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La UK Gambling Commission investe 26 milioni per combattere il gioco illegale in Gran Bretagna

Anna Sarmina
Scritto da Anna Sarmina
Tradotto da Mara Armenante

La Commissione per il Gioco d’Azzardo del Regno Unito (UKGC) ha illustrato per la prima volta in dettaglio come intende utilizzare i 26 milioni di sterline (29,9 milioni di euro) aggiuntivi stanziati dal governo per contrastare il mercato non autorizzato. Tim Miller, Direttore Esecutivo della Ricerca e delle Politiche della UKGC, ha spiegato i piani nel podcast iGaming Daily di SBC News, confermando che i fondi saranno destinati a tre aree: personale, tecnologia e cooperazione internazionale.

La Commissione ha ricevuto il finanziamento nell’ambito del bilancio di novembre del Regno Unito. Contestualmente, il governo ha istituito la Taskforce sul Gioco d’Azzardo Illegale, creata con il coinvolgimento del Ministro per il Gioco d’Azzardo. Le dimensioni del problema che la taskforce è chiamata ad affrontare si misurano in miliardi di sterline: SiGMA News ha riportato in precedenza che il mercato illegale britannico si avvicina ai 21 miliardi di dollari, citando dati di H2 Gambling Capital che mostrano un’espansione triplicata del segmento non autorizzato dal 2019.

Riguardo il mercato nero

Parlando dei rischi legati al gioco illegale, Miller ha sottolineato che la UKGC non dispone (e non può disporre) di una cifra precisa per stimare le dimensioni del mercato non autorizzato. Affidarsi a una sola fonte di dati, che si tratti di traffico web, flussi finanziari o numero di siti attivi, produce un quadro distorto. Per avvicinarsi a una stima accurata è necessario analizzare più insiemi di dati, incluse le motivazioni dei consumatori. Questa posizione è coerente con quanto già pubblicato dalla Commissione, secondo cui un calcolo preciso non è possibile.

Perché, dunque, i giocatori migrano verso il settore illegale? Miller ha individuato diverse ragioni:

  • Curiosità, alimentata in parte dalle discussioni sul mercato nero
  • Presa di mira intenzionale di giocatori vulnerabili o autoesclusi
  • Esposizione accidentale a siti non autorizzati
  • Restrizioni imposte dagli operatori autorizzati ai giocatori vincenti

«Sappiamo dalle ricerche che alcune persone si rivolgono al mercato nero perché hanno affrontato restrizioni da parte degli operatori autorizzati semplicemente per il fatto di essere state vincenti.»

Applicazione reattiva e nuovi poteri

Miller ha riconosciuto che l’attuale approccio al blocco dei siti è in gran parte reattivo.

«L’azione di enforcement è un lavoro senza fine: ogni sito che chiudiamo ne fa spuntare subito un altro.»

Ha aggiunto che nei prossimi mesi la UKGC acquisirà uno strumento aggiuntivo: il potere di richiedere ai tribunali ordini che impongano ai fornitori di servizi internet di bloccare i domini a livello di rete. Ha però chiarito che non si tratterà di una soluzione definitiva.

Miller ha inoltre osservato che l’attuale quadro normativo del Regno Unito, il Gambling Act 2005, continua a resistere alle nuove sfide. A differenza degli Stati Uniti, dove lo status legale dei mercati predittivi è ancora oggetto di dibattito, la situazione in Gran Bretagna è, come ha detto lui stesso, «abbastanza chiara e netta».

Come saranno utilizzati i fondi

Il governo ha messo a disposizione della Commissione per il Gioco d’Azzardo del Regno Unito (UKGC) quasi 30 milioni di euro per rafforzare l’azione contro il segmento non autorizzato. Miller aveva già osservato che l’investimento è giustificato: tra il 2025 e il 2026, la Commissione ha emesso 741 ordini di cessazione delle attività, segnalato quasi 400.000 link per revisione e bloccato oltre 1.000 siti.

Per quanto riguarda il personale, Miller ha confermato che un gruppo di nuovi dipendenti si è unito al team della UKGC dedicato al mercato illegale negli ultimi dieci giorni, consentendo alla Commissione di emettere più ordini di cessazione e di chiudere un numero maggiore di siti. La Commissione sta inoltre reclutando per un nuovo ruolo creato appositamente, quello di Responsabile dei Mercati Illegali, pensato per coordinare questo lavoro.

La seconda area riguarda la tecnologia per individuare, identificare e rimuovere i siti non autorizzati. Miller non ha voluto entrare nei dettagli, per non rivelare tattiche a chi opera al di fuori della legge. La terza area è la cooperazione internazionale: un paio di settimane prima dell’intervista, Miller ha partecipato a un incontro a Sofia, in Bulgaria, con oltre cento regolatori europei. La UKGC presiede inoltre il comitato competente all’interno dell’Associazione Internazionale dei Regolatori del Gioco (IAGR), che riunisce autorità di regolamentazione di tutti i continenti.

I giganti tecnologici sotto accusa

Nel podcast, Miller è stato molto critico nei confronti di piattaforme tecnologiche come Meta, che ritiene responsabili di consentire agli operatori non autorizzati di pubblicizzare i propri servizi sui social media. Ha sostenuto che la mancata azione proattiva di queste piattaforme compromette l’efficacia del sistema di autoesclusione GamStop, poiché gli annunci degli operatori illegali continuano a raggiungere giocatori che si sono autoesclusi.

«I miliardari della tecnologia competono per essere i primi a mandare un uomo su Marte, eppure sostengono di non essere in grado di impedire la comparsa di annunci illegali sulle loro piattaforme. È semplicemente assurdo.»

Allo stesso tempo, Miller ha riconosciuto che perseguire un’azienda come Meta sulla base della normativa sul gioco d’azzardo porterebbe probabilmente a una sconfitta per la UKGC. Data la disparità di risorse, i 26 milioni di sterline aggiuntivi, come ha detto lui stesso, “sparirebbero in due settimane”.

Il secondo mercato più grande al mondo

Secondo i dati della piattaforma di analisi Blask, al 22 giugno 2026 il Regno Unito è il secondo mercato mondiale per dimensioni, dietro solo agli Stati Uniti. Il Competitive Earnings Benchmark (CEB) si attesta a 12,29 miliardi di dollari su 355 brand monitorati.

Fonte: Blask.

L’interesse di mercato per il segmento britannico, misurato dal Blask Index, è cresciuto dell’11,58% su base annua. Questo è il mercato regolamentato e competitivo che Miller indica come principale arma contro il mercato nero. All’interno del segmento autorizzato, i casinò online hanno registrato un aumento del 14,03% nel Blask Index nell’ultimo mese, mentre l’interesse per i mercati predittivi, pur rimanendo di dimensioni complessive modeste, è cresciuto del 12,11% mese su mese.

Fonte: Blask.

I dati del sondaggio Blask rivelano anche i canali attraverso cui il pubblico britannico entra in contatto con la pubblicità di gioco d’azzardo: i social media rappresentano il 40%, YouTube il 35%, molto avanti rispetto alla televisione tradizionale, ferma al 20%. È proprio l’inazione di queste piattaforme che Miller denuncia.

Fonte: Blask.

Concludendo l’intervista, Miller ha collegato la sfida del mercato illegale alle criptovalute. Secondo i dati della Commissione, le crypto restano il secondo termine di ricerca più comune associato ai giocatori che si spostano verso il mercato nero. Per il momento, la UKGC attende che la Financial Conduct Authority (FCA) definisca il proprio approccio alla regolamentazione delle criptovalute, prima di valutare se gli operatori autorizzati debbano poter accettare depositi in crypto.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla pagina russa di SiGMA News il 22 giugno 2026.

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