L’Africa potrebbe essere vicina a un importante cambiamento normativo. Questo messaggio ha caratterizzato il discorso principale tenuto da Peter Emolemo Kesitilwe, Amministratore Delegato della Alleanza Africana dell’iGaming (African iGaming Alliance, AiA), durante il Forum Africano dei Regolatori del Gioco d’Azzardo (Gambling Regulators Africa Forum, GRAF) di quest’anno. Il suo intervento, intitolato “L’economia della regolamentazione: modelli fiscali, sostenibilità del mercato ed equità tra gli stakeholder”, ha suscitato grande interesse tra regolatori, ministeri e operatori di tutto il continente.
La progettazione fiscale come rischio principale
L’Amministratore Delegato di di AiA, Kesitilwe, ha avvertito che la struttura dei modelli fiscali rappresenta oggi la minaccia più grande alla sopravvivenza dei mercati legali del gioco d’azzardo. Ha presentato dati che mostrano come, una volta che tasse complessive e costi di conformità superano il 30% del Reddito Lordo da Gioco (Gross Gaming Revenue, GGR), gli operatori legali inizino a perdere quote di mercato a favore dei concorrenti offshore. Ha aggiunto che oltre il 55%, i mercati regolamentati diventano strutturalmente non competitivi.
“Non possiamo regolamentare in modo tale da far collassare involontariamente il mercato legale,” ha detto Kesitilwe ai delegati. “I nostri sistemi fiscali devono proteggere le entrate nazionali, tutelare i giocatori e al tempo stesso consentire alle imprese di operare in modo sostenibile. Qualsiasi altra cosa accelera la crescita delle attività offshore non autorizzate.”
Il suo messaggio ha raggiunto un pubblico proveniente da oltre 20 giurisdizioni, segnalando una diffusa preoccupazione per gli attuali approcci fiscali. Ha sottolineato che la tecnologia non è il principale punto di pressione. Al contrario, ha sostenuto che una cattiva progettazione fiscale indebolisce gli operatori legali e rafforza le piattaforme offshore.
Il vantaggio dell’Africa nei pagamenti digitali
Kesitilwe ha evidenziato l’ecosistema dei pagamenti digitali in Africa come un potente vantaggio competitivo. Ha messo in risalto il denaro mobile come caratteristica distintiva capace di favorire una supervisione efficiente. Con quasi tutte le transazioni registrate digitalmente, ha affermato, i regolatori hanno un’opportunità unica di integrare conformità, riscossione fiscale e strumenti di gioco responsabile direttamente nello strato dei pagamenti.
“Abbiamo qualcosa che l’Europa non ha: pagamenti digitali nazionali in tempo reale. Questa è l’opportunità dell’Africa di guidare, non di seguire, nell’innovazione normativa.”
Ha sostenuto che questi sistemi possono ridurre gli attriti della conformità e tagliare i costi superflui. Ha aggiunto che i regolatori africani possono utilizzare tali strumenti per migliorare la supervisione senza rallentare gli operatori.

Spinta verso un allineamento continentale
Kesitilwe ha invocato anche un allineamento continentale sui principi chiave delle politiche. Ha descritto regole frammentate, strutture fiscali incoerenti e molteplici tariffe come grandi ostacoli ai nuovi investimenti. Ha esortato i regolatori a unirsi attorno a diversi pilastri fondamentali: tassazione basata sul GGR, eliminazione degli intermediari ridondanti, armonizzazione transfrontaliera e strumenti di supervisione digitale.
Queste priorità riflettono discussioni più ampie in tutta l’Africa, mentre sempre più paesi si muovono per regolamentare scommesse online, casinò, esports e giochi virtuali. Ha sottolineato che questo cambiamento richiede priorità allineate per proteggere la crescita.
L’influenza crescente di AiA
Come prima associazione commerciale di iGaming del continente, la Alleanza Africana dell’iGaming (African iGaming Alliance, AiA) rappresenta oggi operatori che alimentano un mercato regolamentato da oltre 5 miliardi di dollari statunitensi e che impiega più di 5.000 persone. L’Alleanza è cresciuta fino a diventare una forza centrale nello sviluppo normativo. Consiglia i governi, sostiene il dialogo con l’industria e promuove standard di gioco responsabile.
Kesitilwe ha concluso con un appello proiettato al futuro: “L’Africa non ha bisogno di importare modelli normativi, deve costruire modelli informati dai dati africani, dalle realtà africane e dalle priorità africane. Se lo faremo nel modo giusto, sbloccheremo una generazione di investimenti e un gioco più sicuro in tutto il continente.”
Con diversi paesi che stanno rivedendo la legislazione nel biennio 2025–2026, le discussioni al GRAF potrebbero segnare l’inizio di un’era normativa più unificata e sostenibile per l’Africa.
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