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Casinò di Saint-Vincent, confermata l’amministrazione giudiziaria

Tony Colapinto
Scritto da Tony Colapinto

Il Tribunale di Torino ha confermato l’amministrazione giudiziaria del Casinò de la Vallée S.p.A. di Saint-Vincent. I giudici hanno respinto le richieste presentate dalla società volte a ottenere la revoca o la rimodulazione della misura di prevenzione disposta il 28 maggio, mantenendo così in vigore la supervisione affidata ai professionisti nominati dall’autorità giudiziaria.

La decisione è arrivata al termine dell’udienza del 14 luglio davanti al giudice delegato Irene Gallesio. In quella sede è stata illustrata la relazione depositata alla fine di giugno dagli amministratori giudiziari Corradino Corradi e Ivano Berardi, incaricati di verificare lo stato dei controlli interni e le iniziative adottate dopo l’avvio della procedura.

Il percorso di risanamento non è ancora concluso

La posizione del Tribunale non comporta né la sospensione dell’attività del casinò né il trasferimento completo della gestione aziendale ai professionisti nominati dai giudici. La casa da gioco rimane operativa e la gestione ordinaria continua a essere esercitata dagli organi societari.

L’intervento degli amministratori giudiziari riguarda soprattutto il rafforzamento dei presidi antiriciclaggio, dei modelli organizzativi e delle procedure di controllo. La misura, inizialmente prevista per un anno e prorogabile, assume quindi la forma di una supervisione mirata sulle aree in cui sono state individuate le principali criticità.

Il Casinò de la Vallée aveva chiesto la revisione del provvedimento, sostenendo che gli episodi contestati sarebbero riconducibili alla condotta di alcuni dipendenti successivamente licenziati. Secondo la tesi della società, questi ultimi avrebbero agito in violazione di procedure interne già esistenti.

Il Tribunale ha però ritenuto che il processo di rafforzamento organizzativo e di “self cleaning” avviato dalla casa da gioco non possa ancora essere considerato integralmente concluso. La presenza formale di regole e protocolli, in altre parole, non è stata ritenuta sufficiente a chiudere la fase di supervisione.

L’inchiesta su corruzione e riciclaggio

L’amministrazione giudiziaria è stata disposta nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Aosta e condotta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza. L’inchiesta riguarda un presunto sistema di corruzione e riciclaggio che avrebbe avuto come punto di riferimento la casa da gioco valdostana. Le persone indagate sono 33, mentre le attività investigative hanno già portato al sequestro di beni e di disponibilità finanziarie per un valore di circa 5 milioni di euro.

Le ipotesi formulate dagli inquirenti sono ancora nella fase delle indagini e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Non è intervenuta alcuna sentenza definitiva e, di conseguenza, resta pienamente valido il principio di presunzione di innocenza per tutte le persone coinvolte.

Nel provvedimento originario, secondo quanto riportato dopo l’applicazione della misura, i giudici avevano concentrato l’attenzione anche sulla cosiddetta “colpa di organizzazione”. Il punto contestato non riguarderebbe soltanto le presunte condotte dei singoli, ma anche la capacità dell’azienda di intercettare i segnali di allarme e di attivare controlli adeguati quando emergono operazioni o comportamenti anomali.

Una nuova governance per la casa da gioco

Parallelamente alla procedura giudiziaria, la governance del Casinò de la Vallée è stata modificata. Il precedente amministratore unico è stato sostituito da un Consiglio di amministrazione composto da tre membri. Il cambio ai vertici rappresenta uno dei passaggi del percorso di riorganizzazione, ma lascia aperta una questione operativa: la definizione delle competenze tra il nuovo Consiglio di amministrazione e i due amministratori giudiziari.

Dopo l’udienza, la società ha spiegato che i professionisti nominati dal Tribunale hanno chiesto di definire con maggiore precisione il perimetro delle proprie funzioni in collaborazione con il nuovo organo amministrativo. L’obiettivo è distinguere le responsabilità della gestione ordinaria dalle attività ancora necessarie per completare il rafforzamento dei sistemi di prevenzione e controllo. Il Casinò de la Vallée ha inoltre ribadito la propria collaborazione con gli amministratori giudiziari e l’autorità giudiziaria, confermando l’intenzione di proseguire gli interventi in materia di governance, compliance e controlli interni. Marcando un precedente per il settore del gioco terrestre.

Un precedente per il gioco fisico italiano

Il caso Saint-Vincent assume una rilevanza che va oltre i confini della Valle d’Aosta. Secondo quanto emerso al momento dell’applicazione della misura, si tratta infatti del primo caso in Italia di amministrazione giudiziaria disposta nei confronti di una casa da gioco. Nel settore del gioco terrestre, la vicenda apre una riflessione sull’efficacia concreta dei sistemi antiriciclaggio. L’attenzione non si concentra più soltanto sull’esistenza di manuali, procedure o modelli organizzativi, ma anche sulla loro applicazione quotidiana e sulla capacità delle strutture aziendali di reagire ai segnali di rischio.

Gli operatori del gioco rientrano tra i soggetti destinatari degli obblighi di prevenzione del riciclaggio. Il sistema si fonda sull’adeguata verifica della clientela, sulla conservazione delle informazioni e sulla segnalazione delle operazioni sospette. Per le case da gioco, la tracciabilità delle operazioni e il collegamento tra l’identità del cliente e i movimenti effettuati costituiscono elementi centrali del sistema di controllo. La UIF ha inoltre, negli ultimi anni, continuato a richiamare l’attenzione del comparto del gioco sulla necessità di una corretta collaborazione attiva e sulla qualità delle segnalazioni di operazioni sospette. Nel dicembre 2025, l’Unità di informazione finanziaria ha organizzato un’iniziativa specifica per gli operatori del settore insieme a rappresentanti del Ministero dell’Economia, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il caso del Casinò de la Vallée mostra dunque quanto possa essere ampia la distanza tra compliance formale e compliance sostanziale. Disporre di un modello organizzativo non basta quando i presidi previsti non riescono a tradursi in controlli tempestivi, in flussi informativi efficaci e in responsabilità chiaramente attribuite.

La scadenza dell’11 settembre

Il prossimo passaggio decisivo è fissato per l’11 settembre. Entro quella data dovrà essere presentata una proposta che definisca le funzioni degli amministratori giudiziari e individui le ulteriori attività necessarie per completare l’adeguamento organizzativo e dei sistemi di prevenzione.

Sulla base del documento, il Tribunale potrà valutare se mantenere l’attuale assetto o procedere a una rimodulazione della misura. La decisione dipenderà quindi dai progressi compiuti dalla società e dalla capacità del nuovo Consiglio di amministrazione di dimostrare che i controlli introdotti siano effettivi, verificabili e stabilmente integrati nella gestione aziendale.

Sul fronte penale, un’altra data da monitorare è il 29 luglio, quando è previsto l’incidente probatorio per l’estrazione dei file contenuti nei dispositivi sequestrati durante le indagini. Anche questo passaggio potrebbe fornire nuovi elementi agli inquirenti e incidere sulla successiva evoluzione del procedimento.

La conferma dell’amministrazione giudiziaria non chiude, quindi, il caso Saint-Vincent. Al contrario, apre una nuova fase in cui l’attenzione si sposterà sulla concreta capacità della casa da gioco di correggere le criticità emerse e di ricostruire un sistema di governance in grado di prevenire, individuare e gestire il rischio.

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