La Nuova Zelanda ha pubblicato il suo nuovo quadro normativo per il gioco online, che introduce nuove regolamentazioni e entrerà in vigore il 3 luglio 2026. La misura coincide anche con l’avvio del processo di rilascio delle licenze nel Paese. L’Online Casino Gambling Act 2026 della Nuova Zelanda prevede alcuni degli standard più severi al mondo, in linea con l’approccio prudente dell’Asia, improntato a una logica di “divieto preventivo” (ossia: prima si vieta, poi si valuta cosa autorizzare). Tra le misure principali, il Paese limita a 15 il numero di operatori idonei a ottenere una licenza.
Inoltre, la Nuova Zelanda richiede agli operatori autorizzati di rispettare rigorosamente i propri obblighi in materia di gioco responsabile, tra cui la verifica obbligatoria dell’identità dei clienti, limiti stringenti alla pubblicità e strumenti di tutela dei giocatori per contrastare il gioco eccessivo.
Il Gambling Act 2023 vietava il gioco d’azzardo interattivo salvo specifica autorizzazione. Questo aveva limitato servizi online come la lotteria statale Lotto NZ e TAB NZ. Con le nuove regole, i giocatori possono impostare i propri limiti, ad esempio quanto depositare, quanto spendere e per quanto tempo giocare. Parallelamente, gli operatori devono mettere a disposizione strumenti di autoesclusione, imporre pause obbligatorie e offrire assistenza ai clienti identificati come ad alto rischio.
Restrizioni sulle pratiche dei casinò
La legge vieta diverse pratiche del settore, tra cui l’uso di carte di credito per il gioco, le funzioni di riproduzione automatica e la possibilità di giocare contemporaneamente a più slot machine. Gli operatori devono inoltre inviare rapporti periodici al governo e pagare un contributo trimestrale pari al 3,5 per cento dei ricavi generati dal gioco online.
Impatto economico
L’attuazione del nuovo quadro regolatorio dovrebbe reindirizzare miliardi di dollari di spesa attualmente destinata a operatori offshore verso l’economia nazionale, aumentare le entrate fiscali e ridurre la fuoriuscita di capitali.
Il settore genera 1,36 miliardi di dollari neozelandesi (792 milioni di dollari statunitensi) all’anno, con oltre 100 milioni di dollari neozelandesi (58,2 milioni di dollari statunitensi) che lasciavano il Paese ogni mese prima della regolamentazione, secondo le stime del governo. Inoltre, i proventi del contributo trimestrale finanzieranno programmi di prevenzione e trattamento delle dipendenze, oltre a iniziative comunitarie.
La pubblicità dei casinò sarà inoltre rigidamente controllata. Gli operatori potranno fare pubblicità solo in fasce orarie approvate e non potranno sponsorizzare eventi, utilizzare influencer o rivolgersi ai minori.

Processo di rilascio delle licenze
L’applicazione della legge coincide con l’avvio di un sistema competitivo di rilascio delle licenze. La Nuova Zelanda assegnerà 15 licenze per casinò online attraverso un processo articolato in più fasi. Il primo passo consiste nella presentazione di una Manifestazione d’Interesse, seguita dalla valutazione e selezione degli operatori qualificati e, infine, dalla presentazione della domanda completa di licenza.
Limitando il numero di licenze, il Paese potrebbe ridurre la concorrenza rispetto ai mercati aperti europei, poiché privilegia la tutela dei consumatori. Tuttavia, un sistema di autorizzazioni eccessivamente restrittivo potrebbe spingere i giocatori verso siti offshore, come già osservato in Australia e negli Stati Uniti.
Secondo quanto riportato dai media, gli operatori autorizzati dovrebbero contribuire alla crescita dell’occupazione locale nei settori della conformità normativa, del servizio clienti, dell’informatica e dei programmi di gioco responsabile. Inoltre, i governi fanno sempre più affidamento sul coordinamento tra agenzie, sull’intelligence finanziaria e sul monitoraggio digitale per rendere efficace l’attività di vigilanza. Questo perché l’enforcement risulta più debole quando gli operatori si trasferiscono all’estero.
Un passaggio verso regolamentazione e tutela
Il nuovo quadro normativo evidenzia la transizione della Nuova Zelanda verso un mercato regolamentato dei casinò online. Allo stesso tempo, punta a bilanciare la crescita del settore con solide misure di protezione dei consumatori.
I modelli di spesa mostrano la necessità delle nuove regole. Il 40 per cento delle famiglie con redditi più bassi rappresenta oltre la metà della spesa per il gioco online, evidenziando rischi di impatti regressivi. Altri dati mostrano un aumento del 38 per cento su base annua, mentre le scommesse sportive sono diminuite del 37 per cento, rendendo i casinò il principale motore di crescita.
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