La decisione dell’Estonia di ridurre le tasse sul gioco online non ha finora prodotto l’ondata di nuovi operatori che i decisori politici auspicavano, secondo quanto riferito dai funzionari del Ministero delle Finanze.
La riforma, approvata dal Riigikogu lo scorso anno, mirava a rendere l’Estonia una destinazione più attraente per le società internazionali di gioco online. Con le modifiche introdotte, l’imposta sul gioco online viene ridotta gradualmente dal sei al quattro per cento, con l’aspettativa che un’aliquota più bassa potesse incentivare un maggior numero di operatori stranieri a stabilire una presenza nel Paese.
Il taglio fiscale avrebbe dovuto stimolare un interesse più forte da parte degli operatori internazionali, ma i primi numeri restano contenuti. Finora sono state presentate solo due domande di licenza, secondo il Ministero delle Finanze, entrambe ancora in attesa di approvazione. Nessuna delle due società dovrebbe iniziare le operazioni prima della fine dell’anno o dell’inizio del 2027. Un terzo potenziale operatore si è già ritirato dal processo.
Tendenze ancora premature per l’autorità
Questi dati hanno sollevato interrogativi sull’effettiva capacità del taglio fiscale di produrre i risultati attesi. Tuttavia, come riportato dalle agenzie di stampa locali, i funzionari governativi e i sostenitori della riforma ritengono che sia ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive.
Uno dei motivi principali riguarda la durata stessa del processo di rilascio delle licenze. A seconda della domanda, l’approvazione può richiedere da sei a dieci mesi, il che significa che eventuali effetti misurabili potrebbero emergere in anni, non in mesi.
Il deputato Tanel Tein, uno dei principali sostenitori della riforma, ha dichiarato che l’interesse da parte degli operatori sta già iniziando a manifestarsi e ritiene che la politica debba essere valutata su un arco temporale più lungo. Ha inoltre sottolineato che la rapidità e l’efficienza delle procedure di licenza spesso giocano un ruolo decisivo nella scelta delle società di gioco su dove stabilire le proprie attività.
L’attuazione della riforma ha incontrato una complicazione imprevista all’inizio dell’anno, quando un errore di stesura nella legislazione ha temporaneamente eliminato del tutto la tassazione sul gioco online. L’errore è stato scoperto a gennaio e ha di fatto lasciato gli operatori di casinò online esenti dalle imposte sul gioco per un breve periodo. Nonostante la falla normativa, gli operatori hanno continuato a effettuare pagamenti volontari.
A gennaio sono stati raccolti circa 815.000 euro (940.000 dollari), seguiti da 1,12 milioni di euro (1,29 milioni di dollari) a febbraio. Un ammanco residuo di circa 220.000 euro (254.000 dollari) è stato successivamente coperto tramite una variazione di bilancio.
Aliquota attuale al 5,5%
Per risolvere il problema, i legislatori sono tornati sulla normativa a febbraio approvando emendamenti per chiudere la falla. Le modifiche hanno introdotto un’aliquota unica del 5,5 per cento sia per i giochi da casinò online sia per i giochi di abilità, riportando il sistema in equilibrio e garantendo che le entrate fiscali del gioco continuino a sostenere sport, programmi culturali e altre iniziative pubbliche in tutta l’Estonia.
I sostenitori della riforma sostengono che attrarre operatori internazionali autorizzati potrebbe, nel lungo periodo, rafforzare la posizione dell’Estonia come hub regolamentato per il gioco online, senza aumentare la presenza fisica di casinò nel Paese.
Allo stesso tempo, i legislatori osservano con attenzione gli sviluppi nella vicina Finlandia, che si prepara a lanciare il proprio mercato regolamentato del gioco d’azzardo il prossimo anno. Tein ha avvertito che l’Estonia deve rimanere competitiva o rischia di perdere operatori a favore della Finlandia una volta aperto il mercato. Se le società decidessero di trasferirsi, ciò potrebbe ridurre le future entrate fiscali e indebolire i benefici economici che l’Estonia spera di ottenere attraverso la riforma.
Per ora, i funzionari restano prudentemente ottimisti, sostenendo che il vero impatto della riduzione fiscale sarà chiaro solo quando le domande di licenza verranno approvate e il mercato avrà avuto più tempo per svilupparsi.
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