All’ICE Barcelona di quest’anno, gran parte della conversazione ruotava attorno alla crescita. Nuovi mercati, nuove tecnologie e nuove opportunità continuano a dominare i palchi dei panel e gli spazi espositivi. Eppure, dietro l’ottimismo, un dibattito più silenzioso sta prendendo forma all’interno del settore: quanto può essere sostenibile la crescita quando regolamentazione, tassazione e pressioni in materia di conformità continuano a intensificarsi?
Per Lee Hills, Amministratore Delegato di Solutions Hub, questa domanda non è teorica. Avendo trascorso la maggior parte della sua carriera nel settore dei servizi corporate e della regolamentazione del gioco, Hills ha assistito a molteplici cicli regolatori in diverse giurisdizioni. La sua prospettiva è modellata meno dall’ideologia e più dal riconoscimento dei pattern ricorrenti.
«Se vuoi prevedere il futuro, devi guardare al passato», ha dichiarato durante la sua intervista esclusiva con SiGMA News all’ICE di quest’anno.
Il primo ingresso di Hills nell’iGaming è avvenuto a soli 23 anni. Ciò che catturò il suo interesse non fu tanto il prodotto in sé, quanto la complessità regolatoria che lo sosteneva. Quella fascinazione lo portò infine a fondare Solutions Hub nel 2016, un’azienda costruita attorno a licenze, conformità e strategie regolatorie nei settori gaming e fintech.
Nel corso degli anni, questa esperienza gli ha offerto un punto di osservazione privilegiato su come la regolamentazione si evolva quando un’industria cresce rapidamente.
Quando regolamentazione e enforcement smettono di procedere insieme
Hills traccia un parallelo tra i modelli storici di proibizionismo e ciò che definisce come una “proibizione per logoramento” nei mercati di gioco maturi come il Regno Unito. L’espressione non suggerisce una punizione intenzionale, bensì l’effetto cumulativo di una serie di cambiamenti normativi introdotti in un breve arco di tempo.
«Non c’è nessuno seduto lì a dire penalizziamo gli operatori perché hanno fatto qualcosa di sbagliato», ha spiegato. «Ma quando restrizioni pubblicitarie, aumenti fiscali e obblighi di conformità si sovrappongono tutti insieme, la realtà commerciale diventa molto difficile.»
Il nodo centrale, sostiene Hills, non è la tassazione in sé, ma la concorrenza impari.
«Se tutti fossero sullo stesso piano, andrebbe bene», ha detto. «Ma non è così.»
Gli operatori autorizzati affrontano costi crescenti e restrizioni più rigide, mentre concorrenti non autorizzati o soggetti a regolamentazioni minime operano senza gli stessi ostacoli. In un ambiente digitale con pochi confini geografici, questo squilibrio diventa sempre più evidente agli occhi dei giocatori.
Senza un enforcement efficace contro chi opera al di fuori dei quadri regolamentati, Hills ritiene che gli obiettivi di tutela del consumatore possano essere indeboliti invece che rafforzati.
«Stai cercando di competere con persone con cui semplicemente non puoi competere», ha affermato. «E ciò che peggiora la situazione è che i giocatori si stanno già muovendo nella loro direzione.»
La realtà dietro l’ambizione dei mercati emergenti
Mantenendo il futuro dell’iGaming al centro dell’attenzione, mentre i mercati emergenti vengono spesso presentati come il prossimo motore di crescita del settore, Hills invita alla cautela contro analisi superficiali.
Dati demografici come la dimensione della popolazione o la diffusione degli smartphone possono apparire molto promettenti sulla carta, ma raramente raccontano l’intera storia.
«Conosci davvero quella giurisdizione oltre qualche ricerca su Google?» ha chiesto. «Comprendi il comportamento dei giocatori, i sistemi di pagamento, i metodi di acquisizione e quanto sia realmente stabile l’orizzonte regolatorio?»
Usando il Brasile come esempio, Hills ha osservato che molti operatori si sono lanciati nel mercato basandosi su proiezioni ottimistiche, per poi scoprire che la redditività era molto più complessa del previsto.
La conoscenza locale, ha sostenuto, sta diventando sempre più essenziale. I grandi marchi globali possono ancora avere un ruolo, ma il successo futuro tenderà a premiare gli operatori capaci di gestire modelli efficienti e localizzati, piuttosto che approcci globali uniformi.
Perché la stabilità regolamentata sta tornando centrale
Con l’inasprirsi della vigilanza regolatoria a livello globale, Hills osserva un crescente allontanamento dai modelli dotcom generalisti, a favore di basi di ricavo più stabili e regolamentate a livello locale.
«C’è molto pensiero a breve termine in questo momento», ha affermato. «Spostarsi da qualche parte solo perché la regolamentazione è più leggera non crea valore nel lungo periodo.»
Dal suo punto di vista, i mercati regolamentati con quadri normativi più chiari offrono una maggiore sostenibilità, anche se i ricavi complessivi possono sembrare più contenuti. Questa logica ha influenzato la decisione di Solutions Hub di stabilire una presenza fisica in Irlanda.
«Volevamo dimostrare impegno», ha spiegato Hills. «Non solo aggiungere un’altra offerta di licenze, ma essere realmente presenti sul territorio.»
Una definizione più silenziosa di successo
A differenza di molte aziende del settore, Solutions Hub non è sostenuta da venture capital o fondi di private equity. Per Hills, questa indipendenza permette di adottare una definizione diversa di successo.
«Non abbiamo bisogno di una crescita esplosiva», ha affermato. «Abbiamo solo bisogno di essere costanti.»
Quella costanza, secondo lui, deriva dall’investire in persone con una reale esperienza regolatoria, inclusi ex regolatori e specialisti operativi della conformità, invece di inseguire la crescita di scala fine a sé stessa.
In un settore spesso guidato dalla velocità e dall’espansione, si tratta di un approccio volutamente misurato. Eppure, mentre la complessità regolatoria continua ad aumentare in tutto il mondo, quella visione di lungo periodo potrebbe diventare uno degli asset più preziosi del comparto.
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