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Le aziende stanno spendendo molto trascurando però le basi digitali che generano crescita?

Naomi Day
Scritto da Naomi Day
Tradotto da Mara Armenante

Durante AIBC Eurasia 2026, il 10 febbraio, il panel intitolato “Brividi appariscenti contro siti malfunzionanti: perché alcuni brand continuano a ignorare le proprie fondamenta digitali” ha riunito un gruppo di esperti di marketing e performance. A moderare è stato Oliver De Bono, co-fondatore e direttore commerciale di Quantum. Con lui sul palco c’erano Nikola Radujković, direttore generale di Odys, Simon Westbury, consulente strategico di 1x, e Wojtek Stellmach, co-fondatore e amministratore delegato di BugsyEmpire, tutti pronti a offrire una visione diretta su dove i brand continuano a sbagliare e su cosa invece fanno diversamente quelli più lungimiranti.

Puntare alla performance di lungo periodo

Aprendo la discussione, Oliver De Bono ha evidenziato come lo scenario nei mercati competitivi stia cambiando, sottolineando che nei “mercati europei di prima fascia” si sta delineando un ciclo chiaro su ciò che funziona, ciò che non funziona e su come i brand stanno allocando le proprie risorse.

Nikola Radujković ha chiarito subito che non esiste una risposta valida per tutti. “Dipende dal mercato stesso”, ha spiegato, insistendo sul fatto che le aziende devono “testare prima e vedere cosa funziona”, prima di impegnarsi in una strategia su larga scala. Secondo Radujković, la crescita sostenibile deriva ancora da un’analisi accurata e da una pianificazione di lungo periodo, non da picchi di spesa immediati. “Una volta raccolti i dati puoi vedere cosa funziona per te”, ha affermato, aggiungendo che in aree competitive come la Scandinavia “il valore continua a venire dalla SEO”.

Ha anche lanciato un avvertimento che ha risuonato in tutta la sala: se il prodotto non è ottimizzato, qualsiasi successo di campagna sarà temporaneo. “Se il prodotto non è ottimizzato, otterrai solo un impulso momentaneo nel lungo periodo”, ha detto, sottolineando che i brand devono dare priorità all’infrastruttura prima dell’espansione.

Un’esperienza di prodotto solida

Wojtek Stellmach ha ampliato la conversazione sottolineando che le fondamenta digitali devono essere affrontate in modo diverso a seconda del livello di sviluppo dell’azienda. “Dipende dalla maturità del brand”, ha spiegato, osservando che i marchi nuovi spesso inseguono una visibilità rapida attraverso molti canali senza prima assicurarsi che la loro piattaforma sia davvero pronta a convertire.

“Il traffico SEO e quello proveniente da Google saranno sempre i più preziosi”, ha affermato Stellmach, ricordando però al pubblico che “la SEO è un lavoro di lungo periodo”, e che i brand devono allineare le proprie aspettative a questa realtà.

Alla domanda su dove le aziende dovrebbero iniziare, Stellmach ha dato una risposta pratica, insistendo: “Devi chiederti se il tuo prodotto è pronto. Ho tutti gli elementi giusti?”
Simon Westbury ha rafforzato l’importanza di allineare la strategia del brand al percorso dell’utente, spiegando che l’espansione moderna richiede sia rilevanza locale sia coerenza digitale. “Non puoi ignorare il digitale. Tutto deve funzionare insieme”, ha detto. Westbury ha anche sottolineato che costruire fiducia è importante quanto il performance marketing, soprattutto quando si entra in regioni emergenti. “Hai bisogno di notorietà del brand per avere credibilità”, ha affermato, aggiungendo che le aziende devono coinvolgere le comunità locali in modi autentici e basati sul valore.

Quando la discussione si è spostata sull’esperienza del cliente, l’attenzione si è concentrata sugli aspetti tecnici di base che vengono ancora trascurati troppo spesso. “La velocità è la cosa più importante”, ha ribadito Stellmach, ricordando ai presenti che nessuna campagna di branding può compensare piattaforme lente, sistemi di fidelizzazione deboli o percorsi utente frustranti.
Radujković ha concluso il suo intervento con un ultimo consiglio per i brand che cercano di farsi spazio in mercati affollati: “Siate semplicemente unici.”

Fondamenta digitali come vantaggio competitivo

Il panel ha trasmesso un messaggio semplice ma potente: i brand che vinceranno nel 2026 non saranno quelli più rumorosi, ma quelli con la struttura digitale più solida sotto la superficie. Dalla strategia SEO alle prestazioni della piattaforma, fino alla fidelizzazione, all’adattabilità e alla credibilità, il successo è sempre più definito dall’esecuzione, non dall’apparenza.

Con AIBC Eurasia 2026 ancora in pieno svolgimento e molte sessioni chiave in arrivo, continuate a seguirci: vi porteremo aggiornamenti da Dubai, con panel, momenti di networking, annunci e i passaggi più significativi dell’expo.

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