Gambling Commission), un’iniziativa che potrebbe portare gli operatori di gioco a pagare di più ogni anno per mantenere la propria licenza in Gran Bretagna.
Le tariffe in questione vengono pagate annualmente dagli operatori autorizzati come parte del possesso di una licenza della Commissione per il Gioco d’Azzardo. La consultazione, pubblicata dal Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport (DCMS), illustra le proposte per adeguare le tariffe annuali che finanziano l’ente regolatore. Le risposte resteranno aperte fino al 29 marzo 2026, e qualsiasi modifica approvata dovrebbe entrare in vigore dal 1º ottobre 2026.
In termini pratici, il governo sta valutando se tali tariffe annuali debbano aumentare e in che modo strutturare un eventuale incremento.
Cosa propone la consultazione
Il Dipartimento per il Digitale, la Cultura, i Media e lo Sport (DCMS) ha delineato tre opzioni, tutte destinate a comportare un aumento delle tariffe annuali di licenza per gli operatori. Poiché gli operatori non pagano tutti la stessa tariffa annuale, gli aumenti proposti non si applicano a un’unica base standard. Secondo gli allegati della consultazione, le tariffe attuali variano in base al tipo di licenza e alla fascia di ricavi: ad esempio, le tariffe per i casinò online vanno attualmente da 4.199 sterline a oltre 793.729 sterline, mentre le tariffe annuali per le lotterie sociali variano da 400 a 8.350 sterline.
- Opzione uno: aumento medio delle tariffe del 30 per cento. Questo genererebbe il maggior gettito per l’ente regolatore e rappresenta l’incremento più consistente tra quelli presi in esame.
- Opzione due: aumento medio più contenuto, pari al 20 per cento. Questa opzione garantirebbe comunque risorse aggiuntive, ma con un impatto minore sugli operatori..
- Opzione tre, identificata dal governo come l’approccio preferito, combina un aumento del 20 per cento con un ulteriore incremento del 10 per cento. Quest’ultimo sarebbe destinato a contrastare il gioco illegale e a tutelare il mercato regolamentato.
Secondo il DCMS, l’opzione preferita mira a trovare un equilibrio tra il garantire un finanziamento sostenibile per l’ente regolatore e l’assicurare che una parte dell’aumento sia collegata a misure di gioco responsabile.
Come verrebbero applicate le tariffe
Non tutti gli operatori sarebbero colpiti allo stesso modo.
Secondo le proposte, le tariffe di licenza verrebbero adeguate per riflettere meglio la dimensione dell’operatore, la sua presenza sul mercato e il relativo rischio regolatorio. In pratica, ciò significa che gli operatori più grandi, o quelli che richiedono una maggiore supervisione regolatoria, pagherebbero generalmente più dei soggetti più piccoli o considerati a minor rischio.
Alcune tipologie di licenza, tra cui le Lotterie Sociali (Society Lotteries) e le licenze di Scommesse Generali Limitate (General Betting Limited), continuerebbero a prevedere aumenti percentuali uniformi. Altre, invece, verrebbero inserite in nuove fasce tariffarie aggiornate, pensate per riflettere meglio l’attuale configurazione del mercato del gioco rispetto a quando la struttura vigente fu definita.
Il governo ha sottolineato che, anche nell’ipotesi dell’aumento più elevato, il totale delle entrate derivanti dalle tariffe di licenza continuerebbe a rappresentare una quota relativamente ridotta dei ricavi complessivi del settore del gioco d’azzardo.
Perché servono più finanziamenti
La Commissione per il Gioco d’Azzardo ha avvertito che gli attuali livelli di finanziamento sono sotto pressione.
Il suo carico di lavoro è aumentato negli ultimi anni, in particolare in ambiti come l’attività di vigilanza, il monitoraggio della conformità e gli sforzi per contrastare i siti di gioco illegale che prendono di mira i giocatori del Regno Unito. L’ente regolatore è inoltre responsabile dell’attuazione delle riforme legate alla revisione in corso del Gambling Act.
Secondo la consultazione, senza un aumento delle tariffe di licenza le riserve finanziarie della Commissione potrebbero avvicinarsi ai livelli minimi già nel prossimo anno finanziario. Il DCMS (Department for Culture, Media and Sport) sostiene che un incremento delle tariffe sia necessario per garantire che l’ente regolatore possa continuare a operare in modo efficace.
Accanto alle modifiche tariffarie proposte, il governo ha già stanziato 26 milioni di sterline in finanziamenti aggiuntivi nell’arco di tre anni per sostenere le attività di contrasto al gioco illegale. Tariffe di licenza più elevate vengono presentate come una soluzione di più lungo periodo.
Il tempismo conta
La consultazione arriva in un momento estremamente delicato per il settore. Nel Bilancio d’Autunno 2025, il governo del Regno Unito ha annunciato importanti aumenti delle imposte sul gioco, tra cui un forte incremento della Remote Gaming Duty, passata dal 21 al 40 per cento. Questi cambiamenti hanno già spinto alcuni operatori a ridurre i costi o a riconsiderare la portata delle loro attività nel Regno Unito.
In questo contesto, le proposte di aumento delle tariffe di licenza della Gambling Commission vengono viste da molti operatori come un ulteriore costo che si aggiunge a un quadro fiscale già più oneroso.
Le preoccupazioni del settore
Le prime reazioni sono emerse attraverso commenti sui media e dibattiti politici, più che tramite risposte formali alla consultazione. Organizzazioni di categoria come il Consiglio delle Scommesse e dei Giochi (Betting and Gaming Council) hanno già avvertito in passato che l’aumento dei costi, se non calibrato con attenzione, rischia di compromettere la competitività del mercato regolamentato.
I sostenitori delle proposte affermano che un ente regolatore adeguatamente finanziato è essenziale per proteggere i consumatori e impedire agli operatori illegali di guadagnare terreno.
La consultazione rimarrà aperta fino alla fine di marzo, dopodiché il governo deciderà se procedere tramite normativa secondaria. Per gli operatori che stanno già affrontando imposte più elevate, l’esito rappresenterà un ulteriore segnale di come il Regno Unito intenda regolamentare e finanziare il proprio mercato del gioco in futuro.
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