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Paesi Bassi contro i danni da gioco, 21 milioni per ricerca, cura e prevenzione

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

I Paesi Bassi rilanciano la propria strategia nazionale per la prevenzione dei danni da gioco d’azzardo con un programma quinquennale che mette al centro ricerca indipendente, diagnosi precoce e trattamenti efficaci. La Kansspelautoriteit (KSA), autorità olandese di regolazione del gioco, e ZonMw, l’organizzazione pubblica per la ricerca e l’innovazione in sanità, confermano un investimento di 21 milioni di euro (circa 24 milioni di dollari) per il periodo 2025-2030, con l’obiettivo di ridurre in modo misurabile i danni legati al gioco e rafforzare la rete di prevenzione su tutto il territorio nazionale.

Un impianto pubblico, indipendente e stabile

Il finanziamento proviene dal Fondo nazionale per la prevenzione delle dipendenze (Verslavingspreventiefonds), alimentato da un prelievo dedicato sugli operatori del gioco d’azzardo e amministrato dalla KSA. La gestione operativa dei bandi è affidata a ZonMw, che coordina università, centri clinici, servizi territoriali e organizzazioni di persone con esperienza vissuta. La struttura del programma è concepita per garantire indipendenza scientifica, trasparenza nei criteri di assegnazione e, soprattutto, trasferimento rapido dei risultati nella pratica clinica e nelle politiche pubbliche.

Priorità 2025-2030: dalla diagnosi precoce alle cure basate sulle evidenze

Il nuovo ciclo punta a rafforzare l’intero continuum di prevenzione e cura. La prima direttrice riguarda l’individuazione precoce dei fattori di rischio, con lo sviluppo di strumenti di screening in grado di intercettare i segnali prodromici della dipendenza da gioco. La seconda riguarda il miglioramento delle pratiche di trattamento, con protocolli integrati tra salute mentale, dipendenze e servizi sociali. Un terzo pilastro guarda alla vulnerabilità e al comportamento dei giocatori, con studi su comorbilità, impatto familiare e dinamiche digitali. Il quarto ambito è la partecipazione delle persone con esperienza vissuta, per orientare ricerca e interventi su ciò che funziona realmente sul campo. Infine, si prevede la costruzione di una infrastruttura nazionale di conoscenza, un hub che raccolga dati, standard e strumenti a beneficio di clinici, operatori, scuole e decisori pubblici.

Protezione dei giocatori al centro

Nel lancio ufficiale del programma, Michel Groothuizen, presidente della KSA, ha sottolineato che la protezione dei giocatori è una priorità regolatoria non negoziabile e che ulteriori investimenti in conoscenza sono essenziali per ridurre i danni. Véronique Timmerhuis, direttrice generale di ZonMw, ha definito la dipendenza da gioco una sfida sociale urgente, che richiede risposte coordinate e fondate su evidenze scientifiche. Le due istituzioni si muovono in sinergia: la KSA garantisce il perimetro regolatorio e il finanziamento attraverso il fondo dedicato; ZonMw traduce gli obiettivi in bandi, progetti e valutazioni di impatto, assicurando che la ricerca si trasformi in interventi concreti.

Dalla ricerca alla pratica: consorzi tematici e implementazione

Per evitare che i risultati restino confinati nelle pubblicazioni accademiche, KSA e ZonMw puntano su consorzi tematici multidisciplinari. L’idea è passare da progetti isolati a ecosistemi di ricerca e pratica, capaci di testare sul campo nuovi strumenti di prevenzione, modelli di presa in carico e percorsi terapeutici integrati. Questa impostazione favorisce la scalabilità delle soluzioni: ciò che funziona in un contesto pilota viene standardizzato, misurato e poi esteso a livello nazionale, con indicatori di esito condivisi e un monitoraggio continuo.

Evidenze in arrivo: continuità con i progetti già avviati

Il programma quinquennale si innesta su una base di lavori già in corso. Diversi progetti avviati nella prima fase sono stati presentati a conferenze scientifiche internazionali, con focus su indicatori di rischio, strumenti di monitoraggio digitale, correlazioni con la salute mentale e percorsi di cura personalizzati. I primi risultati misurabili su efficacia degli interventi e costi/benefici sono attesi già nel prossimo anno, a testimonianza di un’agenda che non si limita alla produzione di conoscenza, ma mira a cambiare la pratica dentro i servizi e nelle comunità.

Regole chiare anche nello sport: il caso Zandvoort

La determinazione olandese nel prevenire i danni da gioco si riflette anche nella sfera dello sport professionistico. In coerenza con il quadro normativo sul marketing del gioco, la KSA ha chiarito che al Gran Premio d’Olanda di Formula 1 a Zandvoort non sono consentite sponsorizzazioni o messaggi pubblicitari di operatori di gioco non conformi alla normativa nazionale. Il messaggio è lineare: la tutela passa anche dal controllo degli spazi di visibilità commerciale, soprattutto negli eventi a forte impatto sul pubblico giovane.

Perché questo programma conta per l’industria

Per gli operatori autorizzati, il programma KSA-ZonMw fissa un orizzonte chiaro: compliance, tutela dell’utente e collaborazione con la ricerca non sono un costo, bensì un investimento di lungo periodo. Un ecosistema regolatorio credibile, unito a percorsi di prevenzione e cura ben finanziati, aumenta la sostenibilità del mercato legale e riduce lo spazio per l’offerta non regolamentata. Per i policy maker europei, il modello olandese offre un laboratorio trasparente: un fondo alimentato dall’industria, governance pubblica, bandi competitivi, misurazione degli esiti e traduzione sistematica dell’evidenza in politiche.

Con 21 milioni di euro destinati a ricerca, prevenzione e cura tra 2025 e 2030, i Paesi Bassi consolidano un approccio che mette l’evidenza scientifica al primo posto. La collaborazione tra KSA e ZonMw non è solo un esercizio istituzionale: è un impegno a trasformare dati e studi in diagnosi precoce, trattamenti efficaci e politiche più intelligenti. Un segnale forte per il settore, che indica come la crescita sostenibile dell’industria del gioco passi necessariamente attraverso la riduzione dei danni, la protezione dei giocatori e l’innovazione responsabile.

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