La Corte Costituzionale annulla il Decreto Legislativo 1474 del 2025, che aveva introdotto tasse sul gioco e sugli alcolici durante l’emergenza economica del 2025 in Colombia. La Corte stabilisce che le imposte dirette interessate non devono essere dichiarate, liquidate né riscosse. Ordina inoltre il rimborso degli acconti versati e l’adozione di regole per restituire le imposte indirette a chi può dimostrarne il pagamento.
La sentenza obbliga a revocare le misure fiscali d’emergenza
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Decreto Legislativo 1474 del 2025. Il decreto era stato emanato nell’ambito dell’emergenza economica proclamata dal Governo colombiano alla fine dello scorso anno. Aveva introdotto e modificato l’IVA su attività come il gioco, insieme ad altre misure fiscali pensate per generare entrate e coprire le spese dello stato di eccezione.
Tuttavia, il decreto non ha superato il vaglio costituzionale, poiché le misure non soddisfacevano il requisito essenziale per l’esercizio di poteri straordinari: rispondere a eventi imprevisti o improvvisi. La Corte aveva già deciso a gennaio di sospenderne provvisoriamente gli effetti e ora ha stabilito di eliminarlo dall’ordinamento giuridico.
Regole per il rimborso dell’IVA sul gioco in Colombia
La sentenza specifica che tutte le imposte dirette create o modificate mentre il decreto era in vigore non devono essere dichiarate, liquidate o riscosse dalla Direzione Nazionale delle Imposte e delle Dogane (Dirección de Impuestos y Aduanas Nacionales – DIAN), l’ente governativo responsabile dell’amministrazione fiscale e del controllo doganale. Ordina inoltre che gli acconti versati a questo titolo siano rimborsati.
Per quanto riguarda le imposte indirette, come l’IVA, i rimborsi saranno concessi a chi può dimostrare di aver effettivamente sostenuto il costo. Entro trenta giorni dalla notifica della sentenza, la DIAN dovrà attivare i meccanismi legali già esistenti o istituirne di nuovi.
Inoltre, la Corte mantiene la validità giuridica già consolidata per i contribuenti che hanno ottenuto benefici fiscali in base allo stesso decreto mentre era in vigore, per evitare di compromettere diritti già acquisiti.
Impatto sull’industria del gioco
Per il settore del gioco, il decreto aveva imposto prelievi temporanei sui giochi di sorte, generando dubbi e preoccupazioni sin dalla sua introduzione. Con questo annullamento, la Corte obbliga il Governo a revocare le riscossioni effettuate in base al decreto indicato nella sentenza.
Tuttavia, la decisione non modifica quanto già consolidato durante il breve periodo di validità del provvedimento. Gli operatori devono quindi riesaminare gli acconti versati e gli oneri fiscali sostenuti per poter richiedere il rimborso dell’IVA sul gioco in Colombia.
La DIAN ha dichiarato che analizzerà la portata della Sentenza C‑079 del 2026 e si impegnerà a implementare le misure amministrative e operative derivanti dalla decisione. L’annuncio è stato pubblicato anche in un tweet dall’account ufficiale @DIANColombia il 15 aprile 2026.
Obblighi per le aziende e per il governo
Le aziende del settore devono ora documentare i pagamenti effettuati per poter richiedere i rimborsi, in particolare per le imposte indirette, per le quali devono dimostrare di aver sostenuto effettivamente il costo. La DIAN ha trenta giorni per attivare o adeguare le procedure di rimborso.
La sentenza incide anche su uno dei pilastri fiscali dello stato di eccezione, imponendo una revisione delle riscossioni relative a imposte su gioco, alcolici e patrimonio. Tuttavia, mantiene i benefici già concessi, stabilizzando così alcune operazioni precedenti.
Sono attese ulteriori comunicazioni dalla Direzione Nazionale delle Dogane, che definirà gli importi recuperabili e la chiusura operativa di queste imposte temporanee.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta in spagnolo il 15 aprile 2026.
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