L’ex sindaco di Chicago ed ex Ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone, Rahm Emanuel (raffigurato nell’immagine in evidenza), ha proposto una tassa federale del 10% sul gioco online e sui prediction market, con l’obiettivo di generare entrate significative per gli investimenti nazionali, secondo quanto riportato da Bloomberg. La proposta applicherebbe la tassa al totale delle puntate effettuate sulle piattaforme autorizzate (incluse scommesse sportive, casinò online e prediction market) invece che ai ricavi degli operatori.
Emanuel stima che il piano potrebbe generare tra 30 e 50 miliardi di dollari l’anno. I fondi sarebbero destinati a un “Fondo per l’Innovazione” per sostenere la ricerca e lo sviluppo tecnologico.
Crescita dell’industria del gioco online
Il gioco online è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti dopo la sentenza della Corte Suprema del 2018 che ha eliminato il divieto federale sulle scommesse sportive. In soli cinque anni, i ricavi delle scommesse sportive negli Stati Uniti sono passati da oltre 2,5 miliardi di dollari nel 2018 a quasi 20 miliardi. Il mercato globale del gioco online è stato stimato a oltre 121 miliardi di dollari entro il 2025. Le previsioni indicano un’espansione costante, alimentata dalla tecnologia mobile e da ulteriori processi di legalizzazione.
I prediction market consentono agli utenti di puntare su eventi reali, tra cui elezioni e sviluppi geopolitici. Pur potendo riflettere il sentiment pubblico, sollevano anche preoccupazioni etiche e di sicurezza. Alcuni report hanno indicato che individui con accesso a informazioni sensibili potrebbero aver tratto profitto da queste piattaforme, spingendo verso richieste di una supervisione più rigorosa.
Emanuel sottolinea i rischi e il potenziale economico dei prediction market includendoli nel suo piano fiscale. La sua posizione si inserisce nel crescente dibattito su come queste piattaforme debbano essere regolamentate per trovare un equilibrio tra responsabilità e innovazione.
Entrate stimate e impatto economico
La proposta di Emanuel stima che una tassa del 10% sul gioco online e sui prediction market potrebbe generare tra 30 e 50 miliardi di dollari l’anno. Un livello di entrate che la collocherebbe accanto ai principali programmi federali e che riflette la portata dell’attività nel settore. Una tassa di questo tipo funzionerebbe come una “tassa sui vizi”, simile a quelle applicate su tabacco o alcol, raccogliendo fondi da attività considerate socialmente dannose. L’approccio è pensato per aumentare le risorse federali senza alzare le imposte sul reddito né tagliare i programmi esistenti.
Secondo il piano di Emanuel, i proventi della tassa confluirebbero in un Fondo per l’Innovazione che investirebbe in una serie di settori ad alta priorità. Tra questi: miglioramento delle tecnologie per la sicurezza nazionale, potenziamento della ricerca in biotecnologia e medicina, sviluppo dell’energia da fusione, creazione di capacità nel campo del quantum computing e avanzamento dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è indirizzare risorse verso industrie considerate fondamentali per una crescita economica sostenuta e per la leadership tecnologica.
L’idea punta a rafforzare la sicurezza nazionale, creare occupazione e favorire il progresso tecnologico, posizionando gli Stati Uniti per mantenere la propria competitività nell’innovazione globale.
Strategia politica dietro la proposta
Da quando ha concluso il suo incarico come Ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone nel gennaio 2025, Emanuel è rientrato nel dibattito pubblico con una serie di proposte politiche. Gli analisti interpretano queste mosse come parte di uno sforzo per definire il proprio profilo in vista della corsa alla nomination democratica per le presidenziali del 2028.
Il Governatore della California, Gavin Newsom, è attualmente considerato il principale candidato per la nomination democratica. Le proposte di Emanuel sono viste come tentativi di distinguersi in un campo che si preannuncia competitivo.
Intervenendo a un evento Wall Street Journal Live a Washington, D.C., Emanuel ha illustrato i dettagli del suo piano per la tassa sul gioco online. Ha inoltre proposto un credito d’imposta di 25.000 dollari per chi acquista una casa per la prima volta, modifiche a Freddie Mac e Fannie Mae per favorire l’accesso alla casa, e l’innalzamento dell’età pensionabile federale da 67 a 75 anni.
Quando gli è stato chiesto se queste idee fossero pensate per differenziarlo dai rivali, Emanuel ha riconosciuto che la visibilità potrebbe essere un “beneficio collaterale”. Ha sottolineato che il suo obiettivo è promuovere politiche che, a suo avviso, possano aiutare gli americani e rafforzare il Paese. A 66 anni, ha confermato di stare valutando una candidatura per il 2028.
Tentativi precedenti
I tentativi federali di regolamentare il gioco online hanno incontrato difficoltà. Nel 2023, il deputato Paul Tonko ha proposto il Betting on Our Future Act, che mirava a vietare il marketing online dei bookmaker. La legge, basata su precedenti divieti relativi alla promozione del tabacco, è risultata impopolare e priva di co-sponsor. I suoi oppositori hanno richiamato i diritti garantiti dal Primo Emendamento.
Tonko è tornato nel 2024 con il SAFE Bet Act, co-sponsorizzato al Senato da Richard Blumenthal. Il piano prevedeva restrizioni alla pubblicità del gioco d’azzardo durante la fascia oraria di massimo ascolto e gli eventi sportivi in diretta, invece di un divieto totale. Inoltre, raccomandava un registro nazionale di autoesclusione, la regolamentazione del targeting basato sull’intelligenza artificiale e limitazioni al linguaggio promozionale.
Nonostante gli sforzi di Tonko per costruire consenso (inclusi contatti con i commissari delle leghe sportive), il SAFE Bet Act si è arenato. La mancanza di slancio evidenzia la difficoltà di far avanzare una legislazione federale in questo ambito, anche mentre l’industria del gioco online continua a crescere.
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