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Il tribunale di Enugu, in Nigeria, ordina la chiusura dei punti Bet9ja in tutto lo Stato

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy
Tradotto da Mara Armenante

La Commissione per il Gioco e le Lotterie dello Stato di Enugu (Enugu State Gaming and Lotto Commission, ESGC) ha disposto la chiusura dei punti vendita appartenenti a KC Gaming Networks Limited, società che gestisce Bet9ja, in diverse località dello Stato.

L’azione esecutiva è stata avviata in seguito a un’ordinanza ex parte emessa dall’Alta Corte dello Stato di Enugu. L’intervento, avvenuto il 9 febbraio 2026, deriva da un provvedimento concesso il 3 febbraio 2026 dal giudice H.O. Eya, nell’ambito della causa n. 6/54/2025.

Bet9ja nega di avere debiti nei confronti dello Stato

In risposta alle chiusure, il dottor Ayo Ojuroye, Direttore Generale e Amministratore Delegato di KC Gaming Networks Limited, ha negato che l’azienda abbia debiti nei confronti del Governo dello Stato di Enugu. «KC Gaming Networks Limited (Bet9ja) non deve al Governo dello Stato di Enugu, tramite la Commissione per il Gioco e le Lotterie dello Stato di Enugu (Enugu State Gaming and Lotto Commission), alcuna tariffa, contributo, tassa o pagamento arretrato legittimo», ha dichiarato il dottor Ojuroye.

Ha aggiunto che la società mantiene da sempre un comportamento conforme alle norme fiscali sin dall’inizio delle sue attività nello Stato, oltre dieci anni fa.
«KC Gaming Networks Limited è stata un modello di correttezza aziendale nel pagamento puntuale di tariffe, contributi e imposte sin da quando ha iniziato a operare nello Stato di Enugu oltre 12 anni fa», ha affermato Ojuroye.

L’Amministratore Delegato di Bet9ja ha insistito sul fatto che l’azienda abbia adempiuto a tutti gli obblighi fiscali e di licenza, comprese le rimesse basate sul Ricavo Lordo da Gioco (Gross Gaming Revenue). «KC Gaming Networks Limited non deve al Governo dello Stato di Enugu alcuna imposta, tariffa di licenza o rimessa dovuta in base al Ricavo Lordo da Gioco», ha ribadito Ojuroye.

Rapporti con le autorità

La società ha dichiarato di aver avuto interlocuzioni con le autorità statali prima dell’azione esecutiva.
«La nostra organizzazione ha dialogato più volte con il Governo dello Stato di Enugu tramite la Commissione per il Gioco e le Lotterie dello Stato di Enugu (Enugu State Gaming and Lotto Commission) e il Servizio delle Entrate Interne dello Stato di Enugu (Enugu State Internal Revenue Service) su questa questione, senza però arrivare a una soluzione», ha spiegato Ojuroye.

Ha sostenuto che l’azienda si opporrà a quelli che definisce tentativi di imporre pagamenti non dovuti.
«La nostra organizzazione non si lascerà spingere a pagare contributi o imposte che non derivano dalle attività svolte nello Stato di Enugu, né alla Commissione per il Gioco e le Lotterie dello Stato di Enugu né ad alcuna altra agenzia governativa», ha dichiarato.

L’Amministratore Delegato ha confermato che la società intraprenderà un’azione legale presso l’Alta Corte.
«KC Gaming Networks Limited è determinata a risolvere queste questioni attraverso le vie legali e seguirà l’evoluzione del caso già pendente presso l’Alta Corte dello Stato di Enugu», ha affermato. Ha infine rassicurato agenti, partner e opinione pubblica sul rispetto delle procedure.
«Continueremo a seguire il corretto iter legale per ottenere la riapertura dei punti vendita e garantire che prevalga la giustizia», ha concluso Ojuroye.

L’ESGC difende la chiusura, definendola conforme alla legge

Nel frattempo, la Commissione per il Gioco e le Lotterie dello Stato di Enugu (Enugu State Gaming and Lotto Commission, ESGC) ha giustificato la propria azione, con il suo Segretario Esecutivo e Amministratore Delegato, Arinze Arum, sostenendo che la sospensione dell’operatore di scommesse fosse pienamente legittima.
«La sospensione di Bet9ja non è stata arbitraria, politica o di natura amministrativa. È stata la diretta conseguenza di violazioni persistenti e deliberate della Legge sul Gioco dello Stato di Enugu», ha dichiarato.

Arum ha affermato che, nonostante i numerosi confronti e l’emissione di diversi avvisi di infrazione risalenti al 2024, Bet9ja non avrebbe rispettato i requisiti previsti dalla normativa.
«Bet9ja non ha consentito all’ESGC l’accesso al proprio sistema backend per verificare il reale volume delle transazioni di gioco effettuate nello Stato di Enugu, un comportamento che costituisce un ostacolo all’attività di regolamentazione», ha spiegato Arum.

Presunta mancata conformità da parte di Bet9ja

La Commissione ha accusato l’operatore di aver valutato e dichiarato autonomamente le proprie obbligazioni fiscali.
«Bet9ja ha proceduto a una valutazione e dichiarazione unilaterale dei propri obblighi fiscali, ignorando il processo di calcolo del Ricavo Lordo da Gioco (Gross Gaming Revenue) stabilito chiaramente dalla legge dello Stato di Enugu, un processo che tutti gli operatori conformi rispettano senza eccezioni», ha affermato Arum.

L’ESGC ha inoltre evidenziato che la società non avrebbe soddisfatto altri requisiti di conformità.
«Bet9ja non ha esposto la Segnaletica di Approvazione obbligatoria dell’ESGC (ESGC Approval Signage) nei propri punti vendita nello Stato di Enugu e non ha presentato la documentazione necessaria per ottenere una licenza valida e continuare a operare legalmente nello Stato», ha aggiunto.

Arum ha sottolineato che nessun operatore può considerarsi al di sopra della legge.
«Nessun operatore è al di sopra della legge. La Commissione non tollererà alcun tentativo da parte di una società di gioco, indipendentemente dalle sue dimensioni o dalla sua presenza nazionale, di operare nello Stato di Enugu senza garantire trasparenza finanziaria, ignorando le procedure regolatorie o determinando autonomamente le proprie responsabilità fiscali. La conformità normativa è obbligatoria. La trasparenza è obbligatoria. Una corretta licenza è obbligatoria», ha dichiarato.

Tutelare le entrate statali e l’integrità della regolamentazione

L’ESGC ha ribadito che le chiusure mirano a proteggere le entrate dello Stato e a mantenere gli standard regolatori.
«La chiusura dei punti vendita di Bet9ja nello Stato di Enugu è quindi un’azione esecutiva legittima, adottata per tutelare gli interessi finanziari dello Stato, salvaguardare l’integrità della regolamentazione, garantire equità tra gli operatori conformi e sostenere l’autorità della Legge sul Gioco dello Stato di Enugu», ha dichiarato Arum.

Ha tuttavia precisato che le attività potranno riprendere solo quando sarà raggiunta la piena conformità, oppure quando l’Alta Corte avrà concluso il procedimento principale. Arum ha illustrato i requisiti necessari per la ripresa, che includono la condivisione dei dati del backend, una riconciliazione accurata del ricavo lordo da gioco, la presentazione di tutta la documentazione pendente e l’adempimento di ogni obbligo regolatorio.
L’ESGC ha confermato che applicherà la legge senza timori né favoritismi e ha indirizzato tutte le questioni relative a licenze e conformità al proprio portale ufficiale.

La battaglia legale continua

La chiusura dei punti vendita Bet9ja a Enugu riflette le tensioni tra uno dei maggiori operatori di scommesse della Nigeria e le autorità regolatorie statali. Mentre l’azienda sostiene di aver rispettato tutti gli obblighi, l’ESGC ribadisce che la persistente mancata conformità e gli ostacoli posti alla regolamentazione rendono necessaria l’azione esecutiva.

L’esito del procedimento presso l’Alta Corte determinerà se le operazioni potranno riprendere o se seguiranno ulteriori interventi regolatori. Entrambe le parti hanno manifestato l’intenzione di proseguire per vie legali al fine di risolvere la controversia, mantenendo così il settore del gioco nello Stato di Enugu sotto stretta osservazione.

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