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I mercati predittivi in Asia tra “sfida e opportunità”

Ansh Pandey
Scritto da Ansh Pandey
Tradotto da Mara Armenante

Negli ultimi due anni i mercati delle previsioni sono entrati sempre più nel dibattito pubblico, trainati soprattutto dalla crescita di piattaforme come Polymarket e Kalshi. Dalle elezioni ai dati economici, passando per lo sport e gli eventi internazionali, un numero crescente di utenti investe denaro sulle proprie previsioni riguardo a ciò che accadrà.

Tuttavia, se negli Stati Uniti e tra gli operatori abituali del settore delle criptovalute i mercati delle previsioni hanno conquistato un pubblico consistente, la loro diffusione in Asia resta ancora molto limitata. In un’intervista esclusiva rilasciata durante SiGMA Asia a Manila, Steve Jimenez, responsabile per il Sud-est asiatico di EveryX, ha spiegato che la regione presenta caratteristiche particolari che rendono un’adozione su larga scala molto più difficile di quanto molti osservatori del settore ritengano.

Secondo Jimenez, uno degli ostacoli principali è rappresentato dalla localizzazione dei servizi, soprattutto in una regione in cui le preferenze linguistiche cambiano sensibilmente da un mercato all’altro.

«Per quanto riguarda l’Asia, è piuttosto complicato», ha affermato. «L’Asia non è una regione in cui si parla prevalentemente inglese. Se si vuole creare un mercato delle previsioni, bisogna offrirlo nella lingua locale.»

Un approccio diverso ai contratti

La lingua, però, rappresenta solo una parte del problema. Secondo Jimenez, le restrizioni politiche presenti in alcune aree dell’Asia costituiscono un’ulteriore sfida per gli operatori che cercano di replicare il successo ottenuto dai mercati delle previsioni negli Stati Uniti. I contratti legati agli eventi politici sono diventati tra i prodotti più popolari sulle principali piattaforme del settore, ma Jimenez ha sottolineato che l’atteggiamento nei confronti della politica varia notevolmente nei diversi Paesi asiatici.

«Non è come negli Stati Uniti, dove le persone parlano molto apertamente di politica», ha spiegato Jimenez. «In Vietnam o in alcune zone della Cina, ad esempio, esistono restrizioni quando si tratta di politica. Quindi non c’è la stessa apertura che si riscontra negli Stati Uniti.»

Questo rappresenta un ostacolo significativo per le piattaforme che fanno affidamento sui contratti relativi agli eventi politici per generare liquidità e coinvolgimento degli utenti. Anche il quadro normativo è altrettanto complesso. I mercati delle previsioni continuano infatti a occupare una zona grigia tra il trading finanziario, il gaming e il gioco d’azzardo, e le autorità di regolamentazione faticano spesso a stabilire quale sia la loro effettiva natura.

Facendo riferimento all’esperienza delle piattaforme internazionali nelle Filippine, Jimenez ha ricordato le difficoltà che possono emergere quando i mercati delle previsioni si intrecciano con eventi politici locali.

«Nel momento in cui lo hanno fatto, Polymarket è stata vietata qui», ha dichiarato. Jimenez ha inoltre evidenziato le difficoltà che le autorità di regolamentazione incontrano nel gestire le piattaforme decentralizzate. «Polymarket e Kalshi sono realtà diverse. Una è regolamentata, l’altra sta cercando di ottenere una regolamentazione, ma si tratta comunque di un mercato decentralizzato. Per questo motivo è piuttosto difficile regolamentarle.»

La domanda esiste chiaramente

Nonostante le sfide di natura normativa e politica, Jimenez ritiene che in Asia esista una reale domanda per i mercati delle previsioni. La regione rappresenta già uno dei maggiori mercati mondiali per il trading di criptovalute e le scommesse online, il che lascia pensare all’esistenza di un pubblico naturalmente interessato ai contratti basati sugli eventi. Malgrado queste difficoltà, l’interesse verso i mercati delle previsioni continua infatti a crescere in diversi Paesi asiatici. Negli ultimi anni, i contratti legati agli eventi hanno attirato sempre più attenzione in varie nazioni.

«Il futuro dei mercati delle previsioni in Asia potrebbe essere caratterizzato dalla coesistenza di due mercati paralleli: uno regolamentato e uno non regolamentato.»

– Steve Jimenez, Responsabile per il Sud-est asiatico di EveryX

L’India ha recentemente registrato un forte coinvolgimento degli utenti nei contratti legati alle elezioni, mentre l’Indonesia è finita sotto i riflettori dopo che i contratti relativi alla previsione della destituzione del presidente Prabowo Subianto hanno attirato l’attenzione delle autorità di regolamentazione, portando all’introduzione di restrizioni nei confronti delle piattaforme.

Alla domanda se i consumatori asiatici siano realmente interessati ai mercati delle previsioni, Jimenez ha risposto senza esitazione: «Sì, assolutamente.»

Tuttavia, la percezione del pubblico continua a rappresentare un ostacolo importante. Sebbene gli operatori del settore descrivano spesso i mercati delle previsioni come strumenti informativi o di trading, molti utenti continuano a considerarli semplicemente un’altra forma di gioco d’azzardo. Per questo motivo, anche alcuni marchi molto noti continuano a prendere le distanze da questo tipo di attività.

«Alcuni trader pensavano che si trattasse semplicemente di gioco d’azzardo», ha spiegato Jimenez. «Cerchiamo di fare informazione e spiegare come funzionano, ma il risultato è ancora incerto. Molte persone continuano a considerarli gioco d’azzardo.»

Questa distinzione è importante perché non tutti gli operatori desiderano associare i mercati delle previsioni ai tradizionali prodotti di scommessa.

«Il mio responsabile, in realtà, non vuole che i mercati delle previsioni vengano associati al gioco d’azzardo», ha spiegato Jimenez. «Ma oggi queste piattaforme finiscono per funzionare, di fatto, come una forma di gioco d’azzardo.»

Secondo Jimenez, i tradizionali modelli dei mercati delle previsioni funzionano più come mercati di scambio che come bookmaker.

«Molte persone pensano: “Proviamo Polymarket perché è questione di fortuna”, invece di concentrarsi sull’aspetto della previsione», ha affermato.

Sebbene alcune aziende continuino a promuovere i mercati delle previsioni come piattaforme informative o di trading, Jimenez ha sottolineato che convincere gli utenti di questa differenza resta un compito difficile. Di conseguenza, il settore si trova a dover trovare un equilibrio tra informazione, regolamentazione e posizionamento del prodotto. La diffusione dei mercati delle previsioni dipenderà probabilmente dalla capacità delle piattaforme di distinguerli con successo dai tradizionali prodotti di scommessa.

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