A partire dal 1° luglio 2025, la nuova Autorità Antiriciclaggio (Anti-Money Laundering Authority, AMLA) ha ufficialmente iniziato le sue attività a Francoforte, situata proprio accanto alla Banca Centrale Europea (European Central Bank). Questo segna il primo grande passo dell’Unione Europea (European Union) verso una supervisione unificata nella lotta al riciclaggio di denaro, con la chiara missione di perseguire i crimini finanziari in Europa.
Si tratta di una pietra miliare che arriva dopo anni di scandali bancari, in particolare il caso imbarazzante della ABLV Bank in Lettonia, costretta alla liquidazione non dall’UE, ma dagli Stati Uniti. Quell’episodio ha reso evidente una cosa: la risposta dell’Europa al crimine finanziario era frammentata e incoerente.
Un panel composto dal Dr Joseph Borg, Partner presso WH Partners, dal Presidente della Camera di Commercio Italo-Cipriota (Italian-Cypriot Chamber of Commerce) Dr Giuseppe Marino, da Lara Barbuto, Direttrice della Conformità, Responsabile della Conformità e MLRO, e da Sofia Maria Cucciniello, Responsabile Legale e Conformità di Blockchain.com, moderato da Torben Friis, Direttore Generale (MD) di Match Liquidity, durante il recente SiGMA Central Europe tenutosi a Roma, ha approfondito ulteriormente l’argomento.
Un cambio di paradigma
Il nuovo organismo rappresenta un’evoluzione radicale. Finora ogni Stato membro aveva interpretato le normative anti-riciclaggio a modo proprio, creando un mosaico di regolamenti e controlli. Con AMLA, l’Europa cerca finalmente di armonizzare le regole, centralizzando parte del potere di supervisione e fornendo una guida comune a banche, fintech e società legate al mondo crypto.
Il ruolo delle cripto e la sfida MiCA
Gran parte del dibattito si è concentrato sull’impatto delle criptovalute e sull’attuazione del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets).
Secondo alcuni interventi, MiCA non è solo una normativa tecnica, ma un passo cruciale verso la costruzione di un mercato più trasparente e sicuro. MiCA introduce una forma di “armonizzazione necessaria” per creare fiducia e parità di condizioni tra operatori. La regolamentazione, però, comporta anche un notevole sforzo di adattamento, soprattutto per le aziende più piccole o per i settori abituati a regole meno stringenti, come quello del gaming.
L’approccio strategico e la visione a lungo termine
Diverse voci hanno sottolineato la necessità di guardare alle nuove regole non come a un ostacolo, ma come a un’opportunità strategica.
Giuseppe Marino ha insistito sull’importanza di un cambio di prospettiva: l’AMLA non è una minaccia, ma una spinta verso un sistema più solido e coerente. Le aziende devono imparare a vedere la compliance non come un costo, ma come parte integrante della propria crescita.
Il nuovo contesto, infatti, segna il passaggio da un panorama frammentato a uno uniforme, in cui la supervisione diretta interesserà inizialmente solo alcune entità finanziarie, ma gli effetti indiretti di questa supervisione saranno sentiti su tutti i settori, anche su quelli extra-finanziari che sono però in qualche modo legati alla gestione dei pagamenti, come ad esempio il gaming.
La sfida tra regolamentazione e competitività
Joseph Borg ha osservato che per molti operatori internazionali entrare nel mercato europeo può risultare poco conveniente, visto che gli standard di compliance sono spesso doppi o tripli rispetto ad altre regioni. Pensiamo ad esempio agli Stati Uniti, ma le alternative presenti sul mercato sono molte.
Questo può scoraggiare nuovi ingressi e ridurre la competitività complessiva del mercato, con effetti potenzialmente negativi anche per i consumatori, che vedrebbero ridursi la varietà e la concorrenza tra operatori.
Borg ha inoltre sottolineato come, in Europa, l’enfasi sia più sull’evasione fiscale che sul vero anti-riciclaggio, un segnale che riflette la pressione economica dei governi più che la priorità della sicurezza finanziaria.
Questo non significa essere a sfavore della regolamentazione, ovviamente; come sottolinea Borg, serve una regolamentazione mirata, con delle normative dotate di uno scopo ben preciso.
MICA oggi, MICA 2 domani
Se MiCA è un punto d’inizio, non è difficile immaginare una MiCA 2 in futuro, magari tra quattro o cinque anni, come ipotizza Borg.
Nel frattempo, le aziende devono abituarsi a operare in uno scenario in continuo mutamento, dove la conformità alle regole europee è un prerequisito per fare business.
Come ha ricordato Sofia Maria Cucciniello, oggi l’Europa è in prima linea nella regolamentazione, ma presto altri paesi seguiranno la stessa direzione: chi saprà adattarsi ora potrebbe essere avvantaggiato domani.
La situazione internazionale
Al di fuori dell’UE, diversi Paesi stanno adottando misure analoghe – dagli Emirati Arabi a Malta – confermando che la tendenza verso una maggiore integrazione e trasparenza è globale.
L’obiettivo non è tanto moltiplicare le regole, quanto rendere il sistema più efficiente, riducendo le zone grigie che permettono il prosperare del riciclaggio.
L’uniformità, quindi, diventa una leva di competitività, oltre che di sicurezza.
L’equilibrio tra innovazione e controllo
Il punto di equilibrio resta delicato: come garantire la protezione degli investitori senza soffocare l’innovazione?
L’idea di fondo è che solo un approccio basato su trasparenza, fiducia e capacità di adattamento potrà far crescere il settore.
Come ha sottolineato Lara Barbuto, le aziende che sapranno combinare questi tre elementi – innovazione, chiarezza e fiducia – saranno quelle che guideranno il futuro del mercato europeo.
Una visione di lungo periodo
In definitiva, AMLA e MiCA rappresentano due facce della stessa medaglia: una struttura più solida per un mercato più maturo.
L’Europa sta finalmente passando da una logica di reazione a una di costruzione proattiva; una sfida complessa, ma il cui risultato potrebbe essere un ecosistema finanziario più coeso, credibile e competitivo a livello globale.
Highlights
- L’AMLA nasce a Francoforte per centralizzare la lotta europea contro il riciclaggio di denaro.
- L’obiettivo è armonizzare regole e controlli, superando le divergenze tra Stati membri.
- Il caso della banca lettone ABLV ha mostrato la debolezza del sistema precedente.
- MiCA introduce standard comuni per le criptovalute e la protezione degli investitori.
- Le aziende devono vedere la compliance come parte della strategia, non come un peso.
- Anche i settori non finanziari, come il gaming, subiranno effetti indiretti.
- Le regole europee sono più severe rispetto a quelle di altre giurisdizioni.
- Troppa rigidità può ridurre la competitività e scoraggiare nuovi operatori.
- L’obiettivo non è più moltiplicare regole, ma migliorare l’efficienza e la trasparenza.
- Il futuro appartiene a chi saprà combinare innovazione, fiducia e conformità.
“Stiamo assistendo alla crescita dell’industria. MiCA crea la struttura, AMLA crea la coerenza e il mercato crea la creatività. Le aziende che sapranno unire innovazione, trasparenza e fiducia saranno quelle che andranno avanti.” — Lara Barbuto
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