L’impresa di intelligenza artificiale di Elon Musk, xAI, sta ampliando ancora una volta il proprio raggio d’azione. A pochi mesi dall’annuncio delle collaborazioni tra il suo chatbot Grok e le piattaforme di previsione a denaro reale Kalshi e Polymarket, Musk ha lanciato un nuovo progetto: Grokipedia, un’enciclopedia alimentata dall’intelligenza artificiale che promette di offrire un’alternativa a Wikipedia. Tuttavia, le prime recensioni suggeriscono che Grokipedia non solo potrebbe competere con Wikipedia nella diffusione dei contenuti, ma potrebbe anche ridefinire il panorama informativo secondo linee ideologiche.
Dalle previsioni di mercato al “fact-checking” della storia
Grokipedia è stata lanciata questo mese come un progetto che Musk ha definito “di importanza fondamentale” per la civiltà, concepito per sfidare quello che lui considera il pregiudizio dei media tradizionali e di Wikipedia. Secondo quanto riportato da The Guardian, Musk ha dichiarato che la piattaforma “si basa sull’intelligenza artificiale e sarebbe più allineata alle sue vedute di destra rispetto a Wikipedia.”
A differenza del modello di modifica basato su volontari di Wikipedia, le voci di Grokipedia sono scritte e “verificate” da Grok, il modello linguistico di xAI integrato nella piattaforma social di Musk, X. Lo stesso sito ammette che gran parte del materiale proviene da Wikipedia, ma afferma di aver “ridotto” quelli che Musk considera errori o inclinazioni ideologiche.
I critici, tuttavia, fanno notare che molte voci seguono da vicino i punti di vista del conservatorismo. Come riportato da The Guardian, l’articolo di Grokipedia sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio “cita diffuse affermazioni di irregolarità elettorali”, una narrazione falsa promossa da Donald Trump e dai suoi sostenitori, e minimizza il ruolo di Trump nell’attacco.
Un ecosistema di IA costruito sull’influenza e sulla speculazione
Il debutto di Grokipedia avviene nel contesto di un’espansione più ampia dei prodotti di xAI in settori in cui politica, finanza e gioco online si intrecciano sempre di più.
All’inizio di quest’anno, il chatbot Grok di Musk ha annunciato una collaborazione con il mercato predittivo regolamentato Kalshi, offrendo agli utenti “analisi in tempo reale di dati economici, eventi politici e notizie di mercato.” La partnership consente agli operatori di utilizzare previsioni generate dall’IA per speculare su esiti come risultati elettorali o variazioni dei tassi d’interesse.
Poco dopo, xAI ha annunciato una seconda collaborazione, questa volta con Polymarket, una piattaforma di scambio predittivo basata su criptovalute recentemente autorizzata a operare negli Stati Uniti dopo l’acquisizione da 112 milioni di dollari di una piattaforma di derivati con licenza. Donald Trump Jr., che è consulente sia di Kalshi che di Polymarket, ha definito i mercati predittivi uno strumento per portare “verità e trasparenza” al pubblico.
Grok ora opera all’interno di entrambi gli ecosistemi, permettendo agli utenti di visualizzare dati in tempo reale e probabilità mentre scommettono su eventi del mondo reale.
Grokipedia potrebbe rappresentare la fase successiva di questa strategia: una rete informativa a marchio Musk che alimenta e interpreta gli stessi dati utilizzati nei mercati predittivi. Grok elabora le notizie in tempo reale, Grokipedia le riformula, e i mercati predittivi trasformano quelle interpretazioni in probabilità negoziabili. È un ciclo in cui informazione, ideologia e speculazione si alimentano a vicenda.
La nuova sfida per la credibilità dell’intelligenza artificiale
Per Musk, Grokipedia rappresenta anche un banco di prova per le capacità di ragionamento di Grok. Il suo chatbot è recentemente apparso nel torneo di scacchi per intelligenze artificiali organizzato da Google sulla Kaggle Gaming Arena, un evento dal vivo che ha messo a confronto modelli di punta come Gemini, Claude e ChatGPT in partite strategiche. Grok 4 ha perso contro il modello o3 di OpenAI.
Google ha descritto l’evento come un modo per valutare “se i modelli stiano davvero pensando o semplicemente imitando.” La risposta di Musk è stata quella di presentare Grok sia come assistente pensante sia come attore ideologico, capace di produrre non solo analisi, ma “verità.”
Questa affermazione potrebbe risuonare con il suo pubblico su X, dove continua a presentare lo sviluppo dell’IA come una battaglia per il controllo dell’informazione. Tuttavia, i critici sostengono che centralizzare la conoscenza sotto un’unica intelligenza artificiale connotata politicamente potrebbe erodere ulteriormente la fiducia nei dati pubblici.
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