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La Spagna introduce un limite unico ai depositi per il gioco online su tutti gli operatori

Caro Vallejo
Scritto da Caro Vallejo
Tradotto da Mara Armenante

Martedì il Consiglio dei ministri ha approvato un sistema di limiti di deposito condivisi per il gioco online in Spagna. Per la prima volta, il tetto ai depositi sarà calcolato per singola persona e non più per singolo operatore, sommando quindi i depositi effettuati su tutte le piattaforme autorizzate.

La DGOJ segnala che un terzo dei giocatori online in Spagna utilizza più operatori, aumentando il rischio

Per anni il sistema dei limiti di deposito in Spagna ha funzionato fissando i massimali per ciascun operatore in modo indipendente, senza sapere, né poter sapere, quanto la stessa persona stesse depositando sulle altre piattaforme presso cui possedeva un conto. Il risultato era prevedibile: chi desiderava distribuire la propria attività di gioco tra più operatori poteva moltiplicare la propria esposizione effettiva senza violare formalmente alcuna norma. Il limite esisteva sulla carta; nella pratica, dipendeva dal numero di conti aperti.

Dopo aver analizzato i dati del mercato per diversi mesi, la Direzione generale per la regolamentazione del gioco (DGOJ), l’autorità di regolamentazione del gioco in Spagna, ha rilevato che circa il 31% dei giocatori online utilizza contemporaneamente più operatori. Si tratta di una quota sufficientemente ampia da far sì che le carenze del sistema precedente non rappresentino più un problema puramente teorico, ma una criticità concreta e misurabile, con conseguenze reali sui comportamenti di gioco a rischio che la normativa mira a prevenire.

Cosa cambia e quali limiti introduce il decreto

In sostanza, il Regio Decreto introduce un unico sistema di monitoraggio dei depositi per ciascun giocatore, che aggrega tutti i depositi effettuati presso gli operatori con cui è registrato, indipendentemente dal loro numero. I limiti fissati dal provvedimento sono pari a 700 euro al giorno, 1.750 euro alla settimana e 3.300 euro nell’arco di quattro settimane e saranno applicati automaticamente a chiunque giochi nel mercato regolamentato spagnolo. Chi desidera modificarli o rimuoverli potrà farlo, ma attraverso una procedura specifica che, come ha spiegato l’autorità di regolamentazione, prevede ulteriori garanzie, tra cui informazioni sui rischi associati al gioco d’azzardo. L’obiettivo è fare in modo che la modifica dei limiti non sia una semplice operazione eseguibile con un clic, ma una scelta consapevole.

La proposta è arrivata al Consiglio dei ministri attraverso il Ministero dei Diritti Sociali, dei Consumatori e dell’Agenda 2030, il cui ministro, Pablo Bustinduy, aveva individuato nella tutela dei giocatori una delle priorità normative dell’attuale legislatura. La Direzione generale per la regolamentazione del gioco (DGOJ) sarà responsabile della gestione del sistema e dovrà sviluppare uno strumento tecnologico in grado di coordinare in tempo reale le informazioni necessarie per verificare il rispetto dei limiti in ogni momento e contemporaneamente presso tutti gli operatori.

Un sistema coordinato senza scambio diretto di dati tra gli operatori

Uno degli aspetti più rilevanti dell’architettura tecnica della misura, esplicitamente evidenziato anche dall’autorità di regolamentazione, è che il coordinamento non si basa su uno scambio diretto di informazioni tra gli operatori, ma è centralizzato presso la Direzione generale per la regolamentazione del gioco (DGOJ), che fungerà da unico nodo di verifica. La decisione di centralizzare il sistema presso la DGOJ non è soltanto una scelta tecnica, ma anche politica. L’alternativa, ossia consentire agli operatori di condividere dati tra loro, avrebbe aperto un dibattito sulla tutela della privacy che nessun governo desidera affrontare mentre introduce nuove norme a protezione dei giocatori. Centralizzando questa funzione presso l’autorità di regolamentazione, il decreto punta a evitare tale problema prima ancora che si presenti, anche se il successo dell’iniziativa dipenderà in larga misura dall’affidabilità dello strumento tecnologico che la DGOJ deve ancora sviluppare.

Le questioni ancora aperte dopo la conclusione dell’iter istituzionale

Il decreto è stato approvato e il quadro normativo è ormai definito. Tuttavia, la questione più interessante non è quella che ha già trovato una risposta, bensì quella che rimane ancora aperta.

Quando diventerà operativo il sistema tecnologico della DGOJ, rendendo possibile il controllo in tempo reale? E cosa accadrà nel periodo di transizione tra l’entrata in vigore della normativa e il momento in cui l’infrastruttura sarà pronta a verificare, senza margini di errore, il rispetto dei limiti complessivi applicati ai diversi operatori?

L’autorità di regolamentazione ha annunciato lo strumento, ma non ha ancora indicato una data per la messa in funzione dell’infrastruttura necessaria a renderlo operativo. È proprio nello spazio tra l’approvazione della norma e l’effettiva implementazione della tecnologia che si capirà se questo decreto cambierà concretamente qualcosa per chi gioca contemporaneamente su più piattaforme, oppure se, almeno per il momento, avrà modificato soltanto il testo della legge.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla pagina spagnola di SiGMA News il 24 giugno 2026.

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