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La nuova tassa della Carolina del Nord potrebbe creare un precedente strategico per i mercati previsionali

Julia Moura
Scritto da Julia Moura
Tradotto da Mara Armenante

Oltre alle controversie legali che coinvolgono diversi Stati e piattaforme come Kalshi, la Carolina del Nord sta emergendo come un potenziale nuovo terreno di scontro, mentre valuta un’imposta specifica sugli operatori dei mercati previsionali. Allo stesso tempo, il Congresso degli Stati Uniti continua a presentare proposte legislative volte a definire i confini del settore, rafforzare le norme etiche ed ampliare le tutele per i consumatori.

Se il governatore della Carolina del Nord Josh Stein approverà il bilancio statale entro il 12 luglio, lo Stato potrebbe diventare il secondo nel Paese, dopo l’Illinois, a introdurre una tassa mirata specificamente agli operatori dei mercati previsionali. Nel frattempo, i legislatori di Washington continuano a presentare con grande frequenza proposte di legge relative al settore.

La Carolina del Nord potrebbe introdurre una nuova strategia normativa

Il bilancio approvato dall’Assemblea Generale della Carolina del Nord include una disposizione che istituisce un’imposta del 6% sui ricavi netti generati dalle commissioni applicate dagli operatori dei mercati previsionali sulle transazioni effettuate dagli utenti presenti nello Stato. Secondo la proposta, la tassa entrerebbe in vigore il 1° gennaio 2027 qualora la misura fosse convertita in legge.

La proposta adotta un approccio diverso rispetto a quello seguito da altri Stati che hanno tentato di limitare queste piattaforme. Invece di richiedere una licenza statale o vietare l’offerta di contratti sugli eventi, il bilancio prevede soltanto la tassazione dell’attività economica svolta all’interno dello Stato.

Ciò significa che lo Stato non sta contestando direttamente l’autorità della Commissione per il commercio dei futures sulle materie prime (CFTC) nella supervisione dei mercati previsionali, ma sta invece cercando di riscuotere imposte sulle transazioni effettuate dai propri residenti. Secondo le analisi pubblicate da Deadspin, questa potrebbe diventare la prima iniziativa statale a riconoscere, almeno indirettamente, la supervisione federale della CFTC, introducendo allo stesso tempo una tassa specifica per il settore.

La decisione del governatore potrebbe innescare nuove controversie legali

Josh Stein ha tempo fino al 12 luglio per decidere se firmare il bilancio, porre il veto sull’intero provvedimento oppure consentirne l’entrata in vigore senza la propria firma, in conformità con il calendario legislativo dello Stato. Indipendentemente dall’esito, gli esperti del settore stanno monitorando con attenzione il potenziale insorgere di nuove controversie legali: Kalshi e altri operatori hanno sostenuto costantemente in tribunale che i loro contratti sono strumenti finanziari regolamentati esclusivamente ai sensi del Commodity Exchange Act, la legge federale amministrata dalla CFTC.

La società ha già fatto ricorso a questa argomentazione nelle cause contro Stati come Illinois, Nevada, Arizona, Maryland, New Jersey, Ohio e Montana, che hanno tutti adottato misure per limitare o contestare l’offerta di questi contratti. In tali procedimenti, Kalshi sostiene che gli Stati non abbiano l’autorità di imporre norme che interferiscano con mercati supervisionati dall’autorità federale.

La proposta della Carolina del Nord, tuttavia, introduce un elemento nuovo: poiché si concentra specificamente sulla tassazione anziché sulla concessione di licenze o sul divieto dell’attività, gli esperti legali ritengono che potrebbe aprire un nuovo dibattito sui confini tra il potere fiscale degli Stati e la competenza normativa federale.

Da una parte, lo Stato potrebbe sostenere che l’imposizione di tasse non modifica l’autorità di supervisione della CFTC e rappresenta semplicemente un esercizio del proprio potere fiscale. Dall’altra, gli operatori potrebbero sostenere che una tassa rivolta esclusivamente ai mercati previsionali produca effetti normativi indiretti in conflitto con la competenza esclusiva attribuita dal Commodity Exchange Act. Finora, questa questione non è ancora stata esaminata dai tribunali statunitensi.

Prima della Carolina del Nord, l’Illinois è diventato il primo Stato americano a introdurre una tassa specificamente rivolta agli operatori dei mercati previsionali. Anche questa misura ha generato un dibattito su un possibile conflitto tra le normative statali e la legislazione federale che disciplina i derivati finanziari supervisionati dalla CFTC.

Il Congresso intensifica l’attività legislativa sui mercati previsionali

Mentre gli Stati perseguono i propri approcci, anche il Congresso degli Stati Uniti ha aumentato il numero di proposte legislative relative ai mercati previsionali. Negli ultimi mesi, i legislatori hanno presentato disegni di legge riguardanti diversi aspetti del settore, tra cui norme sulla trasparenza, tutela dei consumatori, prevenzione dell’insider trading e restrizioni su determinati tipi di contratti sugli eventi. Il ritmo delle nuove proposte è diventato quasi settimanale nel corso del 2026.

Le iniziative seguono approcci differenti. Alcune mirano a stabilire una regolamentazione più chiara per i contratti sugli eventi, mentre altre propongono di limitare il trading legato a sport, politica o decisioni governative. Tra le proposte più recenti figura il No Profiting from Public Service Act (Legge contro il profitto derivante dal servizio pubblico), introdotto alla Camera dei Rappresentanti la scorsa settimana.

Il disegno di legge mira a impedire ai funzionari federali e ai candidati politici di negoziare contratti sui mercati previsionali relativi a eventi governativi o politici. La misura si applicherebbe ai membri del Congresso, ai giudici federali, ai giudici della Corte Suprema, agli alti funzionari federali e ai candidati a incarichi pubblici nazionali. Il suo obiettivo è ridurre i potenziali conflitti di interesse e impedire ai funzionari pubblici di ottenere vantaggi finanziari utilizzando informazioni privilegiate acquisite nello svolgimento delle proprie funzioni ufficiali.

Altri disegni di legge presentati nel corso dell’anno seguono un approccio simile, proponendo ulteriori misure di trasparenza, l’obbligo di comunicazione delle transazioni e restrizioni sull’utilizzo di informazioni riservate nel trading sui mercati previsionali.

Parallelamente al dibattito legislativo, anche l’autorità di regolamentazione federale ha iniziato a esaminare le norme applicabili ai contratti sugli eventi. La CFTC ha avviato una consultazione pubblica per valutare possibili modifiche ai criteri utilizzati per determinare quando un contratto sugli eventi possa essere considerato contrario all’interesse pubblico. Tra le questioni oggetto di revisione vi sono la definizione del termine “gaming” (gioco d’azzardo), i limiti applicabili a determinate categorie di contratti e i criteri che potrebbero orientare future approvazioni o divieti.

Il periodo di consultazione pubblica resterà aperto fino alla fine di luglio 2026 e il suo esito potrebbe influenzare direttamente le attività degli operatori dei mercati previsionali in tutti gli Stati Uniti.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla pagina portoghese di SiGMA News il 7 luglio 2026.

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