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MiCA ridisegna il mercato crypto europeo, l’Italia al centro dell’attenzione

Sudhanshu Ranjan
Scritto da Sudhanshu Ranjan
Tradotto da Mara Armenante

Con l’avvio del quadro normativo dell’Unione Europea (UE) sui Markets in Crypto-Assets (MiCA), che punta a standardizzare la regolamentazione delle criptovalute tra gli Stati membri, l’attenzione si sposta dalla crescita speculativa allo sviluppo di un mercato regolamentato. Intervenendo al SiGMA Central Europe 2025, Fiorentina D’Amore, Amministratore Delegato a Malta e Direttrice Senior delle Operazioni Aziendali UE presso Blockchain.com, ha parlato di come regolamentazione, educazione e preparazione del mercato stiano plasmando la nuova fase della finanza digitale nel continente, con l’Italia che emerge come mercato chiave in crescita.

Crescita in Europa

Nell’ottobre 2025, Blockchain.com ha ottenuto la licenza Markets in Crypto-Assets (MiCA) e prevede di estendere i propri servizi in tutta l’UE. MiCA introduce un quadro regolatorio armonizzato per i fornitori di servizi crypto, con l’obiettivo di migliorare la protezione dei consumatori, la trasparenza del mercato e la coerenza transfrontaliera tra gli Stati membri dell’UE.

Secondo D’Amore, questo traguardo normativo apre grandi opportunità, in particolare in Italia, che ha descritto come un mercato emergente e ancora poco sviluppato. Ha spiegato che l’Italia rimane un territorio semi-vergine per l’adozione delle criptovalute. Sebbene l’utilizzo sia ancora limitato, questa mancanza di maturità rappresenta un’opportunità più che un vincolo. L’educazione, ha sottolineato, è la base della crescita.

D’Amore ha spiegato: “Quando si parla di crypto, la prima e più importante cosa è l’educazione. Così, Blockchain.com, come tutte le altre realtà crypto, si concentra innanzitutto sulla consapevolezza, sulla consapevolezza del nostro marchio, sulla consapevolezza del prodotto, ma soprattutto sui rischi del prodotto. Con MiCA abbiamo l’incredibile opportunità di costruire la fiducia degli utenti e dei consumatori, esattamente come avviene per qualsiasi altro servizio finanziario o bancario.”

D’Amore ha inoltre evidenziato la storica forza dell’Italia nei pagamenti digitali, sostenuta da politiche volte a prevenire il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale, che hanno accelerato la digitalizzazione finanziaria.

Opportunità di inclusione finanziaria

Secondo un rapporto di Grand View Research, il mercato europeo della tecnologia blockchain ha generato 9,16 miliardi di dollari nel 2024 ed è destinato a crescere oltre i 412 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto vicino al 90%. D’Amore ha sottolineato che la strategia di Blockchain.com in Italia sarà di lungo periodo, costruita su una presenza fisica e un impegno costante, piuttosto che su un’espansione rapida. L’azienda intende stabilire una presenza nel Paese, operando come piattaforma di scambio crypto e società crypto riconosciuta.

D’Amore ha dichiarato: “Non sarà qualcosa che si realizza da un giorno all’altro. Pianifichiamo di avere una presenza e un’impronta in Italia. Ce ne saranno due, e noi saremo un marchio presente qui con le crypto, come piattaforma di scambio e come società crypto.”

Ha indicato un forte potenziale nei segmenti B2B, B2C e ad alto patrimonio netto, sottolineando che l’inclusione finanziaria è direttamente legata all’accessibilità e alla fiducia nei servizi finanziari digitali regolamentati.

Fiducia attraverso i wallet

Con l’assistenza tecnica della Malta Information Technology Agency, la Malta Digital Innovation Authority (MDIA) è stata recentemente approvata come operatore nazionale del nodo della European Blockchain Services Infrastructure (EBSI). EBSI è una rete blockchain paneuropea, guidata dal settore pubblico, che supporta servizi digitali transfrontalieri come le credenziali verificabili e lo scambio sicuro di dati. Questa iniziativa sincronizza i progetti nazionali di trasformazione digitale con le più ampie politiche e lo sviluppo infrastrutturale blockchain dell’UE.

Affrontando il ruolo dei wallet e delle piattaforme di scambio crypto, D’Amore ha inquadrato l’adozione come parte di una più ampia evoluzione storica della finanza. Ha osservato: “Stiamo vivendo un cambiamento di paradigma dai servizi finanziari tradizionali a un concetto completamente nuovo, che è quello dei servizi finanziari virtuali. La crypto non è solo il futuro dei pagamenti. È anche il presente dei pagamenti.”

Secondo D’Amore, molte comunità e industrie operano già con modelli di business basati sulle criptovalute. Tuttavia, la fiducia diffusa dipende dalla regolamentazione. Una volta che la crypto sarà percepita come un prodotto regolamentato e a tutela del consumatore, potrà seguire un’adozione di massa. Ha inoltre sottolineato l’importanza dell’adozione da parte delle imprese, evidenziando che l’accettazione generalizzata da parte delle principali piattaforme di e-commerce renderebbe sistematico l’uso della crypto come metodo di pagamento.

D’Amore ha ribadito: “L’unico modo per costruire fiducia nel consumatore è regolarizzarla. MiCA ha questo potere. La fiducia è la chiave per l’adozione mainstream.”

Il prossimo cambio di passo dell’economia digitale

Guardando al futuro, D’Amore ha affermato che l’economia digitale europea è già in trasformazione, trainata principalmente dall’armonizzazione normativa. Ha spiegato che prima di MiCA, i regolatori nazionali interpretavano le criptovalute in modo diverso, sulla base delle rispettive propensioni al rischio. MiCA, pur non essendo una soluzione completa, rappresenta un passo decisivo in avanti.

L’obiettivo finale, ha detto, è una regolamentazione unificata in tutti gli Stati membri europei, riducendo la frammentazione e dando priorità alla protezione dei consumatori. A differenza di altre direttive, MiCA non consente interpretazioni nazionali, garantendo coerenza per progettazione.

D’Amore ha concluso: “Dobbiamo aspettarci MiCA 1, MiCA 2, MiCA 3, così come è stato con la Payment Services Directive 1 (PSD 1), la PSD 2 e probabilmente molto presto la PSD 3. Non c’è spazio per interpretazioni da parte di ogni singolo Paese. Tutti i grandi attori puntano all’Unione Europea dall’interno dell’UE; bisogna aspettarsi un trampolino verso gli altri Paesi.”

Man mano che la crypto continua la sua rapida evoluzione, ha descritto il periodo che verrà come al tempo stesso trasformativo e veloce, capace di ridisegnare la finanza all’interno di un quadro europeo regolamentato.

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