Skip to content

I ricavi del gioco d'azzardo nei Paesi della CSI variano fino a mille volte

Anna Sarmina
Scritto da Anna Sarmina
Tradotto da Mara Armenante

La piattaforma di analisi Blask ha pubblicato un rapporto sul mercato del gioco d’azzardo in 11 Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (Commonwealth of Independent States, CIS), dalla Russia al Kirghizistan. Il dato principale emerso è che il divario tra il leader regionale e il mercato più piccolo, sulla base del Competitive Earnings Benchmark (CEB), raggiunge un rapporto di 1.000 a 1.

È importante precisare che tutti i dati riportati nel rapporto si riferiscono ai marchi con licenza e a quelli offshore monitorati da Blask attraverso segnali pubblici, ma non comprendono il segmento sommerso del mercato. Le dimensioni di questa parte non visibile potrebbero essere enormi: secondo Grand View Research, il volume complessivo del gioco d’azzardo non regolamentato a livello globale ha raggiunto i 5.900 miliardi di dollari nel 2025.

Una nota sulla terminologia

Blask spiega che il Competitive Earnings Benchmark (CEB) non è un indicatore finanziario ufficiale, bensì una stima elaborata attraverso un modello che calcola quanto un mercato dovrebbe generare in base alla sua influenza, alla posizione competitiva e alla capacità di raggiungere il pubblico. Il calcolo si basa sul Brand’s Accumulated Power (BAP), ossia la quota di attenzione del mercato detenuta da un marchio, e sull’Accumulated Player Share (APS), che misura il potenziale di acquisizione di nuovi clienti.

Russia: il mercato più grande della regione

La Russia guida la classifica con un ampio margine ed è il quarto mercato mondiale per Competitive Earnings Benchmark (CEB). Il suo CEB è stimato tra 6,10 e 20,15 miliardi di dollari. Nel Paese operano 179 marchi attivi, mentre il concorrente più vicino, l’Ucraina, registra un CEB quasi cinque volte inferiore e conta circa la metà degli operatori.

CIS countries: a 1000x gap
Fonte: Blask.

Le dimensioni del mercato, tuttavia, non garantiscono un controllo completo. La Russia rimane il mercato della regione maggiormente dipendente dagli operatori offshore: secondo le stime di Blask, il 43% dei ricavi previsti continua infatti a confluire verso marchi privi di licenza. Un cambiamento ha iniziato a manifestarsi solo dalla metà del 2025, quando la chiusura del servizio di pagamento Qiwi Bank e l’introduzione di una normativa sul monitoraggio dei conti “drop” hanno limitato i canali di finanziamento a disposizione degli operatori offshore. Più recentemente è stato inoltre introdotto un meccanismo più rapido per il blocco dei domini: il Consiglio della Federazione ha ridotto da cinque a due giorni il tempo necessario per emettere un ordine di blocco di un dominio.

Il più grande marchio con licenza dell’intera regione opera anch’esso in Russia: il bookmaker Fonbet, con un Competitive Earnings Benchmark (CEB) pari a 1,92 miliardi di dollari.

Dagli operatori offshore a quelli con licenza

Quattro mercati dimostrano che un intervento mirato da parte dello Stato è più efficace che affidarsi alla scelta spontanea dei giocatori di passare agli operatori con licenza.

La Georgia è storicamente il mercato più regolamentato della CSI, con il 98% del volume delle giocate detenuto da operatori autorizzati e una crescita del 122% negli ultimi sei anni. I primi tre marchi, i bookmaker Adjarabet, Crystalbet e Crocobet, sono rimasti invariati per sei anni. La Georgia ha infatti istituito fin dall’inizio un sistema di licenze, invece di dover contrastare un mercato grigio già radicato.

Blask report: Georgia
Fonte: Blask.

La Bielorussia ha seguito un percorso diverso, ma ha ottenuto un risultato analogo: la quota del segmento con licenza è passata dal 22% nel 2021 al 95% dopo il blocco su larga scala dei marchi offshore nel 2023, con il bookmaker BET.ERA che ha colmato il vuoto lasciato dall’uscita dell’operatore Parimatch.

Anche l’Armenia, uno dei mercati più antichi della regione, dove il gioco d’azzardo è legale dal 2004, è ormai quasi interamente composto dal segmento con licenza, che rappresenta il 95% del mercato, con una crescita del 620% nell’arco di sei anni.

Il Kazakistan dimostra quanto rapidamente anche una misura di carattere tecnico possa produrre risultati: nel 2023 le autorità hanno semplificato la procedura per il blocco dei siti mirror, riducendo il tempo necessario a un solo giorno ed eliminando di fatto il segmento offshore, portando la quota del mercato con licenza al 91%. Da allora il leader del mercato è rimasto il bookmaker OlimpBet.

Legalizzazione senza licenze

Non tutte le legalizzazioni danno automaticamente vita a un mercato legale. L’Uzbekistan ha autorizzato formalmente il gioco d’azzardo online nel gennaio 2025, ma non ha ancora rilasciato neppure una licenza. Il mercato rimane quindi interamente nelle mani degli operatori offshore ed è il più frammentato della regione: 17 marchi detengono ciascuno almeno l’1% della quota di mercato. La domanda esiste, ma non ha ancora un’offerta regolamentata a cui rivolgersi.

Blask report: Uzbekistan
Fonte: Blask.

Il Kirghizistan ha legalizzato il gioco d’azzardo nel 2022, limitandolo però ai cittadini stranieri e lasciando così fuori proprio il pubblico che genera la domanda reale. Il risultato è prevedibile: l’unico marchio con licenza, il bookmaker TopBet, ha una presenza appena percettibile rispetto al trio di leader offshore formato dai bookmaker Melbet e 1xBet e dall’operatore di scommesse e casinò online 1win.

Divieti che non funzionano

L’Azerbaigian e il Tagikistan stanno seguendo una strada ancora più radicale, scegliendo il divieto totale anziché una legalizzazione parziale, ma in entrambi i casi il risultato è lo stesso. Il mercato azero è cresciuto del 235% nell’arco di sei anni nonostante il divieto in vigore sui casinò online, mentre la quota del mercato offshore non è mai scesa al di sotto del 30-40%.

Blask report: Azerbaijan
Fonte: Blask.

Il Tagikistan segue la stessa traiettoria: una crescita di sette volte in quattro anni nonostante un analogo divieto, pur restando uno dei mercati più piccoli al mondo per volume, classificandosi al 123º posto su 135 Paesi monitorati da Blask.

In entrambi i Paesi è lo stesso operatore a soddisfare la domanda: il bookmaker Parimatch, che opera attraverso partner locali (in Tagikistan il bookmaker Formula55, con i due marchi che insieme rappresentano l’86% della quota di mercato). Insieme a Uzbekistan e Kirghizistan, questi quattro mercati delineano un quadro chiaro: nella regione la domanda di gioco d’azzardo non dipende tanto dalla legislazione quanto dalla disponibilità di un’alternativa legale comoda e accessibile. Dove questa alternativa manca, gli operatori offshore diventano l’unica opzione disponibile.

Ucraina: leader in continua evoluzione

L’Ucraina è il secondo mercato più grande della regione, con un Competitive Earnings Benchmark (CEB) compreso tra 1,48 e 3,61 miliardi di dollari e 91 marchi disponibili per i giocatori.

È anche il mercato più frammentato tra quelli di maggiori dimensioni: il leader per Competitive Earnings Benchmark (CEB), l’operatore di casinò online Slotor777, detiene appena il 25,8% dell’attenzione del mercato. Questa frammentazione non è il segnale di una regolamentazione debole, bensì una conseguenza della regolamentazione stessa. Nel corso degli anni, gli ex leader, l’operatore di casinò online Pin Up e il bookmaker Parimatch, hanno infatti lasciato completamente il mercato, venendo sostituiti dalla piattaforma di scommesse sugli esports GG.BET e dal già citato Slotor777. Quando nessun marchio riesce a consolidare una posizione dominante nel lungo periodo, la concorrenza ridisegna continuamente la classifica dei leader di mercato, a vantaggio dei giocatori.

Blask report: Ukraine
Fonte: Blask.

Lasciare il mercato regolamentato, tuttavia, non significa scomparire del tutto: nell’aprile 2026 le autorità hanno scoperto una rete di casinò online illegali con un volume d’affari di 97 milioni di euro, che aveva continuato a operare anche dopo la revoca delle licenze.

La Moldova stabilisce nuovi record

La Moldova dimostra che un monopolio statale e una crescita esplosiva del mercato non sono necessariamente incompatibili, a condizione che lo Stato abbia la capacità di investire nel proprio prodotto. In cinque anni il mercato è cresciuto di quasi 40 volte, registrando un aumento del 3.870%, il dato più elevato tra gli 11 Paesi analizzati nel rapporto. L’operatore della lotteria statale Loteria Națională detiene il 68% del Competitive Earnings Benchmark (CEB), quota che sale al 91% includendo anche gli altri due marchi principali. Una combinazione di crescita così rapida e di una concentrazione tanto elevata è piuttosto rara.

Blask report: Moldova
Fonte: Blask.

Una struttura simile, seppur meno marcata, si riscontra anche in Bielorussia (con BET.ERA che detiene il 67,2%) e in Kazakistan (con OlimpBet al 56,9%). In tutti e tre i casi, il prezzo di questa elevata concentrazione è che la stabilità dell’intero mercato dipende da un unico operatore.

I dati principali del rapporto

È evidente che non esiste un unico modello di mercato del gioco d’azzardo “post-sovietico”, e non si tratta di un’anomalia statistica. È piuttosto la conseguenza diretta del fatto che Paesi con una storia comune hanno adottato, negli ultimi anni, approcci normativi profondamente diversi.

Tre dati illustrano con particolare chiarezza la complessità della regione:

  1. La Russia è il mercato più grande per volume, con dimensioni 4,8 volte superiori a quelle dell’Ucraina, ma allo stesso tempo rimane il mercato della regione più dipendente dagli operatori offshore, con il 43% dei ricavi che confluisce verso marchi privi di licenza. Le dimensioni del mercato e il livello di regolamentazione non procedono necessariamente di pari passo.
  2. La Moldova detiene il primato sia per tasso di crescita (quasi 40 volte in cinque anni) sia per concentrazione del mercato (dal 68% al 91% detenuto dai principali marchi). I dati dimostrano che questi due elementi possono coesistere perfettamente.
  3. Infine, due marchi rappresentano i principali punti di riferimento ai due estremi del mercato: il maggiore operatore offshore della regione, 1win, genera secondo Blask un fatturato stimato di 909 milioni di dollari all’anno, mentre il più grande operatore con licenza, il bookmaker Fonbet, genera circa 1,9 miliardi di dollari.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla pagina russa di SiGMA News il 6 luglio 2026.

Entra a far parte della più grande comunità mondiale dell’iGaming. Iscriviti QUI per ricevere aggiornamenti settimanali dall’autorità mondiale dell’iGaming e accedere a offerte esclusive riservate agli abbonati.

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.