Gli USA possono sostenere la regolamentazione dei casinò online come avvenuto per le scommesse sportive?
L’adozione del gioco da casinò online negli Stati Uniti sembra destinata a rimanere più lenta e politicamente più complessa rispetto alla rapida diffusione delle scommesse sportive, nonostante crescano le evidenze che i casinò online garantiscano entrate fiscali più elevate e stabili.
È questa la valutazione di Aviram Alroy, da poco nominato Responsabile dell’iGaming presso SCCG Management, società di consulenza globale specializzata in gaming, scommesse sportive e gioco online. In un’intervista esclusiva a SiGMA News, Alroy ha affermato che il divario tra i due segmenti riflette una cautela politica più che una logica economica.
Alroy ha spiegato che il sostegno regolatorio ai casinò online è destinato a crescere, ma non attraverso lo stesso slancio guidato dagli elettori che ha favorito le scommesse sportive. “Probabilmente non vedremo mai un processo di regolamentazione dell’iGaming che rispecchi quello delle scommesse sportive”, ha dichiarato.
Ha poi aggiunto: “Anche se la maggior parte dei governi statali comprende che i casinò online genererebbero più entrate fiscali rispetto alle scommesse sportive, ritengono che sia molto più difficile convincere i propri elettori, ed è una delle principali ragioni della lentezza nell’adozione.”
L’opinione pubblica resta infatti un ostacolo significativo. Un recente sondaggio condotto da Lake Research nello stato del Maine ha mostrato una forte opposizione alla legalizzazione dei casinò online, con il 64 per cento degli elettori contrari. I legislatori citano sempre più spesso questi dati per giustificare rinvii o veti sulla normativa, anche in stati dove i casinò regolamentati sono già operativi.
Il divario regolatorio
La cautela emerge chiaramente nel panorama normativo. All’inizio del 2026, solo sette stati americani offrono una qualche forma di gioco da casinò online legale, contro oltre 30 stati che hanno approvato le scommesse sportive. Alroy ritiene improbabile che questo squilibrio si riduca nel breve periodo.
“Finché tutte le questioni di allineamento non verranno risolte a livello statale, l’infrastruttura legale resterà inutilizzata”,
Aviram Alroy, Responsabile iGaming, SCCG Management
Un altro elemento che alimenta l’esitazione degli stati è la rapida espansione di piattaforme online alternative che operano al di fuori dei tradizionali quadri normativi del gaming. Le piattaforme in stile sweepstakes e i mercati predittivi sono cresciuti rapidamente, soprattutto in occasione dei grandi eventi sportivi, pur rimanendo in gran parte non tassati a livello statale.
Gli analisti del settore stimano che il solo gaming sweepstakes generi ogni anno diversi miliardi di dollari negli Stati Uniti. Alroy ha affermato che i governi stanno diventando sempre più consapevoli del fatto che non ricevono alcuna entrata fiscale da queste piattaforme, mentre la partecipazione dei consumatori continua ad aumentare. È probabilmente per questo motivo che New York ha vietato i casinò sweepstakes.
“I governi statali stanno realizzando che non stanno generando alcuna entrata fiscale dalle piattaforme di gioco alternative come gli sweepstakes e i mercati predittivi, che già operano nelle loro giurisdizioni”, ha detto. “Stanno anche capendo che il gioco online esiste comunque, che lo regolamentino o meno.”
Anche l’opposizione da parte delle tribù e degli operatori di casinò terrestri ha contribuito a rallentare l’adozione dei casinò online. Le preoccupazioni si sono a lungo concentrate sul timore che il gioco online potesse cannibalizzare le strutture fisiche. Tuttavia, Alroy sostiene che anni di dati operativi smentiscono questa ipotesi.
In stati come New Jersey e Pennsylvania, gli operatori che integrano offerte online e terrestri hanno registrato un valore di vita del cliente più elevato. I giocatori online sono più propensi a iscriversi ai programmi fedeltà, visitare i casinò fisici e spendere in hotel, ristorazione ed entertainment.
“Quando i database vengono gestiti in modo strategico, il gioco online aumenta effettivamente le visite alle proprietà fisiche”, ha concluso Alroy.
Segnali di slancio
Secondo Alroy, l’ostacolo principale non è più la struttura legislativa, bensì l’allineamento politico. “La maggior parte degli stati potrebbe scrivere una legge sull’iGaming domani stesso”, ha affermato. “La vera difficoltà è mettere d’accordo operatori, tribù, legislatori e governatori sui rischi e sui benefici.”
Nonostante ciò, iniziano a emergere segnali di movimento in alcuni cluster regionali. New Jersey, Pennsylvania, Connecticut e Rhode Island sono già operativi, mentre le tribù del Maine hanno recentemente approvato il gioco online. Il Michigan si è affermato come un’eccezione nel Midwest, dove l’iGaming rappresenta ormai oltre due terzi delle entrate complessive del gaming digitale. Questo risultato è ampiamente attribuito a un forte allineamento regolatorio tra operatori tribali e commerciali, insieme a un precoce sostegno politico.
La rinnovata iniziativa dell’Indiana per riesaminare i casinò online e le lotterie digitali è ora osservata con grande attenzione, e secondo alcuni analisti del settore potrebbe spingere altri stati del Midwest a seguirne l’esempio.
I mercati predittivi stanno erodendo le entrate?
I mercati predittivi aggiungono un ulteriore livello di complessità. Grandi operatori come FanDuel e DraftKings gestiscono piattaforme predittive regolamentate a livello federale accanto alle loro attività di scommesse sportive con licenza statale.
Alroy ha avvertito che, se i mercati predittivi dovessero espandersi verso piattaforme in stile casinò, gli stati potrebbero subire perdite fiscali significative. Gli analisti stimano che anche un parziale spostamento del gioco online in stile casinò verso piattaforme regolamentate a livello federale potrebbe costare ai singoli stati centinaia di milioni di dollari l’anno in entrate fiscali mancanti.
“L’esistenza di un quadro federale complica ulteriormente il processo decisionale degli stati, soprattutto mentre tasse elevate, costi di accesso al mercato e regolamentazioni frammentate continuano a influenzare l’economia del gaming regolamentato a livello statale. Un quadro federale può cambiare completamente l’equazione economica”, ha spiegato Alroy. “Riduce le barriere all’ingresso e permette agli operatori più piccoli di trovare nicchie redditizie.”
Nonostante questi cambiamenti, Alroy ritiene che l’iGaming regolamentato dagli stati continuerà a espandersi, seppur gradualmente. “I dati sono chiari”, ha affermato. “La vera domanda è quanto tempo ci vorrà perché la politica si allinei alla realtà.”
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