Il blocco di Polymarket in Romania rimane operativo. Un tribunale romeno ha respinto la richiesta con cui la piattaforma di prediction market puntava a sospendere il provvedimento dell’Autorità nazionale per il gioco d’azzardo, l’ONJN, che l’aveva inserita nella lista degli operatori privi di licenza.
La decisione, annunciata dal presidente dell’autorità Vlad-Cristian Soare, non chiude necessariamente il contenzioso sul merito. Tuttavia, per il momento impedisce alla piattaforma di neutralizzare gli effetti della misura adottata dal regolatore e rafforza la posizione di chi, in Europa, considera i contratti sugli eventi una forma di scommessa soggetta alle norme nazionali sul gioco.
Per il settore, la posta in gioco supera i confini della Romania. Il punto è stabilire se un prodotto possa sottrarsi alla disciplina del gambling semplicemente perché utilizza la blockchain, stablecoin, prezzi variabili e un’interfaccia simile a quella di una piattaforma finanziaria.
Il provvedimento adottato dall’ONJN
Il Comitato di supervisione dell’ONJN ha deciso di inserire Polymarket nella lista nera degli operatori non autorizzati il 29 ottobre 2025. Il provvedimento è stato comunicato pubblicamente il giorno successivo e trasmesso ai fornitori di servizi internet affinché limitassero l’accesso alla piattaforma dal territorio romeno.
Secondo l’autorità, Polymarket non si limita a raccogliere e rappresentare opinioni sulle probabilità che un determinato evento si verifichi. Gli utenti rischiano denaro su un esito futuro, acquistando posizioni contrarie a quelle degli altri partecipanti. La piattaforma gestisce il mercato e la successiva risoluzione dei contratti.
È su questa struttura economica, più che sulla tecnologia impiegata, che l’ONJN fonda la propria classificazione. L’autorità sostiene che siano presenti gli elementi tipici di una scommessa in contropartita: una puntata, un evento futuro incerto, la prospettiva di una vincita e altri utenti che assumono la posizione opposta.
“La decisione non ha a che fare con la tecnologia, ma con la legge”, aveva dichiarato Soare al momento dell’inserimento nella blacklist. Nella lettura del regolatore, utilizzare criptovalute o token non trasforma automaticamente una scommessa in un investimento.
Il peso delle elezioni romene
L’intervento dell’ONJN è arrivato dopo una forte crescita dell’attività registrata durante le consultazioni elettorali in Romania.
I dati pubblici richiamati dall’autorità indicavano un volume complessivo superiore a 600 milioni di dollari per i mercati collegati alle elezioni presidenziali romene. Le previsioni relative alle elezioni locali di Bucarest avevano invece superato i 15 milioni di dollari.
Il volume negoziato non coincide con la quantità di denaro depositata una sola volta dagli utenti. Lo stesso capitale può essere utilizzato in più transazioni, mentre una posizione può passare da un partecipante all’altro prima della risoluzione dell’evento. La cifra resta comunque indicativa della capacità della piattaforma di convogliare interesse e liquidità attorno a una consultazione politica nazionale.
Per l’ONJN, questa dimensione rendeva difficile considerare Polymarket un semplice strumento informativo. La piattaforma stava soddisfacendo una domanda economicamente comparabile a quella intercettata dai prodotti di betting, ma senza una licenza romena e senza essere integrata nel sistema nazionale di vigilanza.
Perché la richiesta di sospensione era rilevante
Soare ha presentato il rigetto della richiesta di sospensione come una prima vittoria dell’autorità. Secondo il presidente dell’ONJN, consentire a Polymarket di operare, qualificandosi come piattaforma di trading, avrebbe potuto creare un precedente utilizzabile anche da altri operatori.
Il timore del regolatore è che prodotti sostanzialmente assimilabili alle scommesse vengano riprogettati e presentati come mercati previsionali per eludere gli obblighi applicati al gioco regolamentato.
In Romania questi obblighi comprendono, tra gli altri, il possesso di una licenza, il pagamento delle imposte di settore, l’identificazione dei clienti, le verifiche antiriciclaggio, i sistemi di autoesclusione e la trasmissione di informazioni alle autorità competenti. A questi si aggiungono le regole sulla pubblicità e sulla tutela dei giocatori.
La disputa riguarda quindi la tenuta del perimetro regolatorio. Se due prodotti svolgono una funzione economica simile, ma soltanto uno sostiene i costi fiscali e di compliance previsti per gli operatori autorizzati, si crea una differenza competitiva difficile da giustificare.
Trading o scommessa: il nodo della classificazione
Polymarket utilizza un modello in cui i partecipanti acquistano e vendono posizioni collegate al verificarsi di un evento. Il prezzo rappresenta la probabilità che il mercato attribuisce a un determinato risultato e varia in base agli ordini degli utenti.
Una posizione può essere ceduta prima della conclusione dell’evento. Questo elemento avvicina il prodotto, almeno nella forma, a uno strumento negoziabile e lo distingue dalla tradizionale scommessa a quota fissa.
Non basta, però, a risolvere il problema giuridico. Per l’ONJN, il punto centrale rimane la dipendenza del pagamento finale da un risultato futuro incerto. La presenza di una negoziazione intermedia non cancella la natura dell’evento sottostante né il rischio assunto dall’utente.
La strategia comunicativa ha, a sua volta, un peso. Definire gli utenti “trader” e l’attività “previsione” può avvicinare il prodotto al mondo degli investimenti e ridurne l’associazione al gioco d’azzardo. Questa rappresentazione può favorire l’acquisizione di clienti che non si riconoscono nel pubblico tradizionale delle scommesse.
Per il regolatore romeno, tuttavia, la denominazione commerciale non può prevalere sul funzionamento concreto del servizio.
La pressione regolatoria si allarga in Europa
La Romania si inserisce in un fronte europeo sempre più esteso.
In Francia, l’Autorité nationale des jeux ha esaminato Polymarket nel novembre 2024, ritenendo che i servizi offerti potessero essere qualificati come gioco non autorizzato. Dopo l’intervento dell’ANJ, il gestore ha introdotto un sistema di geoblocking che impedisce agli utenti francesi di effettuare operazioni.
In Spagna, la Dirección General de Ordenación del Juego ha aperto, nel maggio 2026, procedimenti sanzionatori nei confronti di Polymarket e Kalshi. Il regolatore ha inoltre disposto, in via cautelare, il blocco nazionale dei rispettivi siti, sostenendo che i mercati previsionali su eventi futuri incerti rientrino nell’attività di gioco e richiedano un’autorizzazione amministrativa.
Anche l’Italia ha nuovamente incluso polymarket.com nell’elenco aggiornato a luglio 2026 dei siti soggetti a inibizione. Il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli impone ai provider di impedire l’accesso al dominio, considerato riconducibile a un’offerta di gioco priva delle autorizzazioni necessarie per operare sul mercato nazionale.
Le decisioni non derivano da una disciplina europea unica sui prediction market. Sono le singole autorità nazionali ad applicare le rispettive definizioni di gioco, di scommessa e di servizio finanziario. Il risultato è una convergenza nell’enforcement, ma non ancora un quadro regolatorio armonizzato.
Le conseguenze per operatori e partner commerciali
Per gli operatori di gioco autorizzati, la linea romena rafforza il principio secondo cui prodotti economicamente equivalenti dovrebbero essere sottoposti a obblighi comparabili.
Una piattaforma che raccoglie denaro sugli sport, sulla politica o su altri eventi entra infatti in concorrenza con i bookmaker anche quando utilizza un’infrastruttura diversa. Se non sostiene costi di licenza, imposte specifiche e investimenti nel responsible gambling, il confronto competitivo rischia di diventare asimmetrico.
L’esposizione non riguarda soltanto Polymarket. Affiliati, società sportive, media, fornitori di dati e prestatori di servizi di pagamento devono valutare con attenzione la posizione regolamentare della piattaforma in ciascuna giurisdizione. Un accordo commerciale ammesso in un mercato può rivelarsi problematico in un altro. Sponsorizzazioni, campagne digitali e integrazioni editoriali possono essere considerate forme di promozione di gioco non autorizzato quando raggiungono utenti residenti in Paesi che hanno vietato il servizio.
La verifica non può quindi limitarsi alla sola reputazione globale del marchio. Deve riguardare la specifica entità contrattuale, il prodotto promosso, la licenza posseduta e il territorio in cui il messaggio viene diffuso.
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