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Romania, indagine sui jackpot: pressione su ONJN e operatori del settore

Shirley Pulis Xerxen
Tradotto da Mara Armenante

Aggiornato alle 00:10 CET, 29/06/2026

Il mercato del gioco d’azzardo in Romania è sotto i riflettori dopo che una controversia relativa a un jackpot ha dato origine a un’indagine per corruzione della Direzione Nazionale Anticorruzione (Direcția Națională Anticorupție, DNA) che coinvolge funzionari dell’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo (Oficiul Național pentru Jocuri de Noroc, ONJN), esponenti del settore e un sindaco in carica. Tutte le persone e le società citate in questo articolo sono presunte innocenti e nessun tribunale ha emesso una condanna definitiva.

Come una denuncia su un jackpot si è trasformata in un’indagine della DNA

La testata rumena Economica.net, citando fonti di RomaniaTV, riferisce che l’indagine è iniziata con una vincita al jackpot di circa 5,42 milioni di lei (circa 1 milione di euro) ottenuta nel 2023 presso una sala autorizzata. In seguito, il vincitore ha denunciato che una parte del premio era stata trasferita tramite una carta collegata a un dipendente dell’operatore e ha presentato un reclamo all’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo della Romania (Oficiul Național pentru Jocuri de Noroc, ONJN). Un’altra testata, Business24.ro, aveva precedentemente pubblicato un articolo analogo, successivamente rimosso.

Quella denuncia ha dato il via a verifiche amministrative e finanziarie sulle modalità con cui era stato effettuato il pagamento della vincita. I documenti visionati da SiGMA News mostrano che i pubblici ministeri ritenevano che tali controlli potessero portare all’applicazione di sanzioni aggiuntive, alla trasmissione del caso agli investigatori penali e alla segnalazione all’ufficio nazionale antiriciclaggio.

Cosa riportano i documenti del tribunale

I documenti visionati da SiGMA News comprendono un’ordinanza emessa il 17 giugno 2026 da un tribunale rumeno e una traduzione non ufficiale in lingua inglese (la versione inglese è una traduzione non ufficiale e non una traduzione certificata dell’ordinanza del tribunale). L’ordinanza è stata emessa dal Tribunale di Bucarest e riguarda la richiesta della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) di disporre la custodia cautelare di 30 giorni nei confronti di due imputati. Una sintesi del caso è disponibile anche sul sito ufficiale della DNA.

Il giudice sottolinea che questo procedimento non stabilisce la colpevolezza degli imputati. L’obiettivo è esclusivamente valutare se esistano ragionevoli sospetti della commissione di reati di corruzione e se la custodia cautelare sia necessaria e proporzionata rispetto a misure meno restrittive, come il controllo giudiziario o gli arresti domiciliari.

L’ordinanza riassume le accuse secondo cui il primo imputato avrebbe effettuato diversi pagamenti a un segretario generale dell’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo (Oficiul Național pentru Jocuri de Noroc, ONJN) in relazione a documenti, istanze e controlli riguardanti operatori del gioco d’azzardo. Il provvedimento menziona inoltre un pagamento di 500 euro, transitato attraverso lo stesso funzionario e destinato a un altro direttore dell’ONJN, presumibilmente per accelerare le verifiche sulla documentazione.

Lo stesso imputato è sospettato di aver aiutato un secondo imputato a promettere 100.000 euro al segretario generale dell’ONJN nell’interesse di una società di gioco d’azzardo il cui nome non viene indicato. Secondo l’ordinanza del tribunale, i pubblici ministeri sostengono che l’obiettivo fosse fare in modo che i controlli avviati dopo la denuncia relativa al jackpot si concludessero senza pesanti sanzioni né segnalazioni agli organi investigativi.

Il giudice descrive una sequenza programmata di trasferimenti di denaro contante effettuati da un secondo imputato, identificato con le iniziali R.D.M.: inizialmente 45.000 euro, poi altri 5.000 euro e infine la consegna di 50.000 euro, osservata e documentata dalla Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) nel corso di un’operazione sotto copertura, poco prima della decisione sulla custodia cautelare.

È ancora controverso quale operatore sia coinvolto

L’ordinanza del tribunale utilizza le iniziali per identificare tutte le persone coinvolte e non indica mai il nome dell’operatore del gioco d’azzardo interessato dai controlli di conformità.

Romanian TV e altre testate locali, citando fonti anonime, hanno riferito che il jackpot contestato e i successivi controlli effettuati dall’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo (Oficiul Național pentru Jocuri de Noroc, ONJN) riguardavano uno specifico operatore di gioco autorizzato. Secondo tali ricostruzioni, il jackpot, la denuncia del giocatore e le questioni legate alla carta utilizzata da un dipendente sarebbero collegati a quel marchio. Tuttavia, queste affermazioni si basano su fonti anonime e non compaiono né nei documenti del tribunale né nel comunicato della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA).

Una testata rumena specializzata in giornalismo investigativo aveva precedentemente pubblicato un articolo nel quale cercava di identificare l’operatore presumibilmente collegato all’ispezione dell’ONJN al centro dell’indagine per corruzione. L’articolo è stato successivamente rimosso dal sito dell’editore e l’operatore interessato ha negato pubblicamente qualsiasi coinvolgimento nel presunto caso di corruzione. SiGMA News non è stata in grado di verificare in modo indipendente le accuse riportate da altre pubblicazioni che identificano uno specifico operatore in relazione all’indagine.

I documenti del tribunale esaminati da SiGMA News non identificano alcun operatore del gioco d’azzardo e le informazioni disponibili pubblicamente risultano discordanti. Di conseguenza, SiGMA News non identifica alcun operatore del gioco d’azzardo in relazione all’indagine descritta in questo articolo.

Per un quadro delle precedenti attività di vigilanza dell’ONJN, consulta il precedente articolo di SiGMA dedicato all’inserimento nella lista nera da parte della Romania di 30 siti di gioco d’azzardo non autorizzati.

Le accuse riguardanti l’ex presidente dell’ONJN Odeta Nestor

Altre testate rumene e iGaming Republic riferiscono che l’ex presidente dell’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo (ONJN), Odeta Nestor, sarebbe stata identificata nei documenti della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) con le iniziali N.C.O. e posta in custodia cautelare. Nestor è una figura ben nota nel mercato rumeno del gioco d’azzardo e ha ricoperto incarichi di alto livello sia all’interno dell’autorità di regolamentazione sia nel settore.

Odeta (Odette) Nestor.

Secondo iGaming Republic, i pubblici ministeri la accusano di corruzione continuata, concorso nel reato di corruzione passiva e istigazione all’accesso non autorizzato a informazioni riservate. Tra novembre 2025 e marzo 2026 avrebbe effettuato tre pagamenti, per un importo complessivo di 1.500 euro e 2.000 lei (circa 380 euro), a un collaboratore autorizzato dell’ONJN in relazione a procedure amministrative.

Il 24 marzo 2026 avrebbe inoltre effettuato un ulteriore pagamento di 500 euro, sempre tramite lo stesso collaboratore, destinato a un altro direttore dell’ONJN. Il 3 aprile 2026 è accusata di aver indotto un funzionario dell’ONJN a consentire l’accesso a documenti bancari non pubblici relativi alle operazioni del vincitore del jackpot.

L’ordinanza del tribunale visionata da SiGMA News è coerente con questa ricostruzione. Il documento descrive una serie di pagamenti successivi a un segretario generale dell’ONJN, un pagamento di 500 euro trasferito a un altro direttore e tentativi di ottenere l’accesso a informazioni bancarie non pubbliche riguardanti il vincitore del jackpot.

Nessuna di queste accuse è stata finora provata in tribunale. Odeta Nestor non è stata condannata per alcun reato e beneficia della presunzione di innocenza.

Come il filone del jackpot si collega al sindaco Ciprian Ciucu e a Denise Rifai

I media rumeni sottolineano che l’indagine dell’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo (ONJN) e quella relativa al jackpot sono state registrate nell’agosto 2025 e hanno successivamente dato origine a un distinto fascicolo per corruzione aperto nel dicembre 2025. Questo secondo procedimento riguarda il sindaco di Bucarest, Ciprian Ciucu, e diversi imprenditori in relazione a presunti benefici connessi a un progetto immobiliare.

Ciprian Ciucu
Ciprian Ciucu, sindaco di Bucarest.

Secondo iGaming Republic, la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) sostiene che nel novembre 2025 due imprenditori abbiano offerto servizi di pubblicità elettorale e consulenza a sostegno della campagna di Ciucu. In cambio, secondo i pubblici ministeri, avrebbero cercato di ottenere un trattamento favorevole per la documentazione urbanistica relativa a un progetto residenziale. Un terzo imprenditore avrebbe contribuito a organizzare l’accordo.

Lo stesso articolo riferisce che Denise Rifai, nota giornalista televisiva rumena, compare come indagata in quel procedimento, con accuse di istigazione e concorso in corruzione. L’articolo richiama inoltre quanto riportato dai media rumeni, secondo cui sarebbe stata lei a presentare la denuncia che ha contribuito a far progredire il filone investigativo riguardante Ciucu, e ricorda che la giornalista ha pubblicamente riconosciuto di conoscere Odeta Nestor.

Denise Rifai
Denise Rifai, giornalista televisiva rumena.

Nel corso di un‘intervista trasmessa da Romania TV, Rifai ha dichiarato di non comparire in alcun procedimento penale e di non aver presentato alcuna denuncia. Ha inoltre rifiutato di rilasciare ulteriori commenti. Altre testate riferiscono che si è presentata presso la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) per essere interrogata nell’ambito dell’indagine più ampia, senza tuttavia rilasciare dichiarazioni ai giornalisti all’uscita.

Ciucu è stato sottoposto a controllo giudiziario, non a custodia cautelare. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il sindaco ha dichiarato che continuerà a esercitare il proprio mandato, collaborerà con i pubblici ministeri e respinge le accuse.

La narrazione del rilancio dell’ONJN è ora sotto pressione

L’attuale presidente dell’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo (ONJN), Vlad Cristian Soare, è entrato in carica nell’aprile 2025, dopo che una verifica della Corte dei Conti aveva evidenziato gravi carenze nel controllo delle imposte sul gioco d’azzardo e il possibile mancato versamento di tasse per un ammontare di miliardi di lei (equivalenti a centinaia di milioni di euro). Quel rapporto aveva provocato pressioni politiche e richieste di una vigilanza più rigorosa.

Sotto la guida di Soare, l’ONJN ha messo in evidenza un approccio più deciso. L’autorità di regolamentazione ha riferito di aver effettuato migliaia di ispezioni, bloccato centinaia di siti web e comminato sanzioni significative, oltre ad aver trasmesso numerosi casi agli organi investigativi, compresi interventi contro operatori online non autorizzati che prendevano di mira i giocatori rumeni.

Se i pubblici ministeri dovessero dimostrare che funzionari dell’ONJN in servizio hanno accettato tangenti per influenzare un controllo di conformità durante questo periodo, ciò smentirebbe direttamente la narrazione del processo di risanamento dell’autorità. Per il momento, tuttavia, tali accuse dovranno essere valutate dal tribunale. SiGMA News continuerà a basare la propria copertura sui documenti del tribunale e sulle comunicazioni ufficiali della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), evitando qualsiasi speculazione. Fino all’emissione di sentenze definitive, tutte le persone citate in questo articolo hanno diritto alla presunzione di innocenza.

Nota della redazione, 29 giugno 2026: questo articolo è stato aggiornato per rimuovere il nome di uno specifico operatore che i media rumeni avevano in precedenza collegato all’ispezione dell’ONJN. I documenti del tribunale esaminati da SiGMA News non identificano l’operatore, le fonti pubblicamente disponibili sono discordanti e l’operatore interessato nega qualsiasi coinvolgimento nelle accuse di corruzione. I riferimenti a tali notizie sono stati mantenuti soltanto in forma riassuntiva per rappresentare il carattere controverso del dibattito pubblico.

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