Riordino gioco fisico in Italia: il decreto entra nel vivo tra confronto istituzionale e nodi aperti
Il riordino del gioco fisico in Italia entra in una fase cruciale. Il decreto legislativo per la riforma del comparto retail del gioco pubblico arriva al confronto tecnico in Conferenza Unificata. Questo segna l’avvio concreto di un atteso processo istituzionale per gli operatori del settore.
Secondo PressGiochi, il testo ha ricevuto una prima valutazione da parte dei tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dei rappresentanti degli enti territoriali. Questo segna l’avvio di un iter complesso che inciderà sugli equilibri del mercato del gioco legale in Italia.
Il quadro normativo: dalla delega fiscale al riordino del retail
La riforma del gioco fisico si inserisce nel più ampio contesto della legge delega fiscale approvata nel 2023, che affida al Governo il compito di riorganizzare e razionalizzare il sistema dei giochi pubblici.
Una prima attuazione della delega è già stata effettuata con il decreto legislativo n. 41/2024, che ha regolamentato il riordino del gioco online. Il gioco fisico rappresenta ora la fase successiva, più articolata, anche per il diretto coinvolgimento di regioni e comuni nel regolare l’offerta territoriale.
La Conferenza Unificata assume quindi un ruolo centrale, poiché deve bilanciare le esigenze dello Stato e quelle delle autonomie locali.
Distanziometri e orari: verso una possibile armonizzazione nazionale
Uno dei principali nodi della riforma riguarda la distribuzione territoriale dell’offerta di gioco. Negli ultimi anni, la marcata frammentazione normativa ha segnato il settore, mentre ordinanze comunali e leggi regionali hanno imposto regole diverse sulle distanze dai luoghi sensibili e sugli orari di apertura.
Il risultato è un quadro frammentato, che ha complicato la gestione della rete legale e acceso il dibattito sulla necessità di una maggiore uniformità normativa.
Il decreto mira proprio a superare questa disomogeneità, introducendo criteri più uniformi a livello nazionale. Nelle bozze circolate negli ultimi mesi è stata discussa anche una possibile differenziazione delle distanze minime in base alla tipologia di punto gioco, ma tali aspetti sono ancora in fase di elaborazione e non sono ufficiali.
Sistema concessorio e struttura del mercato
Un altro aspetto centrale del riordino riguarda il sistema delle concessioni. Il decreto potrebbe incidere sulle procedure di assegnazione delle gare e sulla configurazione della rete, prevedendo una possibile riduzione del numero di punti vendita e di apparecchi.
Anche in questo caso, nessuno ha ancora delineato le soluzioni definitive. Tuttavia, istituzioni e operatori mettono al centro il tema nel loro confronto, soprattutto per le ricadute che questo potrebbe avere sugli equilibri competitivi del comparto.
Nel dibattito emergono preoccupazioni riguardo al rischio di una maggiore concentrazione del mercato. Se le nuove regole favorissero operatori con maggiore capacità finanziaria, le associazioni di categoria invitano a mantenere un equilibrio che consenta la sostenibilità anche per le imprese di dimensioni medio-piccole.
Impatti economici e occupazionali: le stime e le preoccupazioni del settore
Sul fronte economico emergono le prime valutazioni critiche. Domenico Faggiani, componente dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico della Regione Lazio, avverte che le ipotesi di riforma del regime concessorio potrebbero incidere pesantemente sull’economia nazionale: si prevede una perdita di oltre 1,6 miliardi di euro di gettito fiscale annuo per lo Stato italiano e il rischio di circa 24.000 posti di lavoro, ovvero quasi la metà dei 50.000 addetti stimati fra diretti e indiretti. Queste stime prospettiche evidenziano la portata delle preoccupazioni di una parte degli osservatori del settore.
Anche le associazioni di categoria condividono questi timori. Il presidente di ACADI, Geronimo Cardia, evidenzia la necessità di prevenire che il riassetto del comparto comporti effetti collaterali dannosi. Questi includono una possibile concentrazione eccessiva dell’offerta e requisiti di accesso alle gare insostenibili per gli operatori. Cardia chiarisce che, senza un adeguato aggiornamento dei prodotti e del sistema, tali condizioni potrebbero compromettere la tutela della salute pubblica, ridurre il gettito fiscale, indebolire l’occupazione e il ruolo delle piccole e medie imprese.
Sul tema della concorrenza, anche il senatore Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ha sottolineato il rischio che il mercato evolva verso una deriva oligopolistica. Dal dibattito di settore emerge che il comparto presenta già una forte concentrazione e, senza correttivi, potrebbe restringersi ulteriormente, con possibili effetti distorsivi sulla concorrenza.
Lo stesso Pedrizzi ha inoltre evidenziato, sempre nell’ambito delle dichiarazioni pubbliche riportate da fonti di settore, che l’Autorità Antitrust starebbe approfondendo tali aspetti anche attraverso interlocuzioni con alcuni concessionari. Si tratta, tuttavia, di elementi che si inseriscono nel confronto in corso e non risultano formalizzati in atti pubblici ufficiali.
Il ruolo degli enti locali e le implicazioni territoriali
I temi legati alla distribuzione dell’offerta e alla struttura delle gare influenzeranno inevitabilmente anche il livello locale. Regioni e comuni potrebbero infatti intervenire nel processo decisionale, soprattutto nell’organizzazione della rete sul territorio.
Il confronto in Conferenza Unificata è proprio il luogo istituzionale deputato a garantire l’equilibrio tra le competenze statali e l’autonomia territoriale.
Un iter articolato verso l’approvazione
L’iter del decreto si preannuncia articolato e i tempi restano serrati. Dopo la Conferenza Unificata, il testo dovrà essere approvato dal Consiglio dei Ministri. Poi sarà esaminato dalle Commissioni parlamentari, dove potrà essere modificato, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il percorso richiederà ulteriori passaggi tecnici e politici, lasciando spazio a possibili aggiustamenti lungo il cammino.
Il futuro del gioco legale di Stato
Il settore del gioco legale vive un momento chiave. Il comparto fisico affronta finalmente la fase concreta del riordino, alimentando attese di razionalizzazione e suscitando timori sui futuri equilibri di mercato.
Questo confronto apre una fase decisiva. Le decisioni che adotteremo nei prossimi mesi determineranno il nuovo assetto del settore. Il settore deve trovare un equilibrio tra regolazione, sostenibilità economica e tutela degli interessi pubblici.
(Foto credits: PressGiochi.it)
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