L’Ambasciatore Chris Farrugia, Vice Rappresentante Permanente di Malta presso l’Unione Europea, intervistato da SiGMA TV, ha delineato una chiara prospettiva politica sul ruolo dell’industria del gioco nell’economia digitale dell’Unione, sull’equilibrio tra innovazione e protezione dei consumatori, e su come misure dell’UE come l’AI Act (Artificial Intelligence Act) e il Digital Services Act (Legge sui Servizi Digitali) si intersechino con le competenze nazionali in materia di regolamentazione del gioco.
Contesto politico
Farrugia ha definito il gioco come un pilastro fondamentale dell’economia digitale dell’UE, citando l’occupazione ad alto valore aggiunto nei settori IT, cybersicurezza, dati e conformità normativa, e una vasta rete di servizi accessori, tra cui fornitori di pagamenti, sviluppatori software, aziende di marketing e società di consulenza. Ha osservato che la Commissione ha presentato quest’anno diversi pacchetti di semplificazione per ridurre la burocrazia e migliorare la competitività, pur preservando gli obiettivi originari della legislazione esistente, un processo che ha descritto come impegnativo ma essenziale, alla luce della ripresa post-pandemica disomogenea tra le regioni globali e della forte concorrenza da parte di altre economie mondiali. “La necessità di semplificare, la necessità di ridurre la burocrazia, la necessità di rendere più facile per le nostre industrie e imprese prosperare” è il tema trasversale nelle recenti valutazioni sulla competitività, ha affermato.
“Non possiamo sempre adottare un approccio unico per tutti i settori specifici.”
Innovazione e garanzie
L’Ambasciatore ha sottolineato la sfida politica nel bilanciare innovazione, sicurezza e protezione dei consumatori, evitando al contempo un’eccessiva regolamentazione. Ha richiamato il requisito previsto dall’AI Act (Artificial Intelligence Act) per la creazione di sandbox nazionali, che consentono agli innovatori di testare soluzioni basate su intelligenza artificiale e blockchain rispetto alla conformità, all’interno di un ambiente regolatorio controllato, prima dell’ingresso sul mercato. “Una delle sfide più difficili è come bilanciare l’innovazione, tenendo conto della necessità di preservare la sicurezza e la protezione dei consumatori, e non eccedere nella regolamentazione,” ha osservato, aggiungendo che Malta gestisce un sandbox tecnico di questo tipo per promuovere lo sviluppo responsabile dei prodotti senza soffocare l’iniziativa imprenditoriale. Ha distinto tra riduzione degli oneri e deregolamentazione, sostenendo una semplificazione proporzionata che mantenga la certezza giuridica, evitando al contempo pesi normativi superflui.
Focus sull’armonizzazione
Sulla questione centrale, Farrugia ha chiarito che, in linea generale, non tutti i settori giustificano un’armonizzazione, e che finora, sebbene il gioco resti privo di una regolamentazione attraverso un quadro unificato a livello dell’UE, leggi orizzontali come il Digital Services Act (Legge sui Servizi Digitali) si applicano ai servizi online trasversali, incluso il gioco, ad esempio per la rimozione di contenuti illegali sulle piattaforme online. “Non possiamo sempre adottare un approccio unico per tutti i settori specifici,” ha osservato, suggerendo la possibilità di un’armonizzazione mirata e del riconoscimento reciproco in ambiti come la protezione dei consumatori, a seconda della natura e della profondità della legislazione, piuttosto che una regolamentazione settoriale completa. Ha sottolineato l’importanza del dialogo e delle discussioni regolari all’interno delle istituzioni sui dossier che riguardano il gioco, data la sua natura transfrontaliera, e le regole che governano il mercato unico, inclusa la libertà di offrire servizi senza ostacoli, anche in assenza di un quadro specifico dell’UE per regolamentare il settore in quanto tale.
“In termini di competenze abbiamo molto da offrire.”
Il contributo di Malta
La posizione di Malta è sia economica sia normativa. Farrugia ha dichiarato che il gioco rappresenta circa il 7 percento del valore aggiunto lordo nazionale, rafforzandone l’importanza strategica, con competenze sviluppate dal 2004, anno in cui Malta è stato il primo Stato Membro a istituire un quadro normativo completo per il gioco online, volto a favorire la crescita con le necessarie garanzie. “In termini di competenze abbiamo molto da offrire,” ha affermato, citando la partecipazione attiva ai negoziati in sede di Consiglio, gli scambi con il Parlamento, e i contributi ai gruppi di esperti sull’intelligenza artificiale e alla condivisione di informazioni tra regolatori, per aiutare il settore a crescere in modo sostenibile e tutelando i consumatori. Il suo percorso professionale, dalla politica dei trasporti e digitale dell’UE al ruolo di Vice Rappresentante Permanente, lo colloca al centro dei dossier che modellano le condizioni del mercato unico digitale in cui operano le aziende del gioco.
I prossimi passi
L’UE dovrebbe perfezionare le regole per promuovere la competitività e l’innovazione, mantenendo al contempo elevati standard di protezione dei consumatori e di antiriciclaggio (AML), utilizzando gli strumenti orizzontali già a disposizione e sfruttando le nuove tecnologie, piuttosto che imporre un regime settoriale a livello UE per il gioco in questa fase. I lettori possono esplorare altre interviste B2G e prepararsi per SiGMA Central Europe a Roma dal 3 al 6 novembre 2025, per continuare il dibattito di alto livello su regolamentazione e crescita nel settore.





