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L’ente di regolamentazione del Nevada punta a una dichiarazione di oltraggio contro Kalshi

Jenny Ortiz-Bolivar
Scritto da Jenny Ortiz-Bolivar
Tradotto da Mara Armenante

Il Nevada Gaming Control Board (NGCB) ha chiesto a un tribunale statale di dichiarare il fornitore di prediction market Kalshi in oltraggio, sostenendo che la società non abbia rispettato l’ordine che le imponeva di impedire agli utenti presenti in Nevada di accedere ai contratti su eventi sportivi, elettorali e di intrattenimento.

In un documento presentato al Primo Tribunale Distrettuale del Nevada, il regolatore ha affermato che Kalshi non avrebbe rispettato l’ordine del 18 maggio che imponeva alla società di applicare un sistema di geofencing e impedire a chiunque si trovi fisicamente nello stato di accedere ai contratti su eventi coperti.

«Il Tribunale ha imposto a Kalshi di interrompere l’offerta di contratti su eventi coperti in Nevada. Continueremo a far rispettare con determinazione la legge del Nevada per tutelare il settore del gioco nel nostro stato», ha dichiarato Mike Dreitzer, Presidente del NGCB.

Secondo il regolatore, i contratti su eventi sportivi e altri contratti basati su eventi costituiscono attività di scommessa ai sensi della legge del Nevada. Sostiene inoltre che le operazioni di Kalshi violino diverse disposizioni delle normative statali sul gioco.

La disputa sul geofencing passa in primo piano

La richiesta di dichiarazione di oltraggio ruota attorno al sistema di geofencing di Kalshi, che secondo il Nevada rimane inadeguato nonostante l’ordine del tribunale.

L’avvocato statunitense specializzato in gaming Daniel Wallach ha evidenziato su LinkedIn che il giudice Jason Woodbury ha modificato l’ingiunzione originale il 18 maggio, sostituendo quello che ha definito un linguaggio sulla residenza «facilmente aggirabile» con una formulazione più rigorosa che vieta a Kalshi di offrire i contratti a persone fisicamente presenti in Nevada.

I documenti del tribunale citati da Wallach suggeriscono che Kalshi abbia scelto di sviluppare una propria tecnologia di geolocalizzazione invece di utilizzare un fornitore terzo già affermato.

Secondo estratti dei documenti presentati dal Nevada, il team legale di Kalshi ha informato lo stato che la società aveva deciso di sviluppare un proprio sistema di geolocalizzazione e geofencing e di averlo testato chiedendo a «familiari e amici» in Nevada di provare a piazzare scommesse sulla piattaforma.

Il documento aggiunge inoltre: «Kalshi ha deciso di affidarsi alla propria tecnologia interna di geolocalizzazione e geofencing, con test occasionali tramite familiari e amici, invece di implementare una soluzione comprovata fornita da un operatore terzo e sottoposta a test rigorosi».

Il Nevada sostiene che la decisione di Kalshi di costruire un sistema proprietario renda ancora più importante effettuare test approfonditi per garantire che il sistema blocchi efficacemente gli utenti situati all’interno dello stato.

Dubbi sui costi della geolocalizzazione

Un altro tema evidenziato nei documenti depositati dal Nevada riguarda il costo della soluzione di geofencing di Kalshi.

Secondo quanto riportato da Daniel Wallach, la società avrebbe speso solo 190.000 dollari per sviluppare, implementare e testare il proprio sistema interno. Una cifra che contrasta con le argomentazioni che Kalshi aveva presentato in precedenti procedimenti giudiziari in altre parti degli Stati Uniti.

Wallach ha ricordato che, in precedenti contenziosi, Kalshi aveva sostenuto che adottare un sistema di geofencing tramite un fornitore terzo avrebbe potuto costare «fino a decine di milioni di dollari all’anno», una cifra che la società aveva utilizzato per rafforzare le proprie tesi di danno irreparabile quando chiedeva ingiunzioni preliminari in altre giurisdizioni.

Cresce la pressione legale nonostante le riforme sull’integrità

Il procedimento per oltraggio arriva pochi giorni dopo che Kalshi ha annunciato un nuovo quadro di integrità dei mercati volto a rafforzare la supervisione sulla piattaforma.

La scorsa settimana, la società ha dichiarato di aver introdotto misure di sorveglianza potenziate, tra cui sistemi di valutazione del rischio per i mercati, obblighi di dichiarazione del datore di lavoro per i partecipanti coinvolti in contratti più rischiosi e ulteriori controlli contro il trading basato su informazioni privilegiate. Kalshi ha affermato che le riforme seguono le raccomandazioni del proprio Comitato di Revisione della Sorveglianza e arrivano in un momento di crescente attenzione nei confronti dei prediction market legati allo sport, alla politica e agli eventi globali.

Il dibattito nazionale sui prediction market si intensifica

La richiesta di oltraggio presentata dal Nevada si inserisce in una più ampia battaglia regolatoria sul futuro dei prediction market negli Stati Uniti.

La scorsa settimana, l’American Gaming Association (AGA) ha criticato una proposta normativa della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) che introdurrebbe un nuovo quadro per la revisione dei contratti su eventi, inclusi quelli legati a competizioni sportive.

Il Presidente e Direttore Esecutivo dell’AGA, Bill Miller, ha sostenuto che la proposta rischia di confondere ulteriormente la distinzione tra scommesse sportive e prediction market regolati a livello federale.

«Rende ridicolo l’intento del Congresso e va contro una coalizione bipartisan di 41 Procuratori Generali, numerosi legislatori in tutto il Paese e l’81 per cento degli elettori che riconoscono che i cosiddetti “prediction market” sono sportsbook mascherati che eludono le leggi statali e tribali», ha dichiarato Miller.

La CFTC ha difeso la propria proposta, affermando che creerebbe un processo trasparente per valutare se i contratti su eventi coinvolgano attività vietate dalla Legge sugli Scambi di Merci, incluse attività di gioco o condotte potenzialmente illecite ai sensi della normativa federale o statale.

«La CFTC proteggerà l’integrità dei nostri mercati regolamentati senza ostacolare l’innovazione responsabile», ha dichiarato Selig.

La proposta non vieta del tutto i contratti su eventi sportivi, ma suggerisce che alcuni prodotti (tra cui mercati di micro‑scommesse altamente specifici, contratti legati agli infortuni dei giocatori e scommesse collegate a decisioni arbitrali) potrebbero essere soggetti a un controllo più rigoroso.

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