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Paesi Bassi, respinto il ricorso amministrativo di Polymarket

Manfredi Bertelli
Scritto da Manfredi Bertelli

La Kansspelautoriteit (KSA), l’autorità olandese responsabile della regolamentazione e della vigilanza sul mercato del gioco d’azzardo, ha respinto il ricorso amministrativo presentato da Adventure One QSS Inc., società che opera con il marchio Polymarket, contro il provvedimento adottato dall’autorità olandese all’inizio dell’anno. Restano quindi in vigore sia l’ordine di interrompere l’offerta non autorizzata sia la decisione di rendere pubblico il procedimento.

La pronuncia del 23 giugno 2026, pubblicata dalla KSA l’8 luglio, rappresenta un nuovo sviluppo dell’ordine con cui l’autorità aveva imposto a Polymarket di interrompere l’offerta non autorizzata nei Paesi Bassi, reso noto lo scorso febbraio. Non si tratta, però, ancora di una sentenza di un tribunale e la decisione arriva al termine della fase di opposizione interna dinanzi alla stessa autorità di regolamentazione.

Per la KSA i prediction market sono gioco d’azzardo

Nel provvedimento, il regolatore olandese ha ribadito che i mercati previsionali di Polymarket rientrano nella definizione di gioco d’azzardo prevista dalla legge olandese. Gli utenti possono infatti impegnare denaro sull’esito di eventi futuri sui quali non sono in grado di esercitare un’influenza determinante, con la possibilità di ottenere un ritorno economico.

La KSA ha inoltre osservato che il fatto che gli utenti operino tra loro, anziché contro un banco, non è sufficiente a escludere l’applicazione della normativa sul gioco. Anche il ruolo, apparentemente limitato o tecnico, del gestore non elimina, secondo il regolatore, la responsabilità di mettere a disposizione l’infrastruttura attraverso la quale si può partecipare.

L’autorità ha inoltre distinto le scommesse sportive, che nei Paesi Bassi possono essere offerte dagli operatori autorizzati, dalle puntate su eventi non sportivi. Queste ultime comprendono, ad esempio, previsioni su risultati politici o su altri avvenimenti futuri e non possono essere proposte in conformità con una normale licenza olandese per il gioco a distanza.

Confermato l’ordine emesso a gennaio

Il caso ha origine dal provvedimento del 20 gennaio 2026, con cui la KSA ha imposto ad Adventure One un last onder dwangsom, cioè un ordine amministrativo accompagnato da una penalità economica in caso di mancato rispetto. Nella decisione adottata il 23 giugno 2026 e successivamente pubblicata dalla KSA, l’autorità ha confermato la validità del provvedimento e respinto le principali contestazioni presentate dalla società.

Secondo la KSA, Polymarket consentiva agli utenti nei Paesi Bassi di partecipare a giochi e scommesse online senza l’autorizzazione prevista dalla legislazione nazionale. Il provvedimento è stato pubblicato il 17 febbraio 2026, giorno in cui è scaduto anche il termine concesso alla società per interrompere l’attività contestata.

Il 18 febbraio, il regolatore olandese ha effettuato un nuovo controllo e ha concluso che la violazione non fosse stata del tutto eliminata. Adventure One ha quindi presentato opposizione nei primi giorni di marzo, chiedendo l’annullamento dell’ordine e della relativa decisione di pubblicazione.

Separatamente, la KSA ha accertato la maturazione di una penalità pari a 420.000 euro. La somma deriva dal mancato rispetto, nei tempi previsti, dell’ordine amministrativo emesso a gennaio. Non si tratta quindi di una nuova multa autonoma, ma dell’importo maturato in base al meccanismo previsto dal last onder dwangsom. Il 19 maggio l’autorità ha adottato una specifica decisione per procedere alla riscossione della somma.

La posizione di Polymarket

Nel ricorso, Adventure One ha contestato diversi elementi del provvedimento. La società ha sostenuto che Polymarket non dovrebbe essere considerato un tradizionale operatore di gioco, poiché la piattaforma consente agli utenti di acquistare e vendere posizioni sull’esito di eventi futuri tramite un protocollo basato sulla blockchain.

Secondo questa interpretazione, Polymarket agirebbe principalmente come interfaccia tecnica, senza giocare direttamente contro gli utenti, né stabilire le quote né gestire un montepremi centrale. La società ha inoltre contestato che il servizio fosse rivolto al mercato olandese e ha messo in discussione la propria responsabilità diretta per l’attività svolta tramite la piattaforma.

La KSA non ha accolto queste argomentazioni. Per l’autorità, né il modo in cui il servizio è strutturato né la tecnologia impiegata modificano la natura dell’attività offerta agli utenti.

Possibilità di un ulteriore ricorso

La KSA ha dichiarato infondate le contestazioni contro l’ordine del 20 gennaio e contro la sua pubblicazione, confermando entrambi i provvedimenti. L’opposizione alla comunicazione della maturazione della penalità è stata invece dichiarata inammissibile. L’autorità ha inoltre respinto la richiesta di rimborso delle spese sostenute da Adventure One.

La vicenda, però, non è necessariamente conclusa. La società può ancora impugnare la decisione dinanzi al tribunale amministrativo competente entro sei settimane dalla comunicazione della decisione. L’eventuale ricorso giudiziario non sospenderebbe automaticamente l’efficacia del provvedimento, che resta quindi valido, salvo diversa decisione del giudice.

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