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Perché Malta punta sul gaming — Dott. Spiteri sulla Malta Vision 2050

Garance Limouzy
Scritto da Garance Limouzy

Negli ultimi dieci anni, l’industria del gaming è diventata una pietra angolare dell’economia maltese, a tal punto che la strategia a lungo termine del governo, Malta Vision 2050, la identifica come uno dei settori chiave per guidare la crescita sostenibile dell’isola.

Dott. Jonathan Spiteri, docente senior all’Università di Malta, direttore presso la Bank of Valletta e membro del team Vision 2050, ha parlato con SiGMA News di come il gaming possa supportare gli obiettivi di sviluppo a lungo termine dell’isola.

Come ha spiegato, «L’industria del gaming è diventata molto importante, non solo per l’economia di Malta, ma anche per la sua forza lavoro e la resilienza del Paese.»

Rivedere il concetto di successo: una visione che va oltre il PIL

Al centro della Vision Malta 2050 c’è un’idea semplice ma ambiziosa: il successo non si misura solo con il PIL.

«Abbiamo registrato una forte crescita economica dal 2012. La disoccupazione è crollata. Ma non possiamo darlo per scontato», spiega il dott. Spiteri. «È tempo di guardare oltre il PIL e concentrarci su una qualità della vita sana per tutti.»

Questo significa investire in infrastrutture, sanità, istruzione, uso intelligente del territorio e settori chiave come gaming, servizi finanziari, turismo e trasporti.

Favorire la crescita: come il governo può sostenere l’industria del gaming

Il dott. Spiteri ritiene che il governo debba giocare un ruolo attivo nel supportare la crescita del settore gaming. «L’aliquota fiscale favorevole e il quadro regolatorio hanno sicuramente aiutato», afferma. «Ma si può fare di più: incentivi fiscali per la ricerca e sviluppo, sostegno alle startup, sovvenzioni per l’innovazione.»

Un passo recente è stato il lancio di un fondo di venture capital governativo per supportare startup innovative con finanziamenti seed, un programma che beneficerà anche le aziende tecnologiche, incluse quelle del settore gaming.

Oltre agli incentivi fiscali, il dott. Spiteri sottolinea le politiche di Malta per attrarre professionisti altamente qualificati: «Abbiamo un’aliquota fiscale del 15% sul reddito per individui con qualifiche molto elevate. Questo sistema può aiutare ad attrarre competenze.»

Il dott. Spiteri vede spazio per ampliare il supporto governativo, soprattutto in ambito innovazione e ricerca: «Potrebbero esserci interessanti opportunità per investimenti in innovazione e ricerca — magari con benefici fiscali che incentivino queste spese.» Cita esempi esteri, come gli incentivi fiscali del Regno Unito per spese innovative, suggerendo che Malta potrebbe adottare schemi simili: «Potremmo pensare a come trattare fiscalmente le spese di ricerca, e a come questo potrebbe avvantaggiare l’industria del gaming.»

Perché l’iGaming merita un posto nella visione

Mentre qualcuno potrebbe chiedersi se l’industria del gaming — soprattutto la sua componente online — possa essere un pilastro affidabile per lo sviluppo nazionale, il dott. Spiteri offre una risposta fiduciosa.

«È rischioso solo se lo si guarda superficialmente», ammette. «C’è la falsa idea che il gaming sia un settore poco trasparente. Ma la realtà è che si tratta di un settore professionale e altamente regolamentato.»

Anzi, crede che Malta sia diventata leader mondiale nella governance responsabile del gaming.

«La Malta Gaming Authority ha assunto un ruolo di primo piano in tema di ESG», dice. «Non si tratta di promuovere il gioco d’azzardo come stile di vita, ma di farlo responsabilmente, con piena consapevolezza e con adeguate tutele.»

Per lui i benefici locali sono chiari: «L’industria del gaming ha aperto incredibili opportunità lavorative», spiega. «Abbiamo visto studenti orientarsi verso risk management, data governance, analisi quantitativa — ruoli altamente specializzati e ben retribuiti.»

Alzare l’asticella: cosa deve ancora migliorare il settore

Pur lodando il settore, il dott. Spiteri è chiaro: non si può adagiarsi sugli allori.

«Serve più collaborazione tra industria del gaming e mondo accademico», afferma. «Occorrono programmi di formazione, stage, partnership, modi per costruire un flusso continuo di talenti.»

Vorrebbe anche che il settore facesse di più per responsabilità sociale e ambientale.

«Con data center e infrastrutture tecnologiche c’è un’impronta di carbonio», riconosce. «Il settore del gaming deve esserne consapevole e fare la sua parte.»

Colmare il divario di talenti: come rispondono le università

L’Università di Malta si sta già adattando alla crescita del settore gaming. Il dott. Spiteri segnala l’integrazione di temi legati al gaming nei corsi di economia, risk management, informatica e anche matematica.

«Nel nostro ateneo abbiamo abbracciato il gaming. Insegniamo cybersecurity, ESG, gestione del rischio quantitativa, tutte competenze essenziali per l’industria», dice. «Abbiamo docenti con esperienza diretta nel settore.»

Crede che sia fondamentale far conoscere agli studenti la realtà del settore.

«Gli studenti stanno iniziando a capire che il gaming non è solo per specialisti IT», dice. «Per esempio, il settore ha bisogno di economisti, risk manager, esperti di compliance, analisti dati.»

«Negli ultimi due o tre anni ho visto crescere l’interesse degli studenti verso il gaming», aggiunge. «È chiaro che ora il gaming è sulla loro mappa.»

Ma secondo lui si può fare ancora di più.

«Servono relatori dall’industria, corsi pratici, formazione continua, o anche certificazioni per professionisti che vogliono entrare nel settore», suggerisce. «Sarebbe bello avere certificati post-laurea formali focalizzati sul gaming, magari in risk management, compliance o anche gestione aziendale.»

Come l’iGaming sta cambiando la cultura del lavoro

Non è solo l’economia a essere cambiata. Secondo il dott. Spiteri, il gaming ha trasformato la cultura lavorativa a Malta.

«Il gaming ha introdotto un ambiente di lavoro più progressista», dice. «Non si tratta di rilassarsi; si lavora duro. Ma è diverso dalle industrie del passato fatte di giacca e cravatta. E questo atteggiamento si sta diffondendo in altri settori.»

Nel momento in cui Malta compete per attrarre talenti globali, questo cambiamento culturale è importante.

«Il settore del gaming ha reso Malta più attrattiva per i giovani professionisti, sia locali che stranieri», spiega il dott. Spiteri. «Ed è proprio questo di cui abbiamo bisogno per restare competitivi.»

Una visione collaborativa e duratura

Costruita attraverso mesi di consultazioni con stakeholder del settore privato, istituzioni pubbliche, società civile e perfino opposizione, Malta Vision 2050 vuole essere una roadmap davvero democratica.

«Deve essere una coalizione ampia, una visione democratica, dove le persone esprimono le loro opinioni e noi abbiamo i nostri obiettivi», spiega il dott. Spiteri. «Questo la rende resiliente e dà a investitori e imprenditori una sensazione di certezza a lungo termine.»

Con la Vision Malta 2050 nella sua fase finale di consultazione, il dott. Spiteri invita tutti gli stakeholder a partecipare.

«La consultazione è aperta fino a settembre», dice. «Chiunque abbia un interesse a Malta — cittadini, residenti, imprese, investitori — dovrebbe prendere parte.»

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