Questa settimana tre istituzioni peruviane hanno concentrato la propria attenzione sullo stesso settore, pur agendo in modo indipendente. L’Istituto Nazionale per la Difesa della Concorrenza e la Tutela della Proprietà Intellettuale (Indecopi) ha avviato indagini sugli influencer che promuovono le scommesse senza avvertire dei rischi connessi. Il Congresso della Repubblica del Perù ha invece raccolto le firme necessarie per impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’imposta applicata al settore. Nel frattempo, il Ministero del Commercio Estero e del Turismo (Mincetur) ha disposto la chiusura di quattro locali clandestini nella provincia di Huaura, alcuni dei quali ospitavano apparecchi destinati ai minori. In Perù, un controllo più rigoroso sulla pubblicità, il contenzioso in corso sulla tassazione e le nuove chiusure di attività illegali stanno spingendo il settore delle scommesse nella stessa direzione: costi più elevati, maggiori rischi e una minore diffusione del mercato regolamentato.
Le 13 indagini avviate da Indecopi sulla pubblicità delle scommesse
L‘Istituto Nazionale per la Difesa della Concorrenza e la Tutela della Proprietà Intellettuale (Indecopi) non è normalmente associato al settore delle scommesse sportive. Si tratta infatti di un’autorità più nota per la tutela dei consumatori, spesso impegnata in casi riguardanti prodotti domestici difettosi. Tuttavia, da marzo di quest’anno, la Segreteria Tecnica della Commissione per la Vigilanza sulla Concorrenza Sleale ha aperto 13 indagini preliminari sulla pubblicità delle piattaforme di scommesse diffusa tramite influencer sui social media, come confermato dalla stessa autorità.
Il problema non riguarda il fatto che i creatori di contenuti o gli influencer parlino di scommesse, bensì il modo in cui lo fanno. La Legge sulla Repressione della Concorrenza Sleale del Perù impone che tutti i contenuti pubblicitari siano chiaramente identificabili come tali e non vengano presentati come opinioni personali o esperienze vissute. La Legge 31557, che disciplina il gioco d’azzardo a distanza e le scommesse sportive nel Paese, va oltre, imponendo che tutta la pubblicità del settore riporti un’avvertenza ben visibile sui rischi della dipendenza dal gioco, con caratteri chiaramente leggibili e non in caratteri minuscoli. Il mancato rispetto di tali obblighi può comportare sanzioni amministrative fino a 700 Unità di Imposizione Tributaria (UIT), pari a 3.850.000 sol (circa 1 milione di dollari).
I Campionati Mondiali di calcio sembrano aver amplificato il fenomeno. Con 104 partite disputate nell’arco di 39 giorni e milioni di peruviani che seguono il torneo, la domanda di scommesse sportive è aumentata sensibilmente, così come il volume dei contenuti pubblicitari che circolano senza rispettare i requisiti previsti dalla legge.
Le contestazioni fiscali degli operatori autorizzati in Perù
Mentre Indecopi prende di mira chi omette di inserire gli avvisi sui rischi del gioco, gli operatori autorizzati sono impegnati in una controversia distinta riguardante il regime fiscale, che a loro giudizio sta erodendo i margini di profitto.
Il quotidiano La República ha riferito il 22 giugno che la Giuria Elettorale Nazionale ha certificato la validità delle 5.000 firme raccolte dagli operatori delle scommesse sportive e del gioco d’azzardo a distanza. Questo risultato è stato sufficiente per presentare un ricorso di legittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale contro l’Imposta Selettiva sui Consumi introdotta dal Decreto Legislativo 1644, approvato durante il governo della presidente Dina Boluarte. Gli operatori sostengono che tale imposta non presenti gli elementi essenziali richiesti dalla Costituzione.
Sono soprattutto i numeri alla base di questo ricorso a preoccupare gli operatori. Le piattaforme versano un’imposta sul gioco del 12%, a cui si aggiunge un’Imposta Selettiva sui Consumi dell’1% applicata su ogni scommessa. Secondo le analisi di esperti citate da La República, in alcuni casi il carico fiscale effettivo può arrivare a sfiorare il 50% dei ricavi lordi, ancora prima di considerare i costi per il personale, la tecnologia o le infrastrutture.
Secondo i dati ufficiali del settore riportati dal quotidiano, tra il 2025 e il 2026 ben 40 operatori hanno abbandonato il mercato regolamentato peruviano e 1.500 punti scommesse hanno chiuso. Nel 2024 erano 18 le società di scommesse che sponsorizzavano club calcistici; oggi ne restano soltanto cinque. Gli operatori sostengono che, quando il mercato regolamentato diventa economicamente insostenibile, i consumatori finiscono inevitabilmente per rivolgersi ad alternative non regolamentate.
Cosa ha scoperto Mincetur a Huaura
La destinazione di questi utenti non è sempre rappresentata da piattaforme online. In alcuni casi si tratta di operatori stranieri che operano senza licenza; in altri, di locali clandestini che ospitano apparecchi da gioco non autorizzati.
Il 17 giugno il Ministero del Commercio Estero e del Turismo (Mincetur) del Perù ha disposto la chiusura di quattro attività illegali nella provincia di Huaura, nella regione di Lima, nel corso di un’operazione descritta dal quotidiano ufficiale El Peruano.
L’operazione, condotta con il supporto della Polizia Nazionale, ha portato all’individuazione di 26 postazioni informatiche utilizzate per gestire scommesse sportive online non autorizzate, 11 slot machine in funzione illegalmente e, nel distretto di Huaura, 18 apparecchi destinati ai minori, una violazione specifica che, secondo la legislazione peruviana, costituisce un reato aggravato.
El Peruano ha riferito che questi interventi non rappresentano episodi isolati, ma fanno parte di una strategia nazionale di contrasto in corso ormai da diversi mesi. Dall’inizio dell’anno, Mincetur ha chiuso 12 locali di scommesse illegali e cinque sale clandestine di slot machine in varie regioni del Paese. Chi organizza o promuove queste attività rischia pene detentive da uno a quattro anni, oltre a sanzioni economiche e amministrative.
Il settore del gioco in Perù si trova davanti a un momento decisivo sul piano normativo
Il settore del gioco in Perù si trova ora ad affrontare tre sfide che si sovrappongono. Indecopi sta indagando sugli influencer, il Congresso della Repubblica del Perù sta discutendo la legittimità costituzionale dell’imposta sul settore e Mincetur continua a chiudere locali nelle province dove per anni i controlli sono stati pressoché assenti. Tre istituzioni, tre agende differenti e un unico mercato al centro della situazione. In Perù il settore delle scommesse non si trova di fronte a una sola riforma, ma a tre pressioni simultanee: reputazionale, fiscale e operativa. Tutte stanno producendo lo stesso effetto, spingendo il mercato sempre più lontano dal circuito regolamentato.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla pagina in lingua spagnola di SiGMA News il 24 giugno 2026.
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